Ricordo palchi immensi e roboanti
di luci e musica strillavano in me
l'orrore opprimente della modernità
Era possibile invertir la tendenza?
Non di petto - ma indiretto...
Eppure, l'incubo millenario
che ha mietuto corpi e anime
è peggiore della più nera fantasia
L'autunno inizia aspro nella gola
duro nel petto e fosco innanzi
nei fisici ricordi di torti inumani
nell'incomprensibilità consapevole
di pensieri, storie, mondi
nel numero dei complici
nella forza che ancora
dubita di sé
nella volontà inferma
Ma non v'è più rifugio esistenziale
solo scorci di bellezza passeggera
che non cambiano la vita
che s'imprimono in un cuore
più vecchio e triste
Anche la gioia è ancora possibile
o solo uno stanco, scocciato onore?
Forse ci sono apparenze ingannevoli
e dietro carte minacciose
si riveleranno omuncoli
Del resto il Regno è costruito
sulla menzogna
che Natura non inganna
per lei crollerai
Falso Onnipotente.
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