Da qualsiasi scorcio prenda avvio
la mia penna vuol toccare
i confini del cosmo
e compiere la sua impresa
che comanda, in qualche modo
anche al mio corpo
sebbene esso non la possa seguire
pur avendola spesso preceduta
Entrambi chiedono la distensione
come un premio, come un atto
di clemenza in qualche modo dovuto
Nessuno può volare per sempre
e se mai il volo è stato piacevole
e non può condurre a nulla
tranne che alla rovina
hai doppio diritto di posarti
Ma da qualsiasi trespolo o nido
la mente spicca il volo tra impietose
tempeste di vetro - in solitaria
e piglia a mazzate le onde del mare
- le umane menzogne e i misfatti.
Invidia per ogni mezza virtù
si affermi piena e sicura
ogni impresa apprezzabile, visibile,
realizzabile - qui, non si arriva
mai a vincere
E forse non è davvero possibile
mettere al sicuro la verità
bisogna accettare il suo stupro,
la sua distorsione, il suo capovolgimento,
il suo oblio.
Ma forse ch'essa non risorga
spontanea nella mente
dei nuovi eletti, dei futuri travolti
dall'oceano volgare?
E abbisognano questi davvero
del segno della nostra vita
- i nostri scritti?
Un pezzo di strada fatta
un conforto nella tormenta
una luce improvvisa...
...e vedremo di nuovo le stelle
prima che affondino
nel buio cosmico...
Un nuovo ciclo.