Islanda

Islanda
arcobaleno sotto la cascata di Skogafoss in Islanda

giovedì 5 febbraio 2026

Prima o poi la neve

 

Anche come spettro 
traverso ad ogni scorcio di realtà 
io sarei stato solo
in un buio tormentato
ma qui, nei ruoli alieni
preclusa la mia via
due volte morta è la mia anima
in corpo

E s'allontana ancora, la vita
si spegne ogni spiraglio
di felicità 

Non sono congelato
in quest'Antartide
io sono stato ritto
e il cuore ha indotto 
i piedi a camminare

ma prima o poi la neve
mi accoglierà disteso
con i miei frutti in pugno

un pinguino farà da guida
ai pionieri che li ritroveranno.



martedì 3 febbraio 2026

Il tempo è la gente

 

Si stan chiudendo omai le porte infami 
che vollero inchiodarmi a ruoli avulsi
incerto, ancora mi guardo le mani
da quel mondo non siam del tutto espulsi

E nutrivam speranze di riscatto
da mortificazion stratificate
di respirar, gioir di qualche atto
l'anime perse infine essere amate

Invece, anche questo indurimento
e il pessimismo estremo per la causa 
non sono ahimè l'idoneo documento
a farti entrare in una vita estranea

Un piccolo progresso, e la mia mente
lancia dei ponti verso i suoi confini
raggiungerli agognava atrocemente
l'attorniano soltanto lacci e spini

Disperi e non disperi, ma speranza
è un freddo disco omai, un duro sasso
su che è fondata tua perseveranza 
se il tappeto arretra ogni tuo passo?

Cupo si staglia il tempo sullo sfondo
minaccia d'invecchiarti brevemente
e passa, anche se non l'assecondo
e se anche so che il tempo è la gente.




lunedì 2 febbraio 2026

Da questo mondo orrendo

 

A ciò che si permette d'intralciarmi
nella mia sacra espressione, lancio cancri
gusto plebeo s'appaga di adirarmi
io posso solamente odiare gli altri

L'ipocrisia lascio fieramente
al prossimo: non sono indifferente
al confronto, alle insidie del fetente
a ciò che intacca il corpo e la mia mente

Voglio sconfiggere gli inferiori
inchiodarli alla lor misera statura
la meglio aver su tutto ciò che fuori
contrasta la mia nobile natura

La percezione giusta di me stesso
un porco ha guastato atrocemente
e scomodo ed ardito è ora l'accesso
a tutto ciò che è controcorrente

E nella testa c'è una noce oscura 
piccola assai, ma non sai quanto forte
lei possa indebolir la tua natura 
virile - che conosce già la morte

E alcuno dice la filosofia 
viziata da vision superficiale
avevo abbandonato quella via
che anelando al ben, conobbe il male

Costui soltanto la conosce a sprazzi
lui stesso non è stato mai pioniere 
e attivo operator - non ci son cazzi
non sa come si sta nelle miniere

In mezzo al pessimismo che ora cresce
mi districo e ancora non mi arrendo
curioso di veder quel che ne esce
vittorioso da questo mondo orrendo.




sabato 31 gennaio 2026

Un nuovo ciclo

 

Da qualsiasi scorcio prenda avvio
la mia penna vuol toccare
i confini del cosmo
e compiere la sua impresa
che comanda, in qualche modo 
anche al mio corpo 
sebbene esso non la possa seguire 
pur avendola spesso preceduta

Entrambi chiedono la distensione
come un premio, come un atto
di clemenza in qualche modo dovuto
Nessuno può volare per sempre 
e se mai il volo è stato piacevole 
e non può condurre a nulla
tranne che alla rovina
hai doppio diritto di posarti

Ma da qualsiasi trespolo o nido
la mente spicca il volo tra impietose
tempeste di vetro - in solitaria
e piglia a mazzate le onde del mare
- le umane menzogne e i misfatti.

Invidia per ogni mezza virtù 
si affermi piena e sicura
ogni impresa apprezzabile, visibile,
realizzabile - qui, non si arriva
mai a vincere

E forse non è davvero possibile
mettere al sicuro la verità 
bisogna accettare il suo stupro,
la sua distorsione, il suo capovolgimento,
il suo oblio.
Ma forse ch'essa non risorga
spontanea nella mente
dei nuovi eletti, dei futuri travolti
dall'oceano volgare?
E abbisognano questi davvero
del segno della nostra vita
- i nostri scritti?

Un pezzo di strada fatta
un conforto nella tormenta
una luce improvvisa...

...e vedremo di nuovo le stelle 
prima che affondino
nel buio cosmico...

Un nuovo ciclo. 



martedì 27 gennaio 2026

Prendici gusto

 

Al mal prendici gusto - ché non passerà 
all'asfissia di noi sepolti
a districarti tra i rovi
alla non-vendetta e al non-amore
ai viaggi senza meta 
fatti di paludi e nebbie 
intralciate
che richiaman quelle interne
ai progressi che, lenti
duramente conquistati
fan sperar - come gli scorci
di vago calore grato e luce
al ritardo infinito 
all'indomito spirito 
di recupero e rilancio 
a chiederti se mai diminuirà 
il coefficiente di difficoltà della vita

Prendici gusto ad essere
l'uom che soltanto sei

fedele a te stesso

un giorno, avrai. 




A che si strappino infine

 

Che sono a me le persone?
Spine confitte tra le coste
cui parlo, in loro assenza
a spiegare anche l'ovvio
a che si strappino infine 
ma esse restano
fino all'oblio

Possibile un distacco 
definitivo e una dissoluzione?

Chi vive forte e male
invecchia prima
e non vuol più rivoluzioni 
né sbandamenti 
delle prime non godrebbe
i secondi li regge per abitudine
ma ne è stanco e ne risente

E basta vivere nel passato 
e per il futuro: afferra il presente 
che solo afferra, solo arraffa

Peraltro, la sfiducia nell'umanità 
è talmente profonda e realistica ormai 
da vanificare anche la filosofia 
e quel che ne può scaturire

La sommità resta sola
e non gioirà di figure umane
si allieterà di vento tiepido
o fresco, di qualche raggio
o suono

Non potei agire
causa i miei dissimili

siete la causa 
della mia verbosa teoricità 
della congestione mentale
del mio indebolimento
mortificato
di ogni spreco, dubbio, ritorno
di ogni amore tramutato in odio

Mi defilo, metto un guscio
mi avvio all'uscio
prima che mi tocchiate
mi assordo
guardo altrove


sabato 24 gennaio 2026

Quegli occhi stanchi vedranno

 

Ogni giorno, ogni notte
ti gridan nel corpo
le note taglienti
dei conti in sospeso 

il basso continuo
tragico 
di una vita impossibile 

che peraltro non interessa 
a nessuno - non risuonando
nella propria esistenza

userai lo scoramento e la noia
satura di imprese inappagate
come base per lanciarti
nell'ennesima ansa sistemica
strappando pezzi di vita e di normalità 
in giornate che rinnoveranno i dubbi
il fuoco, le critiche, l'angoscia 
l'ira impotente
e rilanceranno l'impresa interrotta
a concludersi nella vecchiaia:
quegli occhi stanchi 
vedranno la gioia
di un'alba finalmente incipiente

non è possibile essere
totalmente postumi