O vita, fammi scordar le menzogne
la disperazione che ad esse consegue
l'empia condanna in tutte le forme
l'acre tormento del cuor senza tregue
Strascichi di ideali e doveri
scomodi vuoi scrollarti di dosso
e distaccarti dall'uomo che eri
tristi memorie gettare nel fosso
Bolle sognanti, quieto abbandono
superficialità dei concetti
gioverò mai, di questo dono
è forse legittimo che me lo aspetti?
Oppure, l'identità viene scorta
anche se stanca di sé, e sotterrata
e di carbone, un sacco e una sporta
questo Natale ti verrà consegnata?
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