Islanda

Islanda
arcobaleno sotto la cascata di Skogafoss in Islanda

domenica 12 gennaio 2025

Prosa e versi - la fine.

 


“E vennero a smagarmi prosa e versi

anche i miei – ché voglio esser altrove

ed altro: non sul viale dei dispersi,

dei solitari a reggere le prove”

 

Per decenni accettai la sfida

della mia diversità – esser me stesso

puntare dove questi mi diceva:

 

l’Interno Tiranno!

 

Sol sulla carta, può esso affermarsi

fissando concetti che non hanno patria

tutto il resto è devastazione e dolore.

 

Queste steli marmoree, d’intrepido inchiostro

sono il segno di riconoscimento

per altri grandi – gli unici tuoi referenti

gli unici, che gioiscono e s’infiammano

leggendoti nel tuo Valhalla letterario.

Per gli altri non esisti, sei fumo, sei sterco.

Ma adesso devi tarpare la parte migliore di te

se vuoi vivere. L’hai coltivata abbastanza,

il tuo corpo è un terreno saturo e sterile ormai.

Fingi di non possederla, atrofizzala

non nutrirla: sii in questo modo normale

sperditi e gioisci con loro. È l’unica comunione

terrena possibile. Chi vuol cambiare

il mondo paga il prezzo e non riceve il pacco,

annega negli sputi che lancia su sé stesso,

sugli altri, e che gli lanciano. Poi il messaggio passa

e no, non ne è valsa la pena – ma passa,

e l’uomo del futuro lo agguanta.

L’umanità non si migliora, non si governa

e non si punisce. Devi accontentarti

che siamo tutti di passaggio, tutto

si sgretola, anche i giudizi, tutto

perde d’interesse, la gente invecchia

si ammala e muore senza

lasciare traccia di sé.


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