Occasione non ebbero a far sorgere
il Diavolo - che angelo fu, ferito
da sì tante mani criminose.
Gli oltraggi incendiarono la sua penna,
gesti sol furono auto-lesivi.
Ma dei miei critici parlavo...
Non aveste occasione di far sorgere
il Diavolo. Voi cresceste irrorati
d'amore e gioia, rispettati e compresi -
grati siete al passato e a tante persone.
Leggeste autogene le mie REAZIONI.
S'innescò un circolo vizioso di
odio e infelicità, ciò non mi impedì
Battaglia, Sogno, Generosità
ma nulla fu gradevole.
Sapete che significa aver sempre ragione
e ricevere sempre torto?
E presagire il proseguo inesorabile,
eterno, di questo? E il non vivere
in tempo utile. E la violenza immonda
della plebaglia mondiale che deturpa
il mondo fiera e sconsiderata?
E la locomotiva plebea che arriva
con la sua "giustizia popolare" (ossimoro)
trasportando vagoni di sterco come
fossero diamanti? La loro condanna
irremovibile colpì i miei fratelli come
ha colpito me in ogni giorno della mia
esistenza e io non so più cosa fare.
Se immolare i prossimi decenni
ad una ricerca che non potrà che confermare
quel che già so; ma non potrà convertire
la gentaglia, né garantire loro
la fine agognata.
La lotta s'indurisce, si assolutizza
come e più che in passato e forse
dovrò rispolverare il mio progetto
apocalittico-omicida.
Questo significa che non vivrò; ma
forse che io viva senza di esso?
Quaggiù non mi è concesso.
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