Il cielo è un lago nero di morte
piove in me da intoccabile altezza
ad ingannar le anime stolte
alzo una spirituale fortezza
questo esoscheletro un po' mi difende
sentieri in cui cercare la vita
sono ancor accessibili - e dietro le tende
può essere lieta, piacevole, amata
Ma quella tempesta di vetri rotti
cui ti esponesti in giovane età
chiama in risposta mondi distrutti
e morte in un infinito aldilà
Non sono il primo a subire nel cuore
l'oltraggio supremo: è antica legge
della virtù - soggiacere al clamore
da sempre estrema nemica del gregge
Maschere oscene nel macabro specchio
di un animo stolto, sono le facce
dei nobili: ed ora, occhio per occhio
voglio dissolvere quelle bestiacce
Orride già, e al naturale
ma lor non lo sanno: devo squagliare
i loro volti, sinché l'animale
non abbia ben espiato il suo danno.
Inesorabile, la stupidità
avanza credendosi intelligenza
del giusto non può avere pietà
eterna venera la parvenza
In nome di essa prende le armi
pronta ad uccidere qualsiasi cosa
le si frapponga - e non saranno i miei carmi
a sventarne la fiera discesa odiosa
Vi dico solo: non mi arrenderò
sapere chi siete mi aiuta in tal senso
al vostro posto vi metterò
cieli inferiori dell'universo.
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