Islanda

Islanda
arcobaleno sotto la cascata di Skogafoss in Islanda

sabato 22 agosto 2026

Livore aviario

 

Sicché alla mia mission convien la pausa
vera o apparente - a coglier l'incompleto
solo possibile: e scatenò la Causa
di vincer tutto intero questo tempo

Che ci volesse ben tutta la vita
nel mentre ch'era tolta alle mie carni 
era scontato: non la risalita
per mezzo dei miei atti e dei miei carmi

Vigliacchi d'ogni risma hanno infierito
su di una situazione allucinante
che niun di loro avrebbe mai gestito
ma io sono più duro del diamante

E quando già vi sottrarrò i pilastri
che indegni non avete costruito
farete solamente dei disastri
e vi deriderò puntando il dito

Vita che non avete guadagnato
vi gongolaste e mi sputaste in faccia
ma qui tutta la legna che ho ammucchiato
serve a bruciare voi: sordida feccia

Scorre ogni giorno nel mio sangue
veleno vostro - e per non soffocarmi 
dee diventare inchiostro nei miei carmi
e un giorno parlerà in tutte le lingue 

Ed agirà coerente alla mia altezza
quella che invidiaste dall'inizio
e sommergendola nella monnezza
virtù sottoponeste al vostro vizio 

Il vostro intero mondo è proprio questo:
una feroce gabbia per uccelli
maestosi - ed il giorno che ne esco 
scappate, a che io non vi sbrindelli.





venerdì 21 agosto 2026

Li lascio ammiccare

 

I regni impensati del concetto
ammiccano, e li lascio ammiccare
sappiano che non sono più un bimbetto
e la mia prua sa ormai dove puntare

Premio della conquista è portentoso
ma le mie carni sanno qual è il prezzo
per quant'io possa esser generoso 
lo Scopo - è chiaro - qui non vale il Mezzo

Sarete ravvolti dalla mia indifferenza
l'impegno mio non fu mai ricambiato
e già che di voi posso far senza

ritengo il mio tempo derubato
ma vieto i processi nella mia coscienza:
è stanca, ha già dato. 



mercoledì 19 agosto 2026

M'invento un fiore, un vento, una canzone

 

M'invento un fiore, un vento, una canzone
possan librarmi sopra questa melma
riaccendermi nell'intimo e darmi direzione
lanciarmi in essa con ardore e calma

La vita è debolezza e passo falso
indomito fastidio e la fisiologia 
coi suoi bisogni ha finor prevalso
sui sogni più elevati, su ogni via

Le condizioni, gli anni, la gentaccia
san spegnere non dico il grande sogno
ma il gusto per quel poco che ci piaccia
la grezza dimensione del bisogno

E l'animo, sbattuto e intorpidito
prono non è a gettare già la spugna
prende la penna e si rilancia ardito
verso tutto ciò che ancora agogna

Il metodo, perbacco, lo si può trovare 
a smaltir l'edificio di Cultura
senza perdere il buono, e superare
quella, e di questa Epoca le mura

E scampo troverai all'ottundimento
dei sensi - strapazzati dalla torma
grigia della realtà, alzerai il mento
sostanza agguanterai e anco la forma.

lunedì 17 agosto 2026

A che non possa

 

Deo risalir gli sputi e le scorie
che mi buttano in testa e sul mio cammino
e lo stesso con le passate storie
che hanno segnato il mio nero destino

Tutto è fastidio all'intorno 
ed un groviglio d'acciaio in petto
creato dallo squallido stormo
si scioglierà indiretto

Stimolo e chiave interpretativa
il guaio in cui mi sono cacciato
illumina il mondo la carne viva
e gli abominii del passato

Redimerò con me tutto quanto
mentre candela della speranza 
balugina, trema e si spegne ogni tanto
avrà un presente piacevole danza?

Ma voglio prendermi quel trofeo
stoico farò tutto quello che posso
a far sì che non possa sguardo pigmeo
scrutare distanza più larga d'un fosso.






sabato 15 agosto 2026

Mille volte passai

 

Mille volte passai nell'intrico di rovi
per averne sol letteraria rivalsa
ma per quanta verità io ci scovi
sono stanco di questa incolmata distanza

tra me e il mio prossimo, che il rovo non sente
l'ha creato, l'intrica ogni giorno 
sicché mi sveglio gravato e dolente 
e non vedo elementi amici all'intorno 

Dal passato erompono mostri violenti 
presidianti già il mio inconscio
e benché in me siano le prove evidenti
della mia innocenza, non lo sono a quel porco

Mi fustiga in silenzio, irremovibile
e non posso scagliarmi da qui
bieco fardello invisibile
notte e dì 

Mi chiedo s'io possa cambiare registro
liberarmi di queste giornate troie
non assecondandone il passo sinistro
ma tagliando per liete scorciatoie 

Ancor più devo aver sopravvalutato 
l'empio che non conosce il dolore
il suo coraggio ingigantito
e con questo l'onore

E muovono le lor vanghe plebee
come bisturi entro gl'intimi sentieri
della mia storia, sentimenti, idee
l'incubo d'oggi è quello di ieri

In queste giornate torride o fredde
devo solo scansar l'uomo assente 
che suole non esserci anche quando potrebbe
e non è quel che ti aspetti anche quando è presente

Tu scolpisciti duro e punta la meta
quell'amor passeggero finalmente giunga
sacrosanto eludi la realtà consueta
che non ti turbi, che non ti punga.


giovedì 13 agosto 2026

Respiro

 

Vita è sepolta sotto lo stagno
che impose a me nei bui decenni
l'indomita coltivazione del sogno
tra le mie braccia io lo contenni

Forse il Fato mi utilizzò 
tramite il senso di un dovere iniquo
verso i suoi scopi mi indirizzò 
ripagandomi forse nel prossimo mito 

Cosa si sbatte dentro quest'animo
qualcosa che non troviamo altrove
crudo consente alla vita il minimo
e lentamente il tutto si muove

Nuova una lettera di dimissioni
provo a firmar, ma mi viene respinta
da me la critica di tutti i cantoni
vuole superbamente dipinta

O Verità, vattene al diavolo 
nutri la vita dell'uomo futuro
ma a quello presente non doni un cavolo
buona gli va se non lo metti al muro

Sento in un modo sordo, attutito
ogni piacevole dolce richiamo
potrò mai restaurare l'antico
impeto e prenderlo in mano?

Nessun sa chi sono: perché mi comporto
come se lo sapessero già?
Perché altrimenti non andrebbe in porto
fiera la nave - nell'aldilà...

Ora son preso dalla confusione
e so che nell'altre coscienze c'è il vuoto
l'accolgo come una benedizione
muovo le mani e respiro un poco.




domenica 9 agosto 2026

Sottobosco tagliente

 


Lungo il sottobosco dell’anonimato
sembra io possa vivere ed anche creare
ma il mio nome fu già talmente oltraggiato
che presidiano in me le sostanze più amare

taglia l’intollerabile pregiudizio
e l’attornia il mortorio della vita mancata
nessun può sapere chi sia questo tizio
per la strada che solo ha imboccata

mai non fu simile l’umiliazione
poiché più radicale era l’intento
in un uomo di lettere – e la frustrazione

richiese catarsi di più alto cimento
costante e precisa l’annotazione
della vita che bramo, della morte che sento.