Islanda

Islanda
arcobaleno sotto la cascata di Skogafoss in Islanda

domenica 27 aprile 2025

Te stesso e i tuoi tesori

 

Ritorna dolceamara conclusione
che tutto è vano e tutto resta fango 
il mondo identifichi con le persone peggiori
e i torti che ti han fatto e gli abomini storici
Questa franca esagerazione è legittima
adesso, liberatoria e grata in una conseguenza disfattista ed edonista.
Il tuo primo libro era in larga misura
un tentativo di evadere da te stesso,
dalla galera di un moralista incallito,
ipersensibile, e mille volte più sincero 
della morale esterna, dominante e incombente; dipinsi l'uomo che forse avrei voluto essere: il perfetto tipo amorale, felice e vincente. Ne uscì uno strazio raddoppiato, ma anche una grande illuminazione, un progresso inaccessibile altrimenti. 
E alcune mattine conservano l'oro in bocca,
e credi ancora e avanzi, intuisci nuove verità, che non puoi afferrare piene - e gemi.
Devi mettere al sicuro te stesso e i tuoi tesori. 


sabato 26 aprile 2025

Disperata primavera

 

Un giorno morir lievemente 
trarrà la mente dal suo scabro fardello 
quotidiano imponente 

che completa vuol la bandiera
e la spada che sola può portarla a trionfo 

Qui non c'è gioia alcuna e dovrai 
rinunciare all'affermazione dell'ego
nella sua solitudine siderale

E ogni elemento del mondo può solo
mimare amore per nascondere 
l'impotenza dell'odio

Bisogna smettere di desiderare 
di essere amati dai diversi 
solo perché lo son tutti.


mercoledì 23 aprile 2025

Filosofia è quell'edificazione

 

Filosofia è quell'edificazione 
per cui non si è pagati e ogni terreno
è proibito. Se tu gagliardo sei
e motivato, ugualmente vi irrompi 
e te ne appropri; inizi a costruire
fiducioso, ti vengono a guastar
e buttar giù - quello che hai fatto,
ti chiamano altrove, a proseguire
gli altri progetti su già poste basi:
son quelle che tu sai esser false 
e infide, ma tal giudizio
inviso ed empio ti rende agli occhi loro.
Tu devi iniziar presto e non c'è caso
che la rivolta, se avviene tardiva
prometta bene. Nell'autunno della vita
il grosso deve già esser stato fatto,
ora ti impegnano - stanco - le rifiniture. 
Le costrizioni ti han però impedito
di scavar collo sguardo fino in fondo
e sguardi topografici che lanci
all'edificio eretto, ti fanno sospettar 
d'essere in fallo e tutto
dover rifare già, ma ormai è tardi:
e sol puoi dare monito ai posteri
che proprio qui e là si dee scavare.



venerdì 18 aprile 2025

Senso unico

 

Ignara, indifferente crudeltà 
m'invade il cor così, m'abita dentro
dai regni bui della semplicità 
che mai non sanno leggere in quell'antro

E solo sei, sarai, sei sempre stato 
non v'è fortuna alterna in questa via
divieto di gioir sentenzia il fato 
a chi pensa più alto: e così sia.

E su qual piedistallo spesso poni
persone piccole che - io t'avverto 
non sono degne di ciò che gli doni:

soffri per lor e ignori quest'asserto 
assaggi in ogni giorno i loro sproni
s'espande dentro e fuor di te il deserto. 








sabato 12 aprile 2025

Degli uomini gagliardi la scintilla

 

E passan gli anni e impari a sopportare 
e forse a far cadere qualche peso
ché se anche tutto il mondo vuoi sfidare
dinanzi al Fato dei trovarti arreso

Continua l'altalena della sfida 
primaria a tormentare i giorni tuoi
tanto impossibile quanto necessaria
a liberare quelli come noi

E stanco, sembri non riuscir nemmeno 
a rimetterti in sesto,  al quotidiano
ché quello sforzo fu grandioso e onesto 
e il tempo ti è scappato un po' di mano

Qui chi non si concentra perderà 
il treno bolso dei ritardatari 
se l'occasion di vita sfumerà 
ci resteranno sogni sedentari 

Dentro di te deve restare accesa 
degli uomini gagliardi la scintilla 
che possa riattivar forza ch'è scesa
verso un giorno che davvero brilla.




venerdì 11 aprile 2025

A un certo punto dee finire il testo

 

Detto non è che abbia il cuore tenero
chi s'è tenuto a largo dai conflitti
e nell'interno raramente muore
né ambisce onesto a metterli diritti

Nell'alveo degli affetti infiorettati 
chi si è tenuto - non sai valutarlo
potrebbe uscir con occhi spiritati
ed ogni altro, cinico stroncarlo

Concederti la pace tu vorresti
sebbene ancor giustizia non sia fatta
e non sia lieto il sonno degli onesti
per colpa della gente d'altra schiatta

Scegli una strada tua, per la giustizia
ch'è quella vera - però tanto sola
che non giungendo al cor nulla letizia
su quel sentier felicità s'immola 

E a scapito della disposizione
a ciò,  sai che è ipocrita accettarlo
e vuoi portarti nella posizione
che possa per intero riscattarlo

Per vincere e goder c'è poco spazio 
già sol la conoscenza è una chimera
e se impossibile è sentirti sazio
o tesser per intero la bandiera

Sai che felicità va reinventata 
e quel che puoi lo devi pensar giusto
punta all'eterno o vivi alla giornata
ma a un certo punto dee finire il testo.




mercoledì 9 aprile 2025

Di questa ormai inutile catarsi

 

Ennesima è la notte disperata
con l’auto in corsa a rimestar chi fossi
e foste voi – che la faceste ingrata
e inciampo ancor in bieche buche e dossi

susseguono, nelle vite normali
amori ed esperienze alla mano
cento di quelle sono cento strali
nel cuore santo, eroico del titano

e anco se è tardi, non cambierà nulla
mi chiedo a cosa vivo – conoscenza?
e resistenza stoica, dalla culla
ma mai di qualche gioia una parvenza

il subumano non mi sceglierà
ed io lo scelgo sol – ché non c’è altro
ma di farmi del bene non sarà
degno – potrà solo farmi torto

e s’alza come un’onda l’odio mio
allora che realizzo la distanza
tra l’emotività che vivo io
ed il plebeo nella sua esistenza

che nulla e nulla e nulla mai comprende
ma tutto giudica dall’alto in basso
e lo deturpa in maniere orrende
avendo in cranio, per cervello, un sasso

che cosa può salvar l’intelligenza,
che cosa può interromper la sciagura?
Nobile vita, in controtendenza
potrà raggiunger mai sponda sicura?

Ti visita ancor brama di morte
ché sembra proprio non valga la pena
resisti da decenni, e stessa sorte
ti giunge, ed ogni slancio si arena

più forte vedi e gridi all’ingiustizia
ma mai potrai tu fargliela pagare
quel che poteva essere ti strazia
senza la plebe a ‘l mondo dominare

quanti di questi appunti letterari
debbo annotar – com’esile riscatto
mentale e che preludono a incendiari
tempi, che rivoltino il misfatto?

Non voglio continuare ancor a lungo
in questa ormai inutile catarsi
voglio prendermi quello a cui tengo
concedere al mio cuor di dissetarsi

tardivo o niente – e niente di più triste
di questa scelta riesco a concepire
ma è davvero scelta, o qui si assiste
al più feroce e crudo divenire

di un cuore avulso, entro un contesto
che sancirà pertanto la costanza
dei risultati – e non godrai onesto
che una letteraria rimembranza?

Nemmeno quella, invero
e allora che vuoi fare?
Squarciar le nubi, finché il cielo nero
raggio di sole possa far passare?

domenica 6 aprile 2025

Lusinghe bugiarde

 

Producon millenarie conseguenze 
gli errori dei filosofi e i trionfi 
per questo rispettar le loro istanze
dovrebbe il mondo: già, scrutando innanzi

Ma esso guarda a un palmo dal suo naso
più grande e rara è tra le virtù 
Lungimiranza - e non è mai un caso
se quel che è adesso, presto non è più 

E non è un caso se gli innovatori
si muovon per sentieri sciagurati 
potrebbero esser lisci, son viscosi
se sbaglian poi, non vengon perdonati 

da quelli che han tentato di elevare
invano - e un giorno chiedono ingrati 
ciò cui non seppero collaborare 
che - guarda un po' - li ha tutti condannati

La svolta va innescata dall'esterno
accoglierla passivo il popolino 
deve, e la sua vita avere perno 
nel proprio ben fatto compitino

Quando si invita il popolo a innovare
esso al presente sol può dar conferma
o farlo ancora più degenerare:
quale lusinga è dunque più bugiarda?




giovedì 3 aprile 2025

Soffocare

 

Quanta giustizia è ancora da fare
spero di aver poste buone basi
poi sento ancor difettare 
in questo senso gli sforzi profusi 

La negligenza porta soltanto
a un temporaneo sollievo, ma poi
solo i nemici tengono banco 
per un mondo opposto a quello che vuoi 

Mi farò bastare i ritagli di tempo
ma porterò nuove pietre al palazzo
triste sarà avanzare a rilento 
ma sono carta straniera nel mazzo

Questo significa che striderò 
nel dovere imposto - e quanto al mio
sol solitario lo svolgerò 
fuori dal circo plebeo

Nessun comprende cosa va perduto 
in questo infero, bieco lottare
per scopi indegni, dentro un imbuto
che intelligenza vuol soffocare

Quando son libero, vedo ogni cosa
strati nascosti e connessioni
per uno spirito onesto che osa
sfidar le eterne complicazioni 

Altri nell'ozio si trova inattivo
non vede mondi da scandagliare
sicché per lui non esiste motivo
che dia a qualcuno il diritto di oziare

Perduto sono in quest'incastro 
ungo le ruote meschine
son del futuro il pilastro 
di fatto, il suo concime.