Tu, come puoi soccorrermi quest'oggi?
Tanto facesti, e te ne cantai lode
ma debole sei ancor, verso gli oltraggi
inflitti a mani basse dalla plebe
Lo sputo, il lanciafiamme, la mitraglia
questo m'ispiran le folle subumane
come potrei parlare alla marmaglia
guidandola verso un mondo sublime?
Altra giornata in pasto ai bui tormenti
m'han fatto perdere - ed illuminare
il buio che alberga in quelle menti
è impresa vana e fallimentare
Vendetta staglia oltre il tempo utile
le sue fattezze e gira il coltello
dentro di me - ma a quelle anime mutile
ogni giorno è sereno, dolce, bello
Crear problemi è il loro mestiere
io che mi sfianco a porvi rimedio
si fanno or paladini del dovere
le lor lezioni danno solo tedio
E rabbia atroce: c'è chi ingigantisce
inezia contro sordida realtà
l'occhio porcino suo s'inorgoglisce
e guarda dall'alto in basso la maestà
Poi accusan di bieca presunzione
chi davvero vide alto e fece
zelante e onesto verso la missione
e mai stolto potrebbe farne vece
Il male impazza fuori e ripercuote
in te il suo moto odioso e disturbante
presto si trova con le tasche vuote
il buono, con le sue giuste domande
Arriveran risposte nei decenni
ma allora sarà tardi per gioire
per liberar il cuore dagli affanni
morto sarai, finendo di morire
Lo scrivo, e mi ribello a quanto ho scritto
comprende pienamente il mio destino
il tentativo d'esser meno afflitto
e d'ingannarlo - invano - sul cammino.
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