Islanda

Islanda
arcobaleno sotto la cascata di Skogafoss in Islanda

giovedì 8 ottobre 2026

E vuole amor riprendere i suoi pezzi

 

E vuole amor riprendere i pezzi
dispersi della veste sua sublime
pochi scorci gli furono concessi
lontani, danno echi più che rime

Inframmezzati di fastidi e morte
di tempo perso, frode e cattiveria 
di tutte quelle cose che son storte
ambire a voi è la sola cosa seria

La lotta della vita è proprio questa
colei che vuole ricomporre il quadro 
tradita dalla gente disonesta
da questo mondo stolto, vile e ladro

E spesso accade cosa triste assai
che nelle belle forme di una donna
si celi il sistema che avversai
anima che non può essermi colonna

nel cuor - seguace ignara del nemico
più fresca per ciò che ne ha ricevuto
lei legge in ciò che vede e in ciò che dico 
qualcosa che non ha mai conosciuto

Non lo capisce e spesso la spaventa 
e in altro luogo forse la mia essenza
potea trovare ciò che esaudisce
i desideri suoi - qui, dee far senza.

Il capital possiede il buono e il bello
e attingerne alle sue condizioni 
dobbiam - che hanno però seco un fardello
che stona in tutte quante le canzoni

Seguace di un sogno ancestrale
io non mi arrenderò, ne sono certo
per aspera raggiungerò l'astrale
arena del magnifico concerto.




sabato 3 ottobre 2026

Non troverà mai

 

Mi viene a noia la mia stessa sorte 
la realtà quotidiana del dilemma
che ambire alla cultura vuol dir morte
a prenderla di petto, o con più flemma

Ti si rinova il fascino nel petto
quell'atmosfera calda dentro i libri
presto si spegne, o per il difetto 
o perché sulla vita vuol che migri

Non troverà mai pace o cassazione
questo spirito duplice che alberga
in me da sempre - e doppia frustrazione

l'attende sulla via che non converga 
a un'unità di quieta direzione
la testa più nel dubbio non immerga.





lunedì 28 settembre 2026

Io la sento in me

 

Difficile è ancora capire
quello che puoi spazzare
dalla coscienza con un colpo di spugna
da ciò che devi trattenere
perché libertà si trova
oltre una lunga guerra
di precisione e strategia 

La menzogna continua
ad assassinare il mondo
e io la sento in me
tutta questa morte

Anche io devo
mangiarla a spizzichi
perché tutto quest'odio
diacronico non ci sta
dentro il mio petto
impotente

Vedo tanti violentatori ignari
di ciò che fanno
felici e trionfanti
nello scempio

Sono affranto ma
non è qui che mi arrenderò 


giovedì 24 settembre 2026

Che accenda la tua vita e il tuo lirismo

 

E a risalir da pozze urticanti
m'ingegno a poetar - e m'impediscono
la via verso il pulpito dei canti
squallide macchie umane che intristiscono

Credevo d'esser libero: non sono
posso solo gestire l'incoscienza 
che sia intermittente - ma il mio dono
vuol agguantare la sua gaia scienza 

Scampoli di giustizia già strappati
al truce fiume ingiusto della vita
non bastano a sentirci riscattati
né a renderla davvero saporita

Ricordo gli anni sporchi e selvaggi
della filosofia - nei suoi albori
e quanto mi costarono i passaggi
per cui salì a stadi superiori 

Sentiero del naviglio brucia dentro
per ciò che accadde già di mostruoso
ci passa sopra senza batter ciglio
l'estraneo - non sa quanto fu gravoso

Forse non ho bisogno di nessuno
e non perderò tempo più a guastarmi
cinicamente attingo da ciascuno
quel po' di buono che possa donarmi 

Fede nella virtù è morta e risorta
già tante volte - devi ricordare
che non combatti per la massa stolta 
ma a i tuoi pochi fratelli confortare

Continua ad imparare e a scolpirti
non t'impedisca questo il pessimismo
a ciò soltanto devi convertirti
che accenda la tua vita e il tuo lirismo.


sabato 19 settembre 2026

Alla disiata foce

 

Né mi basterà ancora questo fiume
a dissipar l'inferno alla coscienza
le stesse bieche forme il cosmo assume 
non rende ad ogni cosa la sua essenza

Guastare la battaglia per l'effimero
sa quella per l'eterno, e viceversa 
ma alla seconda hai dato corpo e spirito
e insicurezza ancor non è dispersa

Vuoi dir che teme ancor la verità 
di essere stuprata malamente
dalle menzogne e non ti tocchi già 
quello che hai meritato duramente

Questa preoccupazione è ancora acerba
giacché è matematico il contrario
piacere alla coscienza alta e superba
saprai, non a tutto il circondario

Effimero ed eterno non scambiare
non dar fiducia a ciò che presto passa
sicuro dèi saperti distaccare
sì che nemmeno adesso tu ci soffra

E spruzzati il profumo della vita
dimentica tu stesso chi sei stato
giustizia sulla carta l'hai sancita 
è ciò che resterà: sei liberato!



domenica 30 agosto 2026

Canto d'esistenza

 

O libri, assassini della vita
scritti o letti, prendete la sua linfa

Nessun sentiva o sente
lo stridor del tutto e della parte

Ora sensi ottusi e ragioni brevi
significano salvezza

Non voglio più sapere
ciò che è in me e fuori di me

Esisto sparendo
Sparisco esistendo


sabato 29 agosto 2026

Dopo un gran concerto

 


Gran bella musica maestro
ma io voglio morire
come può uomo di ferro
sciogliersi ancora?
A che sopravvive, morto?
I suoi strati si chiamano Morte
I suoi occhi li sentono
Un ordigno a forma di donna
gli piove addosso – perdutamente
Cinico, scabro
Egli è perduto
nello sdegno apicale
E vede un’aria suadente
che non si può sentire
profili che non ci appartengono
Non capisce se quelle colline
possano essere penetrate
o no – ma gli ostacoli
Sono sostanze nemiche oppure
difesa o paura?
Ed esistono ancora sogni percettibili?
Colonna portante dell’esistenza
ne facesti a meno
C’è chi perde l’identità per questo
La bussola, il senso.
Anche solo per una parentesi vuota
Ma chi potrebbe affrontarmi adesso?
Cominciai a costruire la morte
tanti anni fa – ne scavai le fondamenta
L’azzardo morale – l’Isolamento
La strada tra i ghiacci mai battuta
Verso un ipotetico polo
Non accadde mai nulla del genere
nella storia
Ed è tardi per pentirsi
per riconciliarsi con l’umano
per farlo
Io sono spezzatino
intorno a cui ridono insetti
Umiliazione radicale e risalita inutile
E sono enigma indecifrabile
per loro – tuttavia giudicabile
Menzogna impera
Nessuno ha corpo per intendere
Non esiste una solitudine come questa
A che vale forza d’animo, contro l’incurabile
l’irrimediabile?
Ciò che dà senso al tutto
e ad ogni cosa, ciò che allevia e lubrifica
che affresca e scalda, che intride la realtà
e la solleva, non è esistito. Altri pilastri nemmeno.
Hai dovuto poggiarti su una follia
cresciuta fino a collassare su ste stessa
quella incompatibile con altri pilastri.
Non so a quale altare
rivolgere le mie preghiere
io non ho fede
asettico anche nella disperazione
proseguo cieco
fino a che posso.