Appieno ancora non trovai me stesso
ma mi ritroverai, ragazzo, tu
che prode salirai l’infero abisso
che vidi – e che vedrai in gioventù
Spero che tu mi renda questa mano
che avrò donato a te con i miei scritti
ed osservando me da più lontano
potrai i miei tratti mettere diritti
Ti auguro quella benedizione
che io non ebbi: Grande Libertà
ché solo grazie a questa condizione
l’animo tuo non soccomberà
L’epoca mia fu quasi proibitiva
quella in cui nuoterai, sarà peggiore
per ritornare a te la refurtiva
la Verità e una Vita assai migliore.
Annasperai nei guadi più schifosi:
fissa sempre lassù la mia lanterna
resistere dovrai a dei torti odiosi
ma scrivere saprai, con mano ferma
E mi supererai ragazzo, sappi
del mio lavor non sono soddisfatto
che tu prenda il tessuto, e che lo strappi
voglio – fa ciò che deve essere fatto!
Abbi cura di te, comincia presto
serba il coraggio per quello che conta
uscire dal presente che - funesto
ti appiopperà ogni peso ed ogni onta
Tu vivi e studia solo l’essenziale
disperdere energie è proibito
e non da qualche stupida morale
ma dal consiglio mio, che son tuo amico
So che non mancherai, non son mancato
non mancarono, al tempo, i miei maestri
nessun con l’altro si è giammai scaldato
ma un continuo sono i nostri testi…
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