Islanda

Islanda
arcobaleno sotto la cascata di Skogafoss in Islanda

sabato 29 agosto 2026

Dopo un gran concerto

 


Gran bella musica maestro
ma io voglio morire
come può uomo di ferro
sciogliersi ancora?
A che sopravvive, morto?
I suoi strati si chiamano Morte
I suoi occhi li sentono
Un ordigno a forma di donna
gli piove addosso – perdutamente
Cinico, scabro
Egli è perduto
nello sdegno apicale
E vede un’aria suadente
che non si può sentire
profili che non ci appartengono
Non capisce se quelle colline
possano essere penetrate
o no – ma gli ostacoli
Sono sostanze nemiche oppure
difesa o paura?
Ed esistono ancora sogni percettibili?
Colonna portante dell’esistenza
ne facesti a meno
C’è chi perde l’identità per questo
La bussola, il senso.
Anche solo per una parentesi vuota
Ma chi potrebbe affrontarmi adesso?
Cominciai a costruire la morte
tanti anni fa – ne scavai le fondamenta
L’azzardo morale – l’Isolamento
La strada tra i ghiacci mai battuta
Verso un ipotetico polo
Non accadde mai nulla del genere
nella storia
Ed è tardi per pentirsi
per riconciliarsi con l’umano
per farlo
Io sono spezzatino
intorno a cui ridono insetti
Umiliazione radicale e risalita inutile
E sono enigma indecifrabile
per loro – tuttavia giudicabile
Menzogna impera
Nessuno ha corpo per intendere
Non esiste una solitudine come questa
A che vale forza d’animo, contro l’incurabile
l’irrimediabile?
Ciò che dà senso al tutto
e ad ogni cosa, ciò che allevia e lubrifica
che affresca e scalda, che intride la realtà
e la solleva, non è esistito. Altri pilastri nemmeno.
Hai dovuto poggiarti su una follia
cresciuta fino a collassare su ste stessa
quella incompatibile con altri pilastri.
Non so a quale altare
rivolgere le mie preghiere
io non ho fede
asettico anche nella disperazione
proseguo cieco
fino a che posso.

Prima di naufragare

 

E per le filosofiche tue vie
digià esperto e pur, ancor t'infanghi
inviti nelle tue cristallerie
tutto a spaccar, rinoceronti e oranghi

E vedi intorno a te amici ignari
che collezionano nel loro regno
ben altre gioie, proprie dei normali
realizzi quanto cupo sia il disegno

E devi costruire alacremente
le piste di decollo e l'aviazione 
modernizzare - a far sì che il presente
qualche obiettivo possa bombardare

Portando a casa ciò che è necessario
se anche ferita mai non guarirà 
nemmen con una vita all'incontrario
sfasata per la vita resterà 

Arrendersi giammai, ma giuste mosse
devi far ora, già che il tempo stringe
non vuoi trovarti un giorno settantenne 
a rodere e avvelenarti il sangue

Onore già non è felicità 
e tu ti sei diviso in due filoni
nel primo realizzato per metà 
nell'altro, ahimè, sono ancor schiaffoni

Degno sei stato, ora vuoi provare
timido ad esser anche un po' felice
prima che il battello naufragare
tu veda - gli hai dato buona direttrice?

Non sai, e non ti importa più di tanto 
filosofia si spegne con la vita
e già non siano dita d'uomo stanco
ad inficiare tesi adamantina

Se un uom sul campo ha seminato peschi
non può veder spuntare dei banani
e rimirarlo poi con sguardi tristi
perché non ne raccoglie a piene mani

Tu hai coltivato i frutti del futuro
non potevi giovarne nel presente 
e se vuoi farlo adesso, di sicuro
devi cambiar semente. 




mercoledì 26 agosto 2026

L'isola dei biscotti

 

Di tormento fatal non s'è mai spenta
fiamma dell'uomo acuto di vedetta
nemico d'ogni scricciolo che menta
e mai consumerà la sua vendetta 

Verso una verità ch'è sempre incerta
e incerto un mondo, che pur non vedrà 
alacre nel lavoro e nell'allerta:
cosa mai lo può spingere colà?

Il non poter gioire altrimenti
per via diretta - o truce un superego 
che non giudica inutili i tormenti
e vieta sopra liete vie il ripiego?

Per me, entrambi - e sentivo la vita
andarsene da me, temendo il peggio
il non gustarne goccia nemmeno differita
ed il sentir s'è spento lungo il viaggio

In veste poi di squallido fallito
viaggiasti tu dinanzi ad occhi ignari
e d'altri disonori insignito
fosti - nella torma dei rancori

Mediocri poi ci chiaman "presuntuosi"
se avessero segnato su un milione 
UNO dei nostri gol miracolosi
lo avrebbero griffato sul giaccone 

In vita non si son mai fatti male
son pronti a ingigantir le loro inezie
e in cambio voglion gloria militare
risarcimenti, premi, ruoli e grazie 

Tu staccati da tutto, a un bel momento
non puoi viver col loro fiato immondo
pervaso nel tuo spirito fecondo
terribile è l'invidia del talento!

E dopo tutta la devastazione 
sigilla il risultato conquistato
l'azione della penna, la penna dell'azione
direi che a sufficienza hanno parlato

Seguir col bavaglino ogni infante
per sua natura aduso a sbrodolarsi
e farla fuor dal vaso di frequente
è impresa alquanto dura a sobbarcarsi

Serpeggia e punta quieto a un isolotto
il cui clima ti aggradi e ti distenda
che odori di vaniglia e di biscotto
e invitaci qualcun che a te ci tenga. 









sabato 22 agosto 2026

Livore aviario

 

Sicché alla mia mission convien la pausa
vera o apparente - a coglier l'incompleto
solo possibile: e scatenò la Causa
di vincer tutto intero questo tempo

Che ci volesse ben tutta la vita
nel mentre ch'era tolta alle mie carni 
era scontato: non la risalita
per mezzo dei miei atti e dei miei carmi

Vigliacchi d'ogni risma hanno infierito
su di una situazione allucinante
che niun di loro avrebbe mai gestito
ma io sono più duro del diamante

E quando già vi sottrarrò i pilastri
che indegni non avete costruito
farete solamente dei disastri
e vi deriderò puntando il dito

Vita che non avete guadagnato
vi gongolaste e mi sputaste in faccia
ma qui tutta la legna che ho ammucchiato
serve a bruciare voi: sordida feccia

Scorre ogni giorno nel mio sangue
veleno vostro - e per non soffocarmi 
dee diventare inchiostro nei miei carmi
e un giorno parlerà in tutte le lingue 

Ed agirà coerente alla mia altezza
quella che invidiaste dall'inizio
e sommergendola nella monnezza
virtù sottoponeste al vostro vizio 

Il vostro intero mondo è proprio questo:
una feroce gabbia per uccelli
maestosi - ed il giorno che ne esco 
scappate, a che io non vi sbrindelli.





venerdì 21 agosto 2026

Li lascio ammiccare

 

I regni impensati del concetto
ammiccano, e li lascio ammiccare
sappiano che non sono più un bimbetto
e la mia prua sa ormai dove puntare

Premio della conquista è portentoso
ma le mie carni sanno qual è il prezzo
per quant'io possa esser generoso 
lo Scopo - è chiaro - qui non vale il Mezzo

Sarete ravvolti dalla mia indifferenza
l'impegno mio non fu mai ricambiato
e già che di voi posso far senza

ritengo il mio tempo derubato
ma vieto i processi nella mia coscienza:
è stanca, ha già dato. 



mercoledì 19 agosto 2026

M'invento un fiore, un vento, una canzone

 

M'invento un fiore, un vento, una canzone
possan librarmi sopra questa melma
riaccendermi nell'intimo e darmi direzione
lanciarmi in essa con ardore e calma

La vita è debolezza e passo falso
indomito fastidio e la fisiologia 
coi suoi bisogni ha finor prevalso
sui sogni più elevati, su ogni via

Le condizioni, gli anni, la gentaccia
san spegnere non dico il grande sogno
ma il gusto per quel poco che ci piaccia
la grezza dimensione del bisogno

E l'animo, sbattuto e intorpidito
prono non è a gettare già la spugna
prende la penna e si rilancia ardito
verso tutto ciò che ancora agogna

Il metodo, perbacco, lo si può trovare 
a smaltir l'edificio di Cultura
senza perdere il buono, e superare
quella, e di questa Epoca le mura

E scampo troverai all'ottundimento
dei sensi - strapazzati dalla torma
grigia della realtà, alzerai il mento
sostanza agguanterai e anco la forma.

lunedì 17 agosto 2026

A che non possa

 

Deo risalir gli sputi e le scorie
che mi buttano in testa e sul mio cammino
e lo stesso con le passate storie
che hanno segnato il mio nero destino

Tutto è fastidio all'intorno 
ed un groviglio d'acciaio in petto
creato dallo squallido stormo
si scioglierà indiretto

Stimolo e chiave interpretativa
il guaio in cui mi sono cacciato
illumina il mondo la carne viva
e gli abominii del passato

Redimerò con me tutto quanto
mentre candela della speranza 
balugina, trema e si spegne ogni tanto
avrà un presente piacevole danza?

Ma voglio prendermi quel trofeo
stoico farò tutto quello che posso
a far sì che non possa sguardo pigmeo
scrutare distanza più larga d'un fosso.