Gran bella musica
maestro
ma io voglio morire
come può uomo di ferro
sciogliersi ancora?
A che sopravvive, morto?
I suoi strati si chiamano Morte
I suoi occhi li sentono
Un ordigno a forma di donna
gli piove addosso – perdutamente
Cinico, scabro
Egli è perduto
nello sdegno apicale
E vede un’aria suadente
che non si può sentire
profili che non ci appartengono
Non capisce se quelle colline
possano essere penetrate
o no – ma gli ostacoli
Sono sostanze nemiche oppure
difesa o paura?
Ed esistono ancora sogni percettibili?
Colonna portante dell’esistenza
ne facesti a meno
C’è chi perde l’identità per questo
La bussola, il senso.
Anche solo per una parentesi vuota
Ma chi potrebbe affrontarmi adesso?
Cominciai a costruire la morte
tanti anni fa – ne scavai le fondamenta
L’azzardo morale – l’Isolamento
La strada tra i ghiacci mai battuta
Verso un ipotetico polo
Non accadde mai nulla del genere
nella storia
Ed è tardi per pentirsi
per riconciliarsi con l’umano
per farlo
Io sono spezzatino
intorno a cui ridono insetti
Umiliazione radicale e risalita inutile
E sono enigma indecifrabile
per loro – tuttavia giudicabile
Menzogna impera
Nessuno ha corpo per intendere
Non esiste una solitudine come questa
A che vale forza d’animo, contro l’incurabile
l’irrimediabile?
Ciò che dà senso
al tutto
e ad ogni cosa, ciò che allevia e lubrifica
che affresca e scalda, che intride la realtà
e la solleva, non è esistito. Altri pilastri nemmeno.
Hai dovuto poggiarti su una follia
cresciuta fino a collassare su ste stessa
quella incompatibile con altri pilastri.
Non so a quale altare
rivolgere le mie preghiere
io non ho fede
asettico anche nella disperazione
proseguo cieco
fino a che posso.
ma io voglio morire
come può uomo di ferro
sciogliersi ancora?
A che sopravvive, morto?
I suoi strati si chiamano Morte
I suoi occhi li sentono
Un ordigno a forma di donna
gli piove addosso – perdutamente
Cinico, scabro
Egli è perduto
nello sdegno apicale
E vede un’aria suadente
che non si può sentire
profili che non ci appartengono
Non capisce se quelle colline
possano essere penetrate
o no – ma gli ostacoli
Sono sostanze nemiche oppure
difesa o paura?
Ed esistono ancora sogni percettibili?
Colonna portante dell’esistenza
ne facesti a meno
C’è chi perde l’identità per questo
La bussola, il senso.
Anche solo per una parentesi vuota
Ma chi potrebbe affrontarmi adesso?
Cominciai a costruire la morte
tanti anni fa – ne scavai le fondamenta
L’azzardo morale – l’Isolamento
La strada tra i ghiacci mai battuta
Verso un ipotetico polo
Non accadde mai nulla del genere
nella storia
Ed è tardi per pentirsi
per riconciliarsi con l’umano
per farlo
Io sono spezzatino
intorno a cui ridono insetti
Umiliazione radicale e risalita inutile
E sono enigma indecifrabile
per loro – tuttavia giudicabile
Menzogna impera
Nessuno ha corpo per intendere
Non esiste una solitudine come questa
A che vale forza d’animo, contro l’incurabile
l’irrimediabile?
e ad ogni cosa, ciò che allevia e lubrifica
che affresca e scalda, che intride la realtà
e la solleva, non è esistito. Altri pilastri nemmeno.
Hai dovuto poggiarti su una follia
cresciuta fino a collassare su ste stessa
quella incompatibile con altri pilastri.
Non so a quale altare
rivolgere le mie preghiere
io non ho fede
asettico anche nella disperazione
proseguo cieco
fino a che posso.