Islanda

Islanda
arcobaleno sotto la cascata di Skogafoss in Islanda

lunedì 30 marzo 2026

Un luogo che dovrebbe essere il mare

 

Un luogo che dovrebbe essere il mare
è debole cornice ad un inferno
che non riesce quasi a raffreddare
e s'agita indomito all'interno

Falsi entusiasmi per finte soluzioni
si son spenti a contatto con la gente
che estende bieca gl'inferi gironi 
quando doveva esser salvagente

Causa comune non puoi far con nessuno
distante è l'animo, così la biografia
fiato del prossimo è sempre sì importuno
la fase non combacia con la mia

E l'ingiustizia domina imperiosa
sgorgante dai difetti della mente
plebea - e chi la tiene maestosa
viene ferito più profondamente 

Quanti fattori ti si metton contro 
guarirsi ed elevarsi è impresa improba
si perde tempo, e infido è ogni incontro 
e vivere è una gran brutta roba

Tu stesso non ricordi tutto quanto
ti possa riscattare prontamente 
almen nel tuo giudizio e questo canto
vorrebbe rimediare parzialmente 

Tutto ti affossa, e come rinunciare
a quelle conoscenze necessarie 
che mai non si possono acquisire 
nei viaggi delle anime contrarie?

E regna confusione e infame plagio
della coscienza sopra questi temi
profonda malattia dona disagio
e fu causata da ignari strateghi

Persone scelgono serenamente 
la loro direzione ed indulgenti
son sempre con sé stessi, fieramente
passan su tutti falli che han commessi

Io sbaglio poco e sempre in buona fede
ma mi processo come un criminale
e son soggetto a quello della plebe
di cui mai non diserto il tribunale 

Poi, nel frattempo, non ho ancor vissuto 
stride in me amara consapevolezza 
non posso ancor quel che non ho potuto
e vita non sarà mai più la stessa

Mi chiedo se mai su questo sostrato
maligno, si potrà autenticamente
gioire, fare, amar, essere amato
o soltanto combattere: e per niente.

Occhi malvagi di donne distanti
torno a trovare spesso in questi lidi
mi reco ancora in posti urticanti 
e poco importa se piangi o se sorridi

Realtà non cambia ancora, e conoscenze
la vita dona con le sue lezioni
di cui però sei stanco, veramente:
davvero è ora che tu gliele suoni!

Prevedi però ancor che non potrai,
lungi dovrai giostrarti in questo limbo
di perdizione: mai ne uscirai?
Intanto, sono versi che io stringo.






venerdì 27 marzo 2026

Varo anticipato

 

Esso mi avea frastornato talmente
clima dell'epoca - coercitivo
come un artiglio che stringe la mente
lasciandola inerte, in stato passivo

Ma inver non si è spenta già mai del tutto
ha lanciato i suoi fili ad avvolgere il sasso
scabro della realtà, ripiena di lutto
e criticarla lo stesso!

Lei ti vuol morto entro i suoi steccati
se provi ad uscirne, ti dà la caccia 
a colpi di plebe, ne ha sterminati
di nobili, e ne ha distorto la faccia!

Il compromesso diventa più duro
già che il sistema degenera 
qui, non esiste luogo sicuro
dove far crescere l'idea che rigenera 

Il varo anticipato impoverisce
il carico prezioso della nave
e il suo percorso tutto indebolisce
lo complica, preannuncia nere prove

Ma al toro qui si dee tagliar la testa 
di fatto, fino adesso, fu l'attesa
oppressa e laboriosa, sempre onesta
la meglio soluzione in quest'impresa

Se non è più affrontabile, bisogna fare basta
quel che ti aspetta, in fondo, non è certo
sarà durissimo, ma non si cambia il mondo
col generoso avallo dello stesso

E in queste corsie, non si amoreggia
sereni e con gradevole tempismo
già molto è se un petalo si assaggia
di rose del giardin del conformismo

Avrai solo nemici e qualche raro
appoggio in persone sole e disperate
che come te conobbero l'amaro
in base a quanto sveglie sono state

Non v'è mai niente di definitivo
fattene monito - e ciò che è imperfetto
puoi imputarlo a un mondo che, furtivo
ti rapinò del tempo benedetto

Dunque, puoi riscriver tutto quanto
nel viaggio - e se ti travolgerà 
l'onda incomprensiva del passato
il tuo coraggio la cavalcherà.