Non può lasciare l'animo distendersi
la vita - verso picchi prodigiosi
traumatizzato e stanco, ancor non vuole arrendersi
ché solo i suoi momenti son gioiosi
Tempo rubato, identità distorta
lenisce alacremente il verso mio
romanticismo, uscito dalla porta
torna dalla finestra e dall'oblio
Ché amore spurio deve intenerirsi
aversi poi completo in roseo quadro
a sé stesso di nuovo convertirsi
giovane cuor che volava leggiadro
Torna memoria, inconscia, a quegli affetti
lontani scorci di gioventù ideale
averli ancora vuoi, lo riprometti
pronunci antichi nomi in nuovo stile
Il potenziale è stato inscatolato
dei miei talenti in biechi e tristi spazi
lo spirito, oppresso e frastornato
non divampa - sottratto ai sacri ozi
Ma in questa condizione esistenziale
credevo di trovar nuova letizia
qualche soddisfazione materiale
che sottraesse fiato all'ingiustizia
Da sempre percepita con accento
e completezza scabra d'elementi
invero, sento solo ottundimento
senza felicità, e nuovi stenti
L'impresa era immensa e già, per questo
migliore prospettiva era di fare
il massimo, in modo alacre e onesto
potendocisi appieno dedicare
Quelli che cantano alla liberazione
dal demone - ahimè - non sono saggi
non era già la mia destinazione
il porto cui ho preso tristi ormeggi
Nel corpo duole ancora ogni difetto
dell'esistenza e del mio pensiero
fintamente adattato a un mondo inetto
prudenza suggerì questo sentiero
Volesse però il verso ridestarsi
come ancor sta facendo - qual fatica
farebbe nel contesto e quanto scarsi
sarebbero i progressi, in duplice partita?
Squassi eccessivi dentro la mia storia
radice bieca di ogni turbolenza
e teoretico errore fu la seria
mancanza di un'austera indipendenza
Mi tolsero a priori il privilegio
di viver come spetta a mente eletta
la triste conseguenza fu lo sfregio
di quello che da allor grida vendetta
Gettata nelle ortiche avete tutta
la vita e quel che ne poteva uscire
spaccandomi ho raccolto molta frutta
comunque - che per voi potea marcire.