Islanda

Islanda
arcobaleno sotto la cascata di Skogafoss in Islanda

venerdì 13 febbraio 2026

Nuova e impossibile

 

Nuova e impossibile aprii una strada 
tale apertura costò l'inferno
ancor adesso lo spirito vaga 
... vagherà in eterno?

A portar oltre le sue concezioni
soggiornò in fetide stanze
non comportarono soddisfazioni 
essendo avulso a quelle danze 

Ti distaccasti da quella musica
mai portò note amorose - peraltro
solo affrontasti una vita discrasica
salì il tuo cielo più in alto

Sol che piovendo qui sulla terra
senza le armi giuste
viene frainteso e perde la guerra
contro le anime anguste

Quadro non può essere completato
in una vita - ma ancor sono qua
stanco d'aver filosofato
incapace di fare altro... eggià!

Sforzo espressivo sorreggo ancora 
benché mi chieda a che valga
non so oltre quale lontana aurora
si può sperar che il popolo salga 

Ti guardi attorno e resti schifato
e stupito di quanto sia stato in piedi 
in quel lontano passato
di cui ci siamo sentiti eredi

In ogni caso tu, disperando
d'ogni ricerca ulteriore
o ancor credendoci, non vedi quando
potrai incontrare vita migliore 

Ti tieni a galla e limi i difetti
del tuo intorno e del tuo corpo
ma in quale affare non ci rimetti?
E buona che me ne accorgo.

Oggi è spuntato un raggio di sole
lo accolgo con fatalismo
come ogni altra cosa che piove 
e tiro dritto. 




sabato 7 febbraio 2026

Frantumare il cielo

 

Brucia la fiamma nera della vendetta 
da solo a risalir strati di storia
in questa fogna di gioia negletta
nemico si trastulla in vanagloria

E so che invecchierò senza gustare 
il mio corpo leggero sugli infami
che uccide e poi si mette a saltellare
sollevando la coppa a due mani 

Chi ha subito vigliaccate assurde
ha gli occhi spiritati di liquore
nel petto un tizzone che riarde
da spegner sol nel sangue, nel dolore 

Il corpo se ne va per strade sue
difficile è averlo più alleato 
toglie speranza dalle mani tue 
di ottenere ciò che fu rubato

E come cazzo vivere non sai
scavare ancora o darsi al presente
se un cazzo di lavoro troverai
e se respirerai in quell'ambiente

Il genere di acciacchi che ti colgono
sembrano beffe crudeli alla vita
che hai avuto - e gli odi che ti assalgono 
guastano ogni pausa ancor gradita 

Salvar lo stile ancor, dallo sfacelo
ci provi anche adesso - pigramente
vorresti solo frantumare il cielo
e quello che sta sotto -  atrocemente. 



venerdì 6 febbraio 2026

Sicché siamo ancora qui

 
Nessun fenomeno in natura 
è in grado di aumentare l'intelligenza
e diminuire l'egoismo umani

il resto è un corollario

Dedicarsi al piacere? Ma le condizioni 
del piacere sono poste dal dovere
- negletto ed invertito, in questo mondo.
Ecco che siamo castrati e schifati.

Il sistema degenera in blocco
e toglie ai geni la possibilità 
di criticarlo, poiché solo nei suoi sentieri
si può sopravvivere: ma in questi sentieri 
tossici il genio muore. Il sistema 
ha sancito i connotati della dignità 
nella conformità alle sue forme bislacche,
sicché tu, se bislacco non sei, e vuoi lavorare alle tue opere, devi perdere la dignità.

Nelle guerre che hanno portato a questo
i nobili fratelli hanno perso 
cruentamente la vita.

La feccia umana ha dimostrato 
sotto quale livello può cadere
senza una guida nobile

Il nobile non tiene più pietà di lei
e non la vorrebbe nel proprio mondo 

Sopravvive a vuoto
il tempo passa e ci insulta
ogni lotta è vana 
ma la fine non attrae
sicché siamo ancora qui.

Qualcosa potremmo non aver messo in conto.





giovedì 5 febbraio 2026

Non ci riuscirete infine

 

Nemmeno io so
cosa sarei diventato
senza i gioghi
dove sarei arrivato 
da uomo libero

E se poi missione
non fosse stata necessaria 
la mia concretezza sarebbe stata
poderosa e soverchiante
assai superiore a quella vostra 
e di grande audacia come fu
quando ero bambino e giovane

In fondo è ancora così 

Avete travisato tutto
coi vostri vantaggi storici
e ignorando ciò che avevo 
dentro e intorno

E ancora minacciate ad ogni istante
di togliermi ciò che è mio

Non ci riuscirete infine

E voglio onorata pace
e fiero piacere. 





Prima o poi la neve

 

Anche come spettro 
traverso ad ogni scorcio di realtà 
io sarei stato solo
in un buio tormentato
ma qui, nei ruoli alieni
preclusa la mia via
due volte morta è la mia anima
in corpo

E s'allontana ancora, la vita
si spegne ogni spiraglio
di felicità 

Non sono congelato
in quest'Antartide
io sono stato ritto
e il cuore ha indotto 
i piedi a camminare

ma prima o poi la neve
mi accoglierà disteso
con i miei frutti in pugno

un pinguino farà da guida
ai pionieri che li ritroveranno.



martedì 3 febbraio 2026

Il tempo è la gente

 

Si stan chiudendo omai le porte infami 
che vollero inchiodarmi a ruoli avulsi
incerto, ancora mi guardo le mani
da quel mondo non siam del tutto espulsi

E nutrivam speranze di riscatto
da mortificazion stratificate
di respirar, gioir di qualche atto
l'anime perse infine essere amate

Invece, anche questo indurimento
e il pessimismo estremo per la causa 
non sono ahimè l'idoneo documento
a farti entrare in una vita estranea

Un piccolo progresso, e la mia mente
lancia dei ponti verso i suoi confini
raggiungerli agognava atrocemente
l'attorniano soltanto lacci e spini

Disperi e non disperi, ma speranza
è un freddo disco omai, un duro sasso
su che è fondata tua perseveranza 
se il tappeto arretra ogni tuo passo?

Cupo si staglia il tempo sullo sfondo
minaccia d'invecchiarti brevemente
e passa, anche se non l'assecondo
e se anche so che il tempo è la gente.




lunedì 2 febbraio 2026

Da questo mondo orrendo

 

A ciò che si permette d'intralciarmi
nella mia sacra espressione, lancio cancri
gusto plebeo s'appaga di adirarmi
io posso solamente odiare gli altri

L'ipocrisia lascio fieramente
al prossimo: non sono indifferente
al confronto, alle insidie del fetente
a ciò che intacca il corpo e la mia mente

Voglio sconfiggere gli inferiori
inchiodarli alla lor misera statura
la meglio aver su tutto ciò che fuori
contrasta la mia nobile natura

La percezione giusta di me stesso
un porco ha guastato atrocemente
e scomodo ed ardito è ora l'accesso
a tutto ciò che è controcorrente

E nella testa c'è una noce oscura 
piccola assai, ma non sai quanto forte
lei possa indebolir la tua natura 
virile - che conosce già la morte

E alcuno dice la filosofia 
viziata da vision superficiale
avevo abbandonato quella via
che anelando al ben, conobbe il male

Costui soltanto la conosce a sprazzi
lui stesso non è stato mai pioniere 
e attivo operator - non ci son cazzi
non sa come si sta nelle miniere

In mezzo al pessimismo che ora cresce
mi districo e ancora non mi arrendo
curioso di veder quel che ne esce
vittorioso da questo mondo orrendo.