Islanda

Islanda
arcobaleno sotto la cascata di Skogafoss in Islanda

giovedì 30 giugno 2016

Il ragno



Il picco si dev'essere sfiammato
di rabbia atroce e morso sempiterno
il dente non dev'esser lancinato
da fitte che ricordano l'inferno

allora tu puoi prender carta e penna
lento nel corridoio del commento
e tingere quel segno che ti accenna
a ciò che non puoi dir con fiero accento

dacché ci sono orde nere e truci
schierate ben la fuori e d'ambo i sessi
bramose a che ti squarti e che ti bruci
punir la verità coi suoi eccessi

tu sai il nostro dolore essere figlio
di atavica viltà che non tagliò
raccolta nelle vesti del coniglio
la testa ad un nemico che negò

sicché lui crebbe fino ad insinuarsi
nelle complesse lande del tuo regno
e allora l'uomo ebbe a macerarsi
braccato nella tela del suo ragno

ti accusano di ciò che tu hai subito
ti fanno colpa la tua stessa rabbia
la torcon nella piaga con il dito
avvolgono la loro nella nebbia

pagasti sì due volte da innocente
per le vie d'un sistema criminale
che sta alleato ai rei, e che non sente
ragion d'idea, né torto personale

ed ecco che tu sbotti ed ora pensi
che le tue affermazioni più cruente
non fossero sbagliate e che i tuoi sensi
non mentano sul cuore della gente

difficile è attingere alle fonti
di amore e gioia – poiché circondate
sono da quei cattivi elementi
che le hanno intrise, che le hanno guastate

e allora qui tu devi distillare,
agire operazione di filtraggio
e ciò che più dovrebbe rilassare
richiede intelligenza e più coraggio

oppure trasferire più lontano
la tua soddisfazione in altro regno
ma esprime la sua sete la tua mano
lacera per la tela di quel ragno

allora pare che non ci sia scelta
arte di guerra e cauto compromesso
richiede il mondo, e di stare all'erta
sull'uscio fino al giorno del trapasso

si deve qui combattere e mangiare
avulsi alle regole del gioco
sapendo che se tu le vuoi cambiare
puoi farlo solamente poco a poco.  



domenica 26 giugno 2016

Al fondo del pensiero



Sarebbe giusto
che un uomo vivesse

delle sue Idee, giacché
esse vivono di lui

Vi consegniamo alla carta
per non avervi più in testa

o Pensieri...

dalla carta arrivate
alla testa di molti

che col corpo sostengono
i mali irrisolti

dal tal corpo erompono
in fiamme gialle

vogliono il presente
dietro le spalle

che or li sostenga
quando era sostenuto

sicché dall'audacia
di un uomo arguto

il pensiero sia giunto
a una nuova Carta

che dall'alto fiera e serena
commenta

le fattezze di un mondo
di già scolpito

secondo il pensiero
di quell'uomo ardito

che ora terrà le sue posizioni
più intollerante dei vecchi padroni

e di eterno e sacro
vorrà sancire

ciò per cui tanto
ebbe a patire

non è forse questa la ruota che gira
che l'occhio dello studioso attira?

ad ogni passaggio, qualcosa manca
che tutto rovescia, poiché l'uomo stanca

e soltanto colei che da questo si esime
dai suoi apogei, è l'idea Sublime

la spada lucente della sua azione
non è passibile di ritorsione

se tu del concetto hai toccato il fondo
sei destinato a far finire il mondo.  


domenica 19 giugno 2016

Strenna di atavica rima



Il puro occhio del mondo non parla
torbido cerca nettezza
le discrasie che nel fondo risguarda
tempera nella durezza

cercavi nella natura distesa
di regolare un confronto
nelle vallate non giunse la resa
truce il nemico era pronto

se non hai niente da riscattare
tranne apparenze distorte
sono le cose più vere da odiare
stridon fin oltre la morte

quieta, l'ignavia ha lasciato gli amici
su baldanzosi sentieri
già prospettavano orridi auspici
temerità del mio ieri

se non potesti portarli con te
nelle tue strade, lassù
giovane avrai la vecchiezza perché
vecchia fu la gioventù

t'apri e ti chiudi, dacché non si sa
se condivider si possa
timido scampolo d'una realtà
nè qualche fulgida mossa

c'era anche lei su quelle colline
tutto portava il tuo affetto
ora corrotto da un morbo che esime
dal dirlo come va detto

tòrnati a casa e dormi il tuo oggi
sempre d'amore e di guerra parlasti
non è il preciso cinismo dei saggi
quello in cui ti confortasti

solo il serale staccar della spina
lieto di questo passaggio
che nella strenna di atavica rima
ha del domani il coraggio




Imprecazione (maggio 2016)



Sono stanco di comporre
i miei versi su una torre
di brillante marcescenza
con travagli di coscienza!
Sì dall'alto del mio trono
non concederò perdono
io m'esprimerò coi gesti
e gli istinti degli onesti
fluiranno dolcemente
sopra 'l corpo della gente
in dilette costruzioni
in donnesche collusioni
Lagnerà il suo tempo perso
il barbarico mio verso
or li scriveranno gli altri
rei facchini delle arti
canteranno il malcontento
mentre io dolor non sento
me ne sto nel mio castello
a decider cosa è bello
cosa è vero, cosa è buono
e i diritti di quest'uomo
che non vuol saperne un cazzo
che di Hitler è più pazzo
che rivendica al pantano
i possessi di un sultano
che ora vuol scoprir le carte
gli altarini della sorte
e invertirle tutte in fila
in vendetta progressiva
E finché non è finita
non mi toglierò la vita!


sabato 18 giugno 2016

La conclusione


Morbo vigliacco e corrosivo
il vostro umore mi entra nel corpo
si chiama colpa, ma finché vivo
vendicherò le tossine che assorbo

potete imprimere violenza subdola
e con leggerezza agire d'istinto
spadroneggiar dalla vostra nuvola
inconquistata, da troppo tempo

immani, immondi, infiniti vantaggi
vi han sostenuti dal quell'empio giorno
tenace affronti gli infiniti passaggi
che ti consentono di farti largo

di ottenere uno straccio d'indipendenza
in un regno di cui non accetti gli scopi,
le forme, i soggetti, e la sua tendenza
ma la verità è una cosa per pochi!

tutto rallenta, per fare posto
alle quisquilie in cui siete implicati
e se alla stampante finisce l'inchiostro
sostituirlo è da laureati

non usurpate il nome di scienza
di tecnologia, di arte e progresso
solo un ammasso d'incompetenza
e di meschinità da buttar nel cesso

se vi muovete per prove ed errori
a me avete perso ogni diritto
di proclamarvi fieri gestori
di questo mondo che avete disfatto

certo chi sbagli una volta, passi
ma se avete il fallo nella biologia
è una certezza di nuovi sconquassi
fino a che il fuoco non vi spazzi via

della cruenta rivoluzione,
noi non abbiamo bisogno di prove
e il nostro dubbio, in atto e astrazione
viene perché subalterno si muove

il nostro spirito, puro e perfetto
ora contaminato dagli empi
di tutte le trappole in cui mi metto
la vostra colpa spreca gli esempi

e non avrò il modo di fare nemmeno -
stacanovista nell'anonimato
quello che un martire accetta sereno
di essere morto finché non sei rinato

per rinnovare ogni fazzoletto
di questa grigia promiscua veste
studiar la storia, scolpire il concetto
e poi sancir gerarchia di teste

bene, si deve cambiare programma
ci vogliono soldi e ci vuole tempo
e qui non c'è niente che nutra la fiamma
dell'agognato rivolgimento

per cui salto fuori con queste gambe
non tanto robuste, e questa luce negli occhi
il cuore è piagato e l'universo spande
ma getterò semi e getterò sacchi

ci sono state piccole svolte
sono però significative assai
non sono torri, non sono volte
ma forse bastano a gestire i guai

balugina triste all'occhio un rimpianto
di trascurare Impresa fatale
che al suo nemico eternerebbe il pianto
mentre a se stessa la vittoria finale

ma si vede che questo non era previsto
non ce ne han date le condizioni
sarà di nuovo un percorso misto
che muove il passo in due direzioni

Un saggio disse che la conclusione
è il punto in cui stanco sei di pensare:
accetto il rischio, e se non ho ragione
allora il fato mi possa graziare!


giovedì 16 giugno 2016

Dolce alleata comprende



Salutiamo la notte,
dolce alleata comprende
la nostra coscienza affranta
lei osservò la verità

la nostra non è una stanchezza normale
abbiamo il mondo in corpo
sentiamo come alieno
si è impresso in noi

sembrano esserci pieghe
e vasti corridoi ancora
dove può arriderci una speranza
dove si può scaldarsi
al focolare dell'identità
dove si parla la nostra lingua
dove si possono toccare
quei belli che eravamo
a sostenere la volta malefica

sperditi adesso
in questo modesto sonno
è un piccolo passo
per ritrovarti

un pezzetto alla volta
ricomponi il quadro
domani e poi sempre
fino al gelido sole
araldo ventoso

del giorno fatale

domenica 12 giugno 2016

All'amico distante



Su questa barca è freddo sì,
lo sai come mi scaldo io?
Sfregando le meningi
una con l'altra- pertanto
escono scintille. E ho paura.
Ma il sogno è più bello
della paura che ne abbiamo.

Linee frastagliate



Un Uomo diverso
in un Tempo diverso

deve presentarsi in maniera singolare
con strane virtù e strani difetti
e nuovi tempismi
e tecniche alternative

ma nel cammino acquisisce
tutto quello che può
prima o poi giungon,
le chicche
giuste

adesso liquefati
e devia e filtra
sei braccato da cattive
sciocche abitudini
dall'oscura origine
ma chiarezza verrà
su ogni cosa

Uomo e Tempo
generano un Destino
ed hai ben visto la foggia
e la direzione insolita

quel che ti aspetta
sarà proporzionale
al rapporto abissale
tra uomo e tempo

potrà esser difficile il calcolo
le linee son frastagliate
ma danno un'area

piena di cantucci

non ti stupir delle deformità che assumi
c'è più contingenza di quella che
percepisci, anche i tuoi sensi sono
infiacchiti, intrisi ed ingannati

ma sento di voler aprire, modificare
il terreno della mia memoria
impongo che ogni difetto
sia temporaneo

non accettare un difetto
definitivamente
significa esser davvero
potenzialmente perfetti?

non sono il primo a lanciare dei Ponti
verso l'avvenire
ma io voglio camminare su quelle pietre
e vedere il Regno
personalmente

chi estende il tempo cronologico
può dissolvere il tempo biologico

se hai il coraggio di allungare la vita
puoi accorciare la morte

fino ad annullarla.


sabato 11 giugno 2016

Per un lieto fine


Reggi con dignità
che te l'abbiano negata

quanti paesaggi incompleti
non arrisero al cuore e alla penna

eppure entrambi allietarono e suggerirono
una vittoria e un superamento

così il piacere e il dolore
devono riempirsi
del coraggio di se stessi

L'incompleto – è completo in potenza
sa cosa gli manca

ma sempre e per sempre
la vita è Atto

Quest'epoca storica ha bisogno
di un grande interprete
che le dia un indirizzo

sono passati 120 anni
dall'ultima grande visione

non puoi privarti delle conquiste
e delle visioni altrui

di quelle grandi, e di quelle parziali
ma enucleate
nell'arte

ci è voluta tanta intelligenza
e coraggio negli uomini belli
solo collettivamente si può vincere
è indelicato verso i fratelli
ed eccessivo verso se stessi
non appoggiarsi sulle loro basi,

complessivamente è stupido.


Ma affronterai senza indugio
la pienezza dell'incompleto
o sprofonderai nella pienezza del vuoto
mortale perché – conserva ancora il suo
involucro – e vuota si sente


Sicché non potrai adempiere al tuo compito.

Se si è grandi uomini, si ama e si disprezza
grandemente

pertanto si può morire per qualsiasi cosa
o non morire per nulla affatto

il teatrante
deve drammatizzare
perché così è giusto

ma l'uomo, deve sdrammatizzare

per conquistare un lieto fine. 



venerdì 10 giugno 2016

Insonnia grigioverde



Ancora il nemico impedisce
& sporca quest'alba
come aveva spinato la notte
& straziato ieri
& la vita
tutta.

Forza d'animo
ha fatto arrampicare l'edera
su per questi squallidi muri
impervi
& alla sommità abbiamo visto
il mare dell'indomani

ancora ci sono ignobili reti
& taglienti

saremo coccodrilli
& poi gabbiani
ancora

migreremo verso noi stessi
& poi disfaceremo
l'aborto della città corrotta

che ci ha cresciuti

giovedì 9 giugno 2016

Contrasto



Se della musica l'epicità
non basta a dare l'abbrivio alla penna
forse l'intrico di una città
può farti coglier del nero la gamma

quant'eri acerbo quando vedevi
i fiori del male alla superficie
dell'animo umano, e quanto a complotti
mancava la direttrice

passano gli anni e non puoi digerire
il passato e il presente, per averne chiarezza
visto che il piano continua a fluire
cinico nella durezza

così angosciante è sentirsi braccati
stretti di dentro a una morsa
inesorabile sui suoi nemici
nell'infinita sua forza

Non san della lotta tra il bene e il male
non san delle specie diverse
non sanno di questa bolgia infernale
dormon le loro coscienze

hanno arraffato a sufficienza
di quello che rende appagati
personalmente, sebbene senza
essere probi soldati

qualcuno deve punto inventarsi
una speranza su base mentale
perché la vita suol confermarsi
declinazione del male

aspetta ora il collasso
non di trovare il tuo asso
da svendere al mondo, che, patti chiari
può essere sol di Denari

noi li vogliam di Bastoni e di Spade
stanchi di prender le botte
logori per le meschine contrade
snobbiamo le vostre Coppe

solo scartini ci restano in tasca
e il non cadere nell'esca
è la nostra virtù, come dissi, mentale
il nostro fronte ideale

siamo spiati in ogni riposto
angolo di questa storia,
siamo convinti che al nostro posto
voi non avreste una stilla di gloria

mentre voialtri l'avete vista
nella tenacia di chi non si è arreso
nel modo indomito di affrontare la pista
nel nucleo che abbiamo difeso

siamo piagati dalla contingenza
val bene a dire da voi
è il sovrappeso della coscienza
quello che attrae gli aristoi

e ora rischiamo di rimpianger noi stessi
in tempi meno corrotti
quando eravamo soltanto dei fessi
freschi piccini picciotti

di non esserci mossi nella corrente
con egoismo tonante
di essere dunque solidi dentro
posizionati nel centro

ma non importano questi pensieri
certo li abbiam fatti tutti
se in ogni luogo fummo stranieri
la cosa ha dato i suoi frutti

non ti fidar della provvidenza,
solo di quello che hai fatto
con uno spirito di trascendenza:
il giorno verrà del contatto

ci sono cose che non puoi sapere
ma si va avanti alla cieca
come animali nel fondo del mare
per il piacere maggiore che arreca

l'avvicinarsi alla libertà -
l'universale dominio
non corteggiare una realtà
che ha nella fine il suo premio

e se quest'oggi hai realizzato
che è molto peggio di quanto pensassi
sii lieto d'esserti scoraggiato
e ci mancherebbe con non lo scrivessi

ma quel che conta, è che hai scritto dell'altro
l'escamotage letterario funziona
la bianca pagina sempre ti ha accolto

forse che è questa "la zona"...


lunedì 6 giugno 2016

Illusione


Mi solleva il singulto da un testo nicciano
la parabola amica di un raro percorso
questa e quello volevo troncare sovrano
e scagliarmeli via come zecche dal torso

prender quello ho, e giocarmela adesso
presentarmi avveduto ad un mondo dormiente
accordare al mio corpo questo compromesso
riscattar mezzo orgoglio, per un quarto di mente

ma poi basta, la notte, farsi un gir sulla rete
a capir che non son queste le proporzioni
se tu tagli dei mezzi alle massime mete
non ti aspettan che barbare mortificazioni

tanto vale allora accettare il destino
di elevarsi per gradi, ogni giorno morendo
chi ha raggiunto il governo di questo teatrino
credi mai lo abbia fatto scalciando?

Tu imparalo ancor: non s'improvvisa niente,
se per vivere di prepotenza e d'istinto
devi muoverti per mille anni silente
finché ogni particola del nemico hai distinto

hai studiato l'antidoto nelle profondità
del tuo cuore, nel tetro laboratorio
hai lasciato al concetto la vitalità
e inserita d'astuzia nell'immaginario

ed allora tu sii un concentrato del mondo
se ne sbrogli i contrasti la nemesi è pronta
raschia ben delle brocche anche il fondo
se tu vuoi cancellare ogni onta

e ricordati sempre che qui non tutto è male
porta dalla tua parte quel che regge ed è buono
come ha fatto lui, lo stratega più astrale
un analogo del superuomo

fai un passo più cauto, un più audace dell'altro
questa chiara poesia nasce da uno svarione
non è scaltro quell'uomo che brucia la via
agognandone la conclusione...

venerdì 3 giugno 2016

Signore


Signore

rinfresca i miei piedi
ché devo andare lontano

scalda il mio torace
ché devo ardire

aguzza i miei occhi
ché non devo sbagliare

proteggi il mio stomaco
ché cercano di avvelenarmi

mostrami ciò
che non posso ignorare

e alla fine del viaggio

ti sarò più vicino.  

Lo stesso dio


Voglio a me l'apoteosi
di ogni bellezza

ma ci sono estranei
nel mezzo

Arte Scienza Religione Filosofia
adorano lo stesso
Dio

vogliono giungervi

le unisce
la volontà di potenza
che dalla Guerra
porta alla

Pace

giovedì 2 giugno 2016

Gli amici del tuo gioco


La serietà consiste nello stare
in equilibrio
ma talvolta bisogna perdersi
nella calura e nella frescura,
e nelle luci e nel buio,
e negli insetti molesti e nell'aria tersa,
e nella fame e nella sete,
e nella rabbia guasta e
nell'improvvisa quiete.

La creazione deve essere
per la sua natura intrepida
un rapimento febbrile, ma non si
può domare il cavallo per sempre -
è naturalmente più forte, e
prima o poi ti disarciona.
Bravo è chi resiste di più e poi
si getta fuori, prima d'esser divelto,
con un ricordo in pugno.

La nostra umanità ci vuole
altri che non titani, e noi rendiamo
grazie e malediciamo la nostra
duplicità.
Non possiamo realmente trasformarci,
senza perire.
Ciò che è migliore viene coltivato,
distillato, e poi convogliato altrove,
abbandonando la carcassa, per
un nuovo involucro.

Non è forse follia volersi opporre
a questa legge naturale?
Non sentiamo forse, la caducità
dell'imperfezione?

Non aver paura di mancare all'appello,
se quella non era la tua classe.
Quante volte e ancora, ti sei chiamato fuori luogo?
E ancora parti impreparato,
senza borraccia, parti
senza meta e vaghi e ritorni
e ti mastichi e friggi e gemi e stai
in equilibrio e lanci maldestro
e sei brutto, sei scarso
e sei scontento e ti avveleni:
ma anche questo faceva
parte del gioco.


Va a cercare gli amici del tuo gioco.  

La barca d'oro



Gli eroi non sono santi
i santi sono eroi

ma nessuno dei due agisce
per amore dell'umanità
ambiscono a una Forma
odiano la sostanza spuria

Il santo non può e non vuole
scrollarsi di dosso il male
poiché esso è Il Male
ed il minore in lui
si dissolve solo col maggiore

Un pezzetto alla volta
si riesce a vivere solo per la filosofia

ossia per la vita futura
quella usurpata, bistrattata,
limitata, sciupata dagli inferiori

Sotto il Regno, il Senso
non avrà frustrazione
Convoglia la tua energia
sul punto di trapasso.

Qui invece, non è viltà rinunciare
è che non meritiamo una vita mutilata
poiché non siamo mutili, come loro,
ma perfetti.

Ogni potenza vuole l'Atto.

Loro amano e odiano in maniera
debole, sgraziata, turpe, dissennata -
sono volgari amanti ed assassini.

Chi insulta il dovere
insulta anche il piacere.

Non conoscono la virtù che dona.
E sono eternamente avidi.

Non si può "saperci fare"
con ciò che non ci appartiene
e la mera parte non merita il Tutto
che "parteggi" dunque per il suo simile.

Tutte le scorie ti sono state tirate addosso,
tutti i "fallimenti" dovuti all'impossibilità
di essere se stessi unita all'impossibilità di essere altri.

Ma questa volta il profeta non verrà a voi
perché ha trovato una nuova Tavola -
che non lascerà briciole

Il linguaggio che supera il suo limite
proietta oltre il corpo dei nuovi guerrieri.
Ma il linguaggio può superarsi solo grazie
all'audace esperienza di un corpo.
Siamo uno slancio vitale di Verbo e Carne.

Non è importante, da ora, quel che ci succederà
abbiamo lanciato una barca d'Oro, ed essa
arriverà a destinazione.

Esiste una segretezza naturale, che
non abbisogna di silenzio, ma che riscuote silenzio:
quella dell'incomprensibilità.