L’immensa vertigine
sull’abisso dell’universo
vede sconnettersi
l’uomo che sono oggi
ho camminato su quel filo
nel taglio di lunghi anni
Ho visto e toccato il suo
fondo?
Era un modo per stanziarsi
ai vertici - che non avrei
visto in vita?
Sono il conflitto eterno
fra il Nano e il Gigante
il secondo non vuole mollare
vuole tutto, anche abbracciare
il nano, che è parte di lui.
Allora, lascia che il nano
divenga
Solo, egli sarà gigante e
avrà la sua vita
piccola e gigantesca…
Tutto è colpa – che rimbalza
tra Te e l’Altro. Tutto sente
il bisogno
di dissolversi, esser
spazzato dal vento…
Donde verrai, bacchetta
assolutrice?
Acqua santa – mi bagnerai il
capo?
No, Grandi: non avete visto questo.
L’identità si trasla –
disconosciuta
Gelida geme, si dilania, resiste
e dispera.
Questa è un’epoca morta, ma
tu
non cedere alla visione di
storpi mortiferi
Il filosofo non può essere
protagonista
del presente – sol del
Domani e dell’Eterno.
Ma quanto fu vivo e quanto
morì
Per aver quel domani e
quell’eternità!
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