Islanda

Islanda
arcobaleno sotto la cascata di Skogafoss in Islanda

giovedì 16 gennaio 2025

E finirò già quel che ho cominciato

 
L'angelo della morte verrà 
a punir la vanagloria vigliacca
di chi alle vere prove mal cadrà 
facendo solamente tanta cacca

E lor rinfaccerò la spocchia indegna
la faciloneria con cui han trattato
ogni questione complicata e pregna 
come colui che han disonorato 

Gestisco conseguenze in grande stile
dei danni plurimi che ho subito 
dall'esecranda cupola, e in basso dal porcile
che tutto si credea d'aver capito 

Un vecchio senza infamia e senza lode
mediocre, criticò la scelta antica
mia - di sfidar la bieca frode
di quell'istituzione assai nemica

che io lasciai, a seguire la mia stella
crescendo nei sentieri dissestati 
ben atti a torturare anima bella
che insegue solitaria i risultati 

Non san quanto sia dura orientarsi 
da sé, senza nessun riferimento 
ed al contempo già, barcamenarsi
vivendo nel più buio malcontento 

Giudican ciò che loro non han fatto 
per un misto d'invidia e incomprensione 
son stato più concreto e meglio astratto
di ogni vostra farneticazione 

E lo dirà il futuro, che i miei stemmi
mostrerà alle sue porte maestose
di voi non resteran che lievi accenni 
di chi a vera giustizia si oppose

Saranno i vostri strali la mia gloria 
aggiunta, ma soltanto se riesco 
a giungere alla fin di questa storia 
con in mano lo scettro principesco 

E ritornare alla sensualità 
sarà più dura ormai di quel che pensi
trovar condivision nell'aldiquà 
farti accettare dai diversi 

Mi sento stanco, ma dei bei progressi 
mi vedo fare in giorni tormentosi 
evito le mancanze e anco gli eccessi
sono all'altezza di sti tempi odiosi 

Era previsto che io mi illudessi
d'aver appeso la tunica al chiodo
bisogna infine ritornar sé stessi
ma all'occasione, già, vestirsi a modo

E calzerà a pennello la mia veste 
e in ogni ambiente il mio atteggiamento 
sarò protagonista delle feste 
che allieteranno il viaggio controvento

Mi riprenderò titoli e aggettivi
riscatterò il linguaggio usurpato
che i plebei guastarono furtivi
e finirò già quel che ho cominciato. 






domenica 12 gennaio 2025

Prosa e versi - la fine.

 


“E vennero a smagarmi prosa e versi

anche i miei – ché voglio esser altrove

ed altro: non sul viale dei dispersi,

dei solitari a reggere le prove”

 

Per decenni accettai la sfida

della mia diversità – esser me stesso

puntare dove questi mi diceva:

 

l’Interno Tiranno!

 

Sol sulla carta, può esso affermarsi

fissando concetti che non hanno patria

tutto il resto è devastazione e dolore.

 

Queste steli marmoree, d’intrepido inchiostro

sono il segno di riconoscimento

per altri grandi – gli unici tuoi referenti

gli unici, che gioiscono e s’infiammano

leggendoti nel tuo Valhalla letterario.

Per gli altri non esisti, sei fumo, sei sterco.

Ma adesso devi tarpare la parte migliore di te

se vuoi vivere. L’hai coltivata abbastanza,

il tuo corpo è un terreno saturo e sterile ormai.

Fingi di non possederla, atrofizzala

non nutrirla: sii in questo modo normale

sperditi e gioisci con loro. È l’unica comunione

terrena possibile. Chi vuol cambiare

il mondo paga il prezzo e non riceve il pacco,

annega negli sputi che lancia su sé stesso,

sugli altri, e che gli lanciano. Poi il messaggio passa

e no, non ne è valsa la pena – ma passa,

e l’uomo del futuro lo agguanta.

L’umanità non si migliora, non si governa

e non si punisce. Devi accontentarti

che siamo tutti di passaggio, tutto

si sgretola, anche i giudizi, tutto

perde d’interesse, la gente invecchia

si ammala e muore senza

lasciare traccia di sé.


mercoledì 8 gennaio 2025

Promessa


Senza la penna sarei sepolto 
sotto la coltre delle ingiustizie 
prima il malvagio, quindi lo stolto 
ammucchiano infami le lor immondizie

Non è possibile agire diretti
o lo farei volentieri 
ma tutto là fuori è in mano agli inetti
debbo passar per questi sentieri 

Quelli che non han subito nulla
dicon di sbattermene, come se vita
non fosse soltanto odiosa e fasulla
con loro a dirigere la losca partita 

È come aver nello stomaco un'istrice 
e nel cervello una voce assassina 
che mi martella, con ogni suo complice
tanto tirannica quanto cretina

Loro uno scampolo di universo
hanno affrontato - io, tutta la veste
e quante volte mi sono perso 
e ritrovato, nelle sue piste 

Quella che per me era solo una tappa
lungo un cammino grandioso 
per loro era tutto - e la mia fiacca
l'han giudicata delitto colposo

Vi dico una cosa: arriverò in fondo
se trascinandomi oppure correndo 
non è importante - ma se non mi arrendo
ribalterò ogni giudizio immondo 

Al vostro posto vi metterò 
a patire e ululare come dei cani
quel che mi avete imposto, io v'imporrò 
senza pietà per i subumani! 

Nessuno di voi muoverà un dito
non il pensier, non la penna, né il braccio 
il plebeo non è acuto, e neppure ardito 
tremerà come un cubetto di ghiaccio 

Allora mi implorerà gemente 
di perdonarlo, e ridargli la vita 
gliela concederò, a patto che il demente 
rinunci per sempre a guidar la partita. 





giovedì 2 gennaio 2025

Respirare ed ardire


La tentazion di lasciar che il flusso 
vitale spazzi le spine ingrate
è forte, ma temi che questo lusso
renda al futuro più nere giornate 

Strati di spirito non son sanati
lo senti quando l'aratro v'incappa
tasti dolenti sono suonati 
frequentemente da lingua distratta 

Non saran loro a correrti appresso
devi ben farti giustizia da solo 
meglio se neanche li inviti al processo
testimonianza equivale a dolo

Hanno agito e parlato a sufficienza 
hai gli elementi istruttori 
d'altri contatti puoi fare senza
ben proteggendoti da quei distruttori

Meglio ricordi quegli anni neri
mai registrati adeguatamente 
e più ti sembrano ingiusti e severi 
gli strali e i giudizi di quel pezzente 

Da parte sua e di mille altri
sempre necessiti d'avere il maltolto
reso - e punire tutti i bugiardi
e sopra ogni cosa: essere assolto.

Un altro di loro ti ha dato pensiero 
grave e pungente, ma guarda meglio
forse non era odio, ma invero 
volea difendersi da un cupo risveglio 

L'odio si esprime diversamente
ben più frequente è la paura 
di compromettersi su qualche frangente 
con chi ha scelto una strada poco sicura

Quello che vivi e quello che annoti
sembran per te avere pari importanza 
tanto che spesso non sai a quali moti
(di piedi o di penna) dar precedenza 

La conoscenza è da conquistare 
come la vita - e tanto t'angustia
il non poterti appien dedicare 
a entrambe, rendendo la barca robusta 

Insegnano in molti che non è importante 
vivere eterni - però creare
qualcosa che viva in eterno, e la gente 
più non lo sappia dimenticare

Sono angosciato che la stanchezza 
mi abbia colto al momento sbagliato 
e quell'innocente mia debolezza
mi abbia per sempre fregato

Chi fino allora si risparmiò
arrivò riposato, e si salvò le penne
ed anco di gloria già si ammantò
inorgoglito e quasi indenne 

Altri pagarono, ma presta rivalsa 
ebbero su quegli assassini 
ingordi che diedero inizio alla danza 
di cattiveria senza confini 

La mia voglia di vivere mi sembra quasi
un delitto - ma la rivendico fiera
ché più di altri ne avrei diritto
e non lo esclude la mia bandiera 

Sempre rimandi e contingenze
sembrano rendere eterna l'attesa
di un giorno limpido, un sole splendente 
che non ricordi torto né offesa

Temi che su false fondamenta 
i tuoi edifici debban crollare
presto - e nella tormenta 
si è poco liberi di gioire 

Falsi i pilastri son di quest'epoca
già lo sappiamo, ma almeno all'interno 
di questa scorribanda epica 
devi ben mitigare l'inferno 

Scegli le zolle su cui costruire 
restano mobili e provvisorie 
ma lì puoi respirare ed ardire 
pianificando nuove vittorie.