Islanda

Islanda
arcobaleno sotto la cascata di Skogafoss in Islanda

domenica 3 maggio 2026

Elevata panchina

 

Seduto silenzioso ancor m'accingo
della bellezza a pagar il dazio
tra verdi colline - dove spingo
la penna mia a salire dallo strazio

Chi costruì maestosa questa rocca
a consentire a noi sì bella vista
già vide oltre, ciò che non gli tocca
ma intanto le scavò gloriosa pista

E io deo ricordare quei frammenti 
che mi voglion sfuggire dalla testa
o già raddoppieranno i malcontenti
allor che un altro demone la infesta

Dai libri senza vita, tu rifuggi
da uom che non sentì necessità 
fisica d'una risposta - cui ti struggi
a costruire la tua libertà 

Filosofo inventò ingenuamente
"Contemplazione disinteressata"
credea di distaccarsi, pigramente
dalla sua Volontà, sì travagliata

Ma se il tuo agire tien limitazioni
il tuo conoscer, già, non ne ha di meno
e a contemplar passivo le stagioni
non credere di poter star sereno

Il prato dice "corrimi", chitarra dice "suonami"
e "sii il migliore, o sarai seminato"
e bella donna vista dice "amami"
...e senza tutto ciò, non sei appagato.

Ma questo verde e questa poesia
distolto mi han da un chiodo ben profondo
in cui sono incappato sulla via
e già che sono qui, ora lo sondo...

Volgarità plebea perpetrò il plagio
della coscienza - essa mi espulse
da ciò in cui avrei trovato agio
i nobili concetti e le lor danze

Sputò sentenze sopra la morale
dover, diritti e poi viltà e coraggio
di ribellione volle discettare
della Giustizia, e vasto è ancora il raggio

dei territori ch'essa ha profanato
e non toccò soltanto la teoria
ma il mondo intero fu sì regolato
e già non si salvò l'anima mia

dall'orrido giudizio distorcente
che tutto non ho espulso ancor da me
e dovrò rivoltare il continente
le conseguenze vengono da sé. 



sabato 25 aprile 2026

Ad attraversare oceani

 

Il pulpito raggiungo trafelato
tramezzo alle colline funestate
dalle alluvioni e dall'umana incuria
mi fermo a constatar quello che è dato

È dato svegliarsi con la fiamma spenta
del desiderio lungi soffocato
e chiedersi se il corpo mai non menta
o dalla mente sia condizionato

Se sia colei che non vuol accettare
ben di lasciar morir quello che è perso
ne trattenga i residui sull'altare
che ha chiesto Sacrifici e ha dato Verso

Li voglia ancora intatti e riscattati
e nella vita esplosi nuovamente:
sia questo che ci rende disperati
impedendo di rinascer veramente 

come erba autunnale, eppure piena
della sua essenza e della verde linfa
se non la calpesti, può gioir serena
accolta su di sé una dolce ninfa

Ma lei dovrà accettar che le mie ali
sian fatte per attraversare oceani
e se fulgenti vedo dei segnali
li segua, a vergare scritti eterni

Non è che la trascurerò per questo 
avrà tutto l'amor di cui sono capace
ma lei, se vuol amar un uomo onesto
saprà che non è l'unica sua brace

Io, devo librarmi sul pantano
profonde son radici del mio male
se all'uomo suo vuol dare una mano
su quel percorso si dovranno amare

La mia maturità saprà gestire
quello a cui son costretto e ciò che voglio
e per l'arguto far ed intuire
vincerò nella vita e anche sul foglio

Le nuove dilazioni hanno odor di sterco
che beffa misterioso il mio percorso
tra me e il sistema durerà l'alterco
vedremo chi darà l'ultimo morso

Impara a dire "No" con gran fierezza
e con la stessa trova scuse, e menti
non devi nulla all'umana bassezza
ma lei può ostacolare i tuoi intenti

Sul cognitivo e comportamentale
faccio progressi - e mi sto liberando
da imperativi eroici, che fanno stramazzare
uomini e cause: un subdolo inganno. 







lunedì 6 aprile 2026

Chi pensa di poter vivere

 

Talvolta spazzai con un colpo di spugna
il lurido dalla coscienza
ma così non si denunciano
né attaccano i colpevoli
che restano in agguato
per colpire di nuovo
non si capisce 
la struttura del male 
Chi pensa di poter vivere
senza giustizia, afferma
si possa vivere senza salute.
Ma curare certi mali
è un atto lungo ed eroico 
- o ci si lascia morire, invano.
Devo arrivare a pronunciare 
le accuse giuste, col tono perfetto.
E far risorgere l'amore
or guasto e morto.



domenica 5 aprile 2026

Di carta e di mondo

 

Squallor di vita, noia e anedonia 
eppur dava speranza questo sole
di coglier quella che non fu mai mia
gioia di cavalcare una stagione

Tutto è stanca fatica e controtempi
scelte sbagliate e l'imperfezione
domina e trova pochi controesempi
l'arte, gli oggetti, i giorni, le persone 

Ruolo di essa va delineato
posto al centro d'una filosofia 
ciò che è degenere o degenerato
cosa ce ne facciam su questa via?

Vita infelice ripiega sul concetto
esso dà qualche gioia - illuminante
ma questo sembra eternamente inetto 
a rendere la prima più vincente

Messaggi speranzosi hanno stancato
colpi di reni? Classici stantii
che importa a voi se ho vinto o disertato
o perso, o attendo ancora sulla via?

Mi perdo ad esplorare questi regni 
di carta e di mondo, nuove soluzioni
ché raramente è vano se t'impegni
e usi le sconfitte come sproni.


sabato 4 aprile 2026

Solo la mente gioirà sincera

 
E non cantare già per una rondine
ma chiaro è omai che i tempi stan cambiando 
nodi dovranno sai venire al pettine
allor che il tutto va degenerando

Nel tuo modo di amare si conserva
oltre all'innato spirito, il percorso
se già ti condannò quella distanza acerba
or che è matura, cambierà il discorso?

Devi tener in piedi il compromesso 
che tuttavia si farà meno grave
sintanto che non puoi esser te stesso
senza nel bieco prossimo inciampare

Quando le linee s'intersecheranno
e si proietterà una vita vera
le membra anziane tue protesteranno
solo la mente gioirà sincera

Almeno fai tesoro di questa sicurezza:
che quel giorno verrà, destino è già segnato
lavora alacremente e sii all'altezza
del compito che esso ti ha assegnato.


Spero l'avrò chiarito in modo tale

 

Marea dell'incoscienza può calmare 
saggia il dolor, ma non crei l'illusione
durevole che sotto questo mare
non regni d'ingiustizia lo sperone

Battaglia è storica ed esistenziale 
vita va conquistata eroicamente
muovendosi negli intrichi del male
sinché sarà distrutto finalmente 

Fu diffidato, stoico il guerriero 
disconosciuta ebbene la sua impresa
dubitò di sé stesso sul sentiero 
come se quella fosse fantasiosa

Invece, più concreta e solitaria 
essa fu - animata dai concetti 
che mai ebbero intorno buona aria
benché fossero molto più corretti

E ciò che gli mancò fu la potenza
fisica e social del pensatore
delle qual cose non si può far senza 
se tu vuoi affermarti e sciogliere il dolore

Né mai l'accompagnò il balsamo grato
l'Amore, nella sua declinazione 
di ciò che gli mancò non fu onorato 
sebben rese più eroica la missione

Che non è mai conclusa, e tu non sai
se ti conviene essere sincero
con la pulzella che conoscerai
o avvolgerti più cauto nel mistero 

Marchio plebeo s'impresse criminale
sul cuore tuo e su tutti i concetti
distorti, ciechi, definiti male
seguenti nelle azioni degli inetti

E poi guastò la tua buona coscienza 
il trauma t'impedì di liberarti
gravo di falsa storia e falsa scienza
da sempre attendi sol di riscattarti

Il tempo è poco, manca atrocemente 
con quanto sterco hanno seppellito
il mondo della vita intelligente?
E ciò continuerà, per principio...

Quello fondamentale del sistema:
spero l'avrò chiarito in modo tale
che un giorno l'uomo invertirà lo schema 
e d'altro non si debba più ingozzare.






lunedì 30 marzo 2026

Un luogo che dovrebbe essere il mare

 

Un luogo che dovrebbe essere il mare
è debole cornice ad un inferno
che non riesce quasi a raffreddare
e s'agita indomito all'interno

Falsi entusiasmi per finte soluzioni
si son spenti a contatto con la gente
che estende bieca gl'inferi gironi 
quando doveva esser salvagente

Causa comune non puoi far con nessuno
distante è l'animo, così la biografia
fiato del prossimo è sempre sì importuno
la fase non combacia con la mia

E l'ingiustizia domina imperiosa
sgorgante dai difetti della mente
plebea - e chi la tiene maestosa
viene ferito più profondamente 

Quanti fattori ti si metton contro 
guarirsi ed elevarsi è impresa improba
si perde tempo, e infido è ogni incontro 
e vivere è una gran brutta roba

Tu stesso non ricordi tutto quanto
ti possa riscattare prontamente 
almen nel tuo giudizio e questo canto
vorrebbe rimediare parzialmente 

Tutto ti affossa, e come rinunciare
a quelle conoscenze necessarie 
che mai non si possono acquisire 
nei viaggi delle anime contrarie?

E regna confusione e infame plagio
della coscienza sopra questi temi
profonda malattia dona disagio
e fu causata da ignari strateghi

Persone scelgono serenamente 
la loro direzione ed indulgenti
son sempre con sé stessi, fieramente
passan su tutti falli che han commessi

Io sbaglio poco e sempre in buona fede
ma mi processo come un criminale
e son soggetto a quello della plebe
di cui mai non diserto il tribunale 

Poi, nel frattempo, non ho ancor vissuto 
stride in me amara consapevolezza 
non posso ancor quel che non ho potuto
e vita non sarà mai più la stessa

Mi chiedo se mai su questo sostrato
maligno, si potrà autenticamente
gioire, fare, amar, essere amato
o soltanto combattere: e per niente.

Occhi malvagi di donne distanti
torno a trovare spesso in questi lidi
mi reco ancora in posti urticanti 
e poco importa se piangi o se sorridi

Realtà non cambia ancora, e conoscenze
la vita dona con le sue lezioni
di cui però sei stanco, veramente:
davvero è ora che tu gliele suoni!

Prevedi però ancor che non potrai,
lungi dovrai giostrarti in questo limbo
di perdizione: mai ne uscirai?
Intanto, sono versi che io stringo.






venerdì 27 marzo 2026

Varo anticipato

 

Esso mi avea frastornato talmente
clima dell'epoca - coercitivo
come un artiglio che stringe la mente
lasciandola inerte, in stato passivo

Ma inver non si è spenta già mai del tutto
ha lanciato i suoi fili ad avvolgere il sasso
scabro della realtà, ripiena di lutto
e criticarla lo stesso!

Lei ti vuol morto entro i suoi steccati
se provi ad uscirne, ti dà la caccia 
a colpi di plebe, ne ha sterminati
di nobili, e ne ha distorto la faccia!

Il compromesso diventa più duro
già che il sistema degenera 
qui, non esiste luogo sicuro
dove far crescere l'idea che rigenera 

Il varo anticipato impoverisce
il carico prezioso della nave
e il suo percorso tutto indebolisce
lo complica, preannuncia nere prove

Ma al toro qui si dee tagliar la testa 
di fatto, fino adesso, fu l'attesa
oppressa e laboriosa, sempre onesta
la meglio soluzione in quest'impresa

Se non è più affrontabile, bisogna fare basta
quel che ti aspetta, in fondo, non è certo
sarà durissimo, ma non si cambia il mondo
col generoso avallo dello stesso

E in queste corsie, non si amoreggia
sereni e con gradevole tempismo
già molto è se un petalo si assaggia
di rose del giardin del conformismo

Avrai solo nemici e qualche raro
appoggio in persone sole e disperate
che come te conobbero l'amaro
in base a quanto sveglie sono state

Non v'è mai niente di definitivo
fattene monito - e ciò che è imperfetto
puoi imputarlo a un mondo che, furtivo
ti rapinò del tempo benedetto

Dunque, puoi riscriver tutto quanto
nel viaggio - e se ti travolgerà 
l'onda incomprensiva del passato
il tuo coraggio la cavalcherà.



domenica 22 febbraio 2026

Devo ancor sublimar con eleganza

 

Rinchiuso in queste gabbie ancor non posso
esploder la mia collera irrequieta
nei gesti, contro l'orda che mi ha mosso
guerra - e ancor di vivere mi vieta

Devo ancor sublimar con eleganza
un impeto indignato e distruttore
e rendere poetica una stanza
dai muri lastricati di rancore 

Non si prospetta innanzi a me rivalsa
ma già per sopravvivere io devo
accettar tutto ciò che non mi calza
e mendicare un posto da schiavo

Mediocri hanno avuto già servita
sopra un vassoio fulgido d'argento 
ornata di praline, sì, la vita
non possono intuir ciò che io sento

Indotto hanno l'istinto a ragionare
frustrando la sua libera espressione
che a loro solo avrebbe da insegnare
lamentan poi la troppa tua ragione 

La storia ha conformato dolce il letto
dell'esistenza alla lor statura
là dove si esprima il verbo, o il passo inetto
si trova conciliato, su misura

E dal passato sfocia nel presente
e fluirà perversa nel futuro
l'acqua di questo concetto irritante
che si declina, e i giusti mette al muro 

Io, sol potevo far quello che ho fatto
lottar da giovane, a confortare il vecchio
che come lui, non gioirà affatto
ma sol potrà mirarsi nello specchio 

Come colui che vede il suo successo
incipiente il trionfo dell'idea
cosa possibile soltanto adesso
dopo una vita sola in trincea

Lei mi sarà d'eterna ispirazione 
ché non l'accetto e voglio vendicata
questa profonda e bieca frustrazione 
vedrà una vita nuova, ribaltata

Per ogni stolto che vorrà insinuare
in me dell'ingiustizia lo stiletto
con stile lo saprò ben sublimare
tornito nella statua del concetto

Se ancora il concetto non è chiaro
s'esplicherà inconfutabilmente
sancendo che ogni giorno sia amaro
e s'imprima nel cuore della gente.



giovedì 19 febbraio 2026

Ma resta, nel profondo

 

La notte chiama a te le conseguenze 
del trono - come esso fu usurpato
sembra che risalir precisamente
tu debba, a tutto ciò che è avvenuto

Quaggiù però l'indagine è impedita
non sai come istruire il processo
a chi condannar volle la tua vita
poiché stai impelagato in questo cesso

Glorioso già fu il tuo dilettantismo
cogliendo verità tra le fronde
che avresti dato nel professionismo
protetto dalla torma delle onde?

E smetti di pensare biecamente
stretto tra ingenuità e masochismo
di esser stato mai troppo prudente 
ritirati entro cauto solipsismo

La roba che hai in mano è grossa, e scotta 
maneggiala con cura: hai già assaggiato
le impressioni dell'umana sbobba
... vuoi vedere il tuo sogno condannato?

Languendo si fa desiderare 
quel bel coraggio dei tempi d'oro
le sue conseguenze lo sanno consumare
macigni trascinati lenti al suolo

Ferite interne, guasti e sbandamenti 
vite più complicate, e il tempo passa
ti stanca e vuol piegare i tuoi intenti 
più densa da sbrogliare è la matassa

Prendi l'onor seguente alla spericolata
gioventù - ed altri lati positivi
come realtà, ad esempio, fu illuminata
e ora più saggio, vedi dove arrivi

L'amore sfugge ancora al tuo presente
ti ci avvicini stoico e combattivo
vuoi darti leggerezza - intermittente
ma resta, nel profondo, il tuo obiettivo.




lunedì 16 febbraio 2026

Che l'intimo deserto

 

Che l'intimo deserto debba avere
tra le tante ragioni, anche questa
temerità che usavi già tenere
e che non ti portò mai gioia onesta

Sol se dall'altro capo è corrisposta
la corda può accorciarsi e i due amanti
avendo entrambi alzato già la posta
raccogliere splendore di diamanti

Ma tutto hai vissuto tu, all'eccesso
mission segreta, senza onori e gloria
a nera oppressione solo dona accesso
e se anco farà, non conoscerà storia

Si può vivere ebbene in questo modo?
E quasi già sospetti che un bel giorno 
tirati i remi in barca, senza approdo 
e non sapendoti già a fine turno

qualcuno ti richieda un gran coraggio 
e un grande sforzo che tu, non fornendo
ti offra al più spregevole linciaggio 
morale d'un infame nauseabondo

Che ha vissuto proprio all'incontrario 
e forte dei suoi possessi, solo adesso 
fa un passo che gli sembra temerario
ma poco chiede, e ha chiesto mai, a sé stesso 

Tale è la vita - e forse quest'arrocco
sarà una buona mossa difensiva 
stanco il mio Re di esser sotto attacco
darà agli alfieri nuova direttiva.



venerdì 13 febbraio 2026

Nuova e impossibile

 

Nuova e impossibile aprii una strada 
tale apertura costò l'inferno
ancor adesso lo spirito vaga 
... vagherà in eterno?

A portar oltre le sue concezioni
soggiornò in fetide stanze
non comportarono soddisfazioni 
essendo avulso a quelle danze 

Ti distaccasti da quella musica
mai portò note amorose - peraltro
solo affrontasti una vita discrasica
salì il tuo cielo più in alto

Sol che piovendo qui sulla terra
senza le armi giuste
viene frainteso e perde la guerra
contro le anime anguste

Quadro non può essere completato
in una vita - ma ancor sono qua
stanco d'aver filosofato
incapace di fare altro... eggià!

Sforzo espressivo sorreggo ancora 
benché mi chieda a che valga
non so oltre quale lontana aurora
si può sperar che il popolo salga 

Ti guardi attorno e resti schifato
e stupito di quanto sia stato in piedi 
in quel lontano passato
di cui ci siamo sentiti eredi

In ogni caso tu, disperando
d'ogni ricerca ulteriore
o ancor credendoci, non vedi quando
potrai incontrare vita migliore 

Ti tieni a galla e limi i difetti
del tuo intorno e del tuo corpo
ma in quale affare non ci rimetti?
E buona che me ne accorgo.

Oggi è spuntato un raggio di sole
lo accolgo con fatalismo
come ogni altra cosa che piove 
e tiro dritto. 




sabato 7 febbraio 2026

Frantumare il cielo

 

Brucia la fiamma nera della vendetta 
da solo a risalir strati di storia
in questa fogna di gioia negletta
nemico si trastulla in vanagloria

E so che invecchierò senza gustare 
il mio corpo leggero sugli infami
che uccide e poi si mette a saltellare
sollevando la coppa a due mani 

Chi ha subito vigliaccate assurde
ha gli occhi spiritati di liquore
nel petto un tizzone che riarde
da spegner sol nel sangue, nel dolore 

Il corpo se ne va per strade sue
difficile è averlo più alleato 
toglie speranza dalle mani tue 
di ottenere ciò che fu rubato

E come cazzo vivere non sai
scavare ancora o darsi al presente
se un cazzo di lavoro troverai
e se respirerai in quell'ambiente

Il genere di acciacchi che ti colgono
sembrano beffe crudeli alla vita
che hai avuto - e gli odi che ti assalgono 
guastano ogni pausa ancor gradita 

Salvar lo stile ancor, dallo sfacelo
ci provi anche adesso - pigramente
vorresti solo frantumare il cielo
e quello che sta sotto -  atrocemente. 



venerdì 6 febbraio 2026

Sicché siamo ancora qui

 
Nessun fenomeno in natura 
è in grado di aumentare l'intelligenza
e diminuire l'egoismo umani

il resto è un corollario

Dedicarsi al piacere? Ma le condizioni 
del piacere sono poste dal dovere
- negletto ed invertito, in questo mondo.
Ecco che siamo castrati e schifati.

Il sistema degenera in blocco
e toglie ai geni la possibilità 
di criticarlo, poiché solo nei suoi sentieri
si può sopravvivere: ma in questi sentieri 
tossici il genio muore. Il sistema 
ha sancito i connotati della dignità 
nella conformità alle sue forme bislacche,
sicché tu, se bislacco non sei, e vuoi lavorare alle tue opere, devi perdere la dignità.

Nelle guerre che hanno portato a questo
i nobili fratelli hanno perso 
cruentamente la vita.

La feccia umana ha dimostrato 
sotto quale livello può cadere
senza una guida nobile

Il nobile non tiene più pietà di lei
e non la vorrebbe nel proprio mondo 

Sopravvive a vuoto
il tempo passa e ci insulta
ogni lotta è vana 
ma la fine non attrae
sicché siamo ancora qui.

Qualcosa potremmo non aver messo in conto.





giovedì 5 febbraio 2026

Non ci riuscirete infine

 

Nemmeno io so
cosa sarei diventato
senza i gioghi
dove sarei arrivato 
da uomo libero

E se poi missione
non fosse stata necessaria 
la mia concretezza sarebbe stata
poderosa e soverchiante
assai superiore a quella vostra 
e di grande audacia come fu
quando ero bambino e giovane

In fondo è ancora così 

Avete travisato tutto
coi vostri vantaggi storici
e ignorando ciò che avevo 
dentro e intorno

E ancora minacciate ad ogni istante
di togliermi ciò che è mio

Non ci riuscirete infine

E voglio onorata pace
e fiero piacere. 





Prima o poi la neve

 

Anche come spettro 
traverso ad ogni scorcio di realtà 
io sarei stato solo
in un buio tormentato
ma qui, nei ruoli alieni
preclusa la mia via
due volte morta è la mia anima
in corpo

E s'allontana ancora, la vita
si spegne ogni spiraglio
di felicità 

Non sono congelato
in quest'Antartide
io sono stato ritto
e il cuore ha indotto 
i piedi a camminare

ma prima o poi la neve
mi accoglierà disteso
con i miei frutti in pugno

un pinguino farà da guida
ai pionieri che li ritroveranno.



martedì 3 febbraio 2026

Il tempo è la gente

 

Si stan chiudendo omai le porte infami 
che vollero inchiodarmi a ruoli avulsi
incerto, ancora mi guardo le mani
da quel mondo non siam del tutto espulsi

E nutrivam speranze di riscatto
da mortificazion stratificate
di respirar, gioir di qualche atto
l'anime perse infine essere amate

Invece, anche questo indurimento
e il pessimismo estremo per la causa 
non sono ahimè l'idoneo documento
a farti entrare in una vita estranea

Un piccolo progresso, e la mia mente
lancia dei ponti verso i suoi confini
raggiungerli agognava atrocemente
l'attorniano soltanto lacci e spini

Disperi e non disperi, ma speranza
è un freddo disco omai, un duro sasso
su che è fondata tua perseveranza 
se il tappeto arretra ogni tuo passo?

Cupo si staglia il tempo sullo sfondo
minaccia d'invecchiarti brevemente
e passa, anche se non l'assecondo
e se anche so che il tempo è la gente.




lunedì 2 febbraio 2026

Da questo mondo orrendo

 

A ciò che si permette d'intralciarmi
nella mia sacra espressione, lancio cancri
gusto plebeo s'appaga di adirarmi
io posso solamente odiare gli altri

L'ipocrisia lascio fieramente
al prossimo: non sono indifferente
al confronto, alle insidie del fetente
a ciò che intacca il corpo e la mia mente

Voglio sconfiggere gli inferiori
inchiodarli alla lor misera statura
la meglio aver su tutto ciò che fuori
contrasta la mia nobile natura

La percezione giusta di me stesso
un porco ha guastato atrocemente
e scomodo ed ardito è ora l'accesso
a tutto ciò che è controcorrente

E nella testa c'è una noce oscura 
piccola assai, ma non sai quanto forte
lei possa indebolir la tua natura 
virile - che conosce già la morte

E alcuno dice la filosofia 
viziata da vision superficiale
avevo abbandonato quella via
che anelando al ben, conobbe il male

Costui soltanto la conosce a sprazzi
lui stesso non è stato mai pioniere 
e attivo operator - non ci son cazzi
non sa come si sta nelle miniere

In mezzo al pessimismo che ora cresce
mi districo e ancora non mi arrendo
curioso di veder quel che ne esce
vittorioso da questo mondo orrendo.




sabato 31 gennaio 2026

Un nuovo ciclo

 

Da qualsiasi scorcio prenda avvio
la mia penna vuol toccare
i confini del cosmo
e compiere la sua impresa
che comanda, in qualche modo 
anche al mio corpo 
sebbene esso non la possa seguire 
pur avendola spesso preceduta

Entrambi chiedono la distensione
come un premio, come un atto
di clemenza in qualche modo dovuto
Nessuno può volare per sempre 
e se mai il volo è stato piacevole 
e non può condurre a nulla
tranne che alla rovina
hai doppio diritto di posarti

Ma da qualsiasi trespolo o nido
la mente spicca il volo tra impietose
tempeste di vetro - in solitaria
e piglia a mazzate le onde del mare
- le umane menzogne e i misfatti.

Invidia per ogni mezza virtù 
si affermi piena e sicura
ogni impresa apprezzabile, visibile,
realizzabile - qui, non si arriva
mai a vincere

E forse non è davvero possibile
mettere al sicuro la verità 
bisogna accettare il suo stupro,
la sua distorsione, il suo capovolgimento,
il suo oblio.
Ma forse ch'essa non risorga
spontanea nella mente
dei nuovi eletti, dei futuri travolti
dall'oceano volgare?
E abbisognano questi davvero
del segno della nostra vita
- i nostri scritti?

Un pezzo di strada fatta
un conforto nella tormenta
una luce improvvisa...

...e vedremo di nuovo le stelle 
prima che affondino
nel buio cosmico...

Un nuovo ciclo. 



martedì 27 gennaio 2026

Prendici gusto

 

Al mal prendici gusto - ché non passerà 
all'asfissia di noi sepolti
a districarti tra i rovi
alla non-vendetta e al non-amore
ai viaggi senza meta 
fatti di paludi e nebbie 
intralciate
che richiaman quelle interne
ai progressi che, lenti
duramente conquistati
fan sperar - come gli scorci
di vago calore grato e luce
al ritardo infinito 
all'indomito spirito 
di recupero e rilancio 
a chiederti se mai diminuirà 
il coefficiente di difficoltà della vita

Prendici gusto ad essere
l'uom che soltanto sei

fedele a te stesso

un giorno, avrai. 




A che si strappino infine

 

Che sono a me le persone?
Spine confitte tra le coste
cui parlo, in loro assenza
a spiegare anche l'ovvio
a che si strappino infine 
ma esse restano
fino all'oblio

Possibile un distacco 
definitivo e una dissoluzione?

Chi vive forte e male
invecchia prima
e non vuol più rivoluzioni 
né sbandamenti 
delle prime non godrebbe
i secondi li regge per abitudine
ma ne è stanco e ne risente

E basta vivere nel passato 
e per il futuro: afferra il presente 
che solo afferra, solo arraffa

Peraltro, la sfiducia nell'umanità 
è talmente profonda e realistica ormai 
da vanificare anche la filosofia 
e quel che ne può scaturire

La sommità resta sola
e non gioirà di figure umane
si allieterà di vento tiepido
o fresco, di qualche raggio
o suono

Non potei agire
causa i miei dissimili

siete la causa 
della mia verbosa teoricità 
della congestione mentale
del mio indebolimento
mortificato
di ogni spreco, dubbio, ritorno
di ogni amore tramutato in odio

Mi defilo, metto un guscio
mi avvio all'uscio
prima che mi tocchiate
mi assordo
guardo altrove


sabato 24 gennaio 2026

Quegli occhi stanchi vedranno

 

Ogni giorno, ogni notte
ti gridan nel corpo
le note taglienti
dei conti in sospeso 

il basso continuo
tragico 
di una vita impossibile 

che peraltro non interessa 
a nessuno - non risuonando
nella propria esistenza

userai lo scoramento e la noia
satura di imprese inappagate
come base per lanciarti
nell'ennesima ansa sistemica
strappando pezzi di vita e di normalità 
in giornate che rinnoveranno i dubbi
il fuoco, le critiche, l'angoscia 
l'ira impotente
e rilanceranno l'impresa interrotta
a concludersi nella vecchiaia:
quegli occhi stanchi 
vedranno la gioia
di un'alba finalmente incipiente

non è possibile essere
totalmente postumi 


mercoledì 21 gennaio 2026

Non possono spegnersi

 

E spento il sogno, credea la realtà 
poter affrontare ed aver accesso
a una fetta di gioia e di libertà:
pensavi davvero ti fosse concesso?

Più nessun ti cerca, e anche lo facesse
il nero disagio si farebbe sentire
presto - ché le forme son sempre le stesse 
strideranno in te fino all'imbrunire

Sembravi l'impresa non poter servire
esaurite la fede, la forza, il coraggio 
e che ciò ti potesse ora convertire,
a gustar ad ottobre il sole di maggio

Non è vero: qui si fa solo più dura
se anche più debole, sei sempre tu
nel profondo avulso a tutte le regole 
che iniziasti a ledere in gioventù 

La stanchezza svantaggia su entrambi i fronti:
l'adattamento e il fiero lottare
e su entrambi hai dato già mari e monti
che fare ora: proseguire o mollare?

Se molli, rinuncerai per sempre 
a quel mondo che ancor non ti ha dato nulla
a goder dell'amoroso frangente 
e alla vita sociale, per quanto fasulla

Se prosegui, stai in tensione continua
strattonato tra due tendenze opposte
che entrambe ti stancano - e la cinica linea 
del tempo dà previsioni fosche

Non otterrai molto né di qua né di là 
sono due compiti impegnativi
tuttavia la rinuncia ti spegnerà 
non siamo morti finché siamo vivi!

Acerbo, un amico, mi disse chiaro
che se grande volevo esser stimato 
non potevo starmene sol nel mio faro
ma immerso nel mondo, normalmente impegnato

Doveva pensar, che le vite normali
non son prive di gioie e soddisfazioni 
né di serenità, hanno meno strali
e non sono sfasate le loro stagioni

Ci avrei fatto la firma, alla torre d'avorio
dove avrei avuto un daffare infinito
purtroppo, ho vissuto nel circondario
e mi son consumato come un fiammifero

Le mie opere non son spendibili adesso
se non voglio darmi una badilata
sui piedi - ma il fato cammina perplesso
e rinnova i suoi dubbi ad ogni tornata

Troverò mai un valido scoglio
a cui possa tenermi aggrappato
sebbene sia chiaro che quello che voglio
in un'altra epoca ho convogliato?

Troverai gusto al pensiero e alla lotta
che non possono spegnersi, fino alla fine
diverranno quattordici i tuoi sette in condotta
e godrai del vento che spetta alle cime. 



venerdì 16 gennaio 2026

Sotto il tappeto

 

Non si vedon chiaramente 
ma si avvertono
polveri urticanti
spazzate qui sotto
da stanca debolezza
da finta accettazione
da inedia di vita
da senso d'impotenza

E sono...

violenze inaudite
raggiri
verità capovolte
ridondanze immonde
vuoti infernali

Eppure...

devo a questo tappeto
l'attuale sollievo esistenziale 
e la possibilità di stare
in mezzo alla gente
sentendomi meno estraneo
e tormentato dal fastidio 
rancoroso

Avevo ragione,
ma quella strada 
è senza uscita.


martedì 13 gennaio 2026

Ti dice il mattino

 


Non ti condanni una notte infame
il mattino ti dice
che l’ossigeno non è finito
vi son forze residue
e la struttura può reggere
ancora che accorto
la devi trattare

che certo la vita diretta
va messa davanti adesso
ma causa non è proscritta
e tutta proseguirà

che i più gravi incidenti di percorso 
furono le più empie scorrettezze
da parte di miserabili 
sopravvalutati

non è impossibile liberarsene
né vendicarsi

ma profonda è la radice
che devi scalzare

e ti glorierai 
di imprese uniche
acerbamente intraprese
d’istinto

ti dice il mattino, e il ricordo
che l’avanscoperta ardita 
ha vantaggi e svantaggi
come l’attesa osservativa
che si protraggono nel tempo
sinché la partita non sarà finita

e non temere l’incompletezza
agguanta tutto quel che puoi

i tempi morti 
possono diventare vivi

riposati ma
non sentenziare la fine
non ho sentito la campana


Saggezza d'anime logore

 

Ferita, la saggezza si rassegna
a comunicar meno, già sapendo
che ben diverso quadro si disegna
nella mente di chi ti sta ascoltando

Giustizia non sa rendere a sé stessa
l'anima - scordando il suo passato
non può ottenerla da persona esterna
che non lo sa, e non ne è interessato 

Rimpiangere l'ignavia mai avuta
è appannaggio di anime logore
figlie dell'audacia assai punita 
di troppa serietà, da tempo immemore

Distenditi: tutto si spegne in fretta
anche questo dolore preoccupato 
di nuovi torti che la mente inetta 
pensando il falso, gli abbia rifilato

E ancora t'intrattieni con te stesso 
in qualche luogo un poco caloroso
che possa conciliar l'impegno messo
a rivoluzionar un mondo inviso

Impara dalla storia e dalla vita
a non contar su terreno cedevole
non vuol né può elevarsi mente piatta
chi è alto vien travolto dalla plebe

Camuffati e serpeggia astutamente
non meriti altre notti disperate
la rabbia nera, che nessuno sente
oppur ne pone cause travisate

Speranza di rimetter tutti quanti 
al loro posto, un giorno - è infondata?
In ogni caso, non si può esser santi
per sempre: vita vuol essere grata.





venerdì 9 gennaio 2026

L'amore

 
Soffocato sotto una coltre squallida
Schiacciato da una menzogna
Perduto nei meandri del passato
Appesantito dagli anni
Gelato d’indifferenza
Deluso e ingannato
Spento dalle imperfezioni
Intorbidito dalle impurezze
Bruciato dalla gelosia
Nero di rabbia
Guastato dai torti
Umiliato
Traslato altrove
Appeso ad una canzone
Aggrappato a un paesaggio
Scordato e reinventato
 
Sopravvivrai


Talmente forte

 

Il mondo è fuggito
seminandomi
nel suo immenso 
prepotente degrado 

smettendo d'inseguirlo
ho forse salvato l'autunno
della vita - che già pone
tinte invernali 

sono ambiguo di nostalgia
e sollievo 
è comunque dura 
venire a patti col nemico 
che ben poco ti concede 

mostri vecchi e nuovi 
dentro e fuori sono
ma il karma esiste

e la tragica ira
per l'universo che mancò 
devo gestirla in petto 

non posso rifilare 
agli inferiori
le circostanze che li inchiodino
alla loro statura

devo essere talmente forte
da vincere lo stesso