Islanda
arcobaleno sotto la cascata di Skogafoss in Islanda
lunedì 18 settembre 2017
Tutto è fatidico
I
Sciogli la congestione
nella testa, nel naso
o spirito d'altrove
o demiurgo
o amico
Siamo nell'auto e siamo autistici
cadono le scaglie
della condivisione
il gelo incombe
spaventoso e tiepido
quell'oscuro tunnel
è la via migliore
quella imposta dal fato
e suggerita alle tue cellule
affinché l'accettassero
prudenti e rassegnate
Nessuno ha motivo di lasciare
la struttura che sorregge il proprio tetto
per venire qui - sotto il cupolone
Vedo le pulsioni
gli istinti di milioni di persone
erompere chiari da pelle, occhi, bocca e mani
non hanno mai dovuto
ripiegarsi all'interno
spalancando le stanze intestine
i tetri antri laboratoriali...
II
Una decisione
non è mai presa
una volta per tutte
si rinnova ogni giorno
coi pesi cambiati
sui piatti della bilancia
I libri s'invadono tra di loro
come le merci
le cause culturali con quelle materiali
nulla al suo posto
al suo tempo
ed il piccolo sgambetta il grande
e tu credi di poterti ritirare per sempre
ma le chiazze
immediatamente scabre
di possibile condivisione
allettano e ingannano
ma allettano ancora
e tu non ti fidi di nessuno
e più nemmeno di te stesso
Una musica amica viene troncata
dalla vita nemica
e quanti universi, retroscena
avventurose estensioni
essa conteneva...
ma noi cerchiamo di brillare qui
dovunque la sorte ci abbia
scaraventati
ci opacizziamo umili
ma non possiamo fare a meno
di brillare
percepiamo noi che
la sovrintendenza mediocre si è presa
tanto e ancora di più
e più profondamente la odiamo
ma la bellezza intaccata
è tuttavia riconoscibile
e noi ne attingiamo
amiamo i nostri nemici
poiché amici non teniamo
pertanto
in tutti i nostri rapporti
c'è un vizio d'origine
Le passioni vitali, braccate
non attendono l'impostazione
di buone basi
di strade spianate
e allor s'inerpicano come l'edera
bramosa di crescere
tra le pietre
e toccare il sole
III
Io so che tutto è fatidico
tutto è discutibile
tutto crolla
tutto è temporaneo
con queste fioche - ma rette
luci, avanzo.
lunedì 4 settembre 2017
Nuovo confine
Spetterà la storia della storia più iniqua
al remoto futuro, come antica reliquia
poiché un ampio ciclo deve ben finire
prima che imperiosa possa comparire
giacché vita intensa mi ha illuminato
posso contemplare l'intero prato
di vicende ed opere, per un lungo, immenso
tratto - e ben più quieto sarà ciò che penso.
Tirai sì la corda, lungo anni ingrati
sento nei ricordi i tessuti sfibrati
trovi che se vuoi superare il cielo
non ci son più stelle, solo un buco nero
segue nell'autunno la tua nuova danza
muove i passi abili della prudenza.
Se hai già costruito un'eternità
che lontan cominci, ora tu sei qua
non sei debitore del tuo futuro
ma il presente è in credito con quell'antro oscuro
ed ancor ti spettano gli accorgimenti
a che non sia trampolo d'infiniti tormenti.
Scrivere è difficile, vuole la tensione
e lo stupro psichico delle persone
vuole il colpo di reni, la tenacia creativa
curano i tuoi versi la carne viva
che dal moto interno delle tossine
sale sulla carta nuovo confine
oggi voglio i limiti della modestia
e dico orgoglioso che la fine è questa.
sabato 26 agosto 2017
Fuori dal tunnel
Mentre l'asfalto
mi viene incontro nella notte
lascio dietro di me
i petali avvizziti e stolti
della speranza
in qualche modo è una gioia
che questo fiore si spogli
ci sono ancora tante belle
COSE nel mondo
attingine senza pensare a chi le ha fatte
la persona non è la cosa
e non l'ha fatta per te, ma tu puoi
usarla
Qui entriamo nel tunnel benefico
della modestia
e le poesie non han più bisogno
di essere lette
per ora ancora vogliono essere scritte
Non importa se non concluderemo
nient'altro di buono nella vita
o se essa ci priverà del suo miglior succo
Ora siamo dei signor Nessuno che sanno
essere qualcuno per se stessi
che improvvisamente si vogliono bene
e si sono disinnamorate
di questo mondo
che avevano idealizzato
non amare più è una benedizione
il distacco è la soluzione
sarà più facile
imparare con calma
ciò che ancora non sappiamo
Ciniche appaion le tessere
Uomini d'ogni tempra e colore
frammenti di un'unica meta
devo disporvi a che non siate dolore
lame indisposte di un'anima inquieta
stento a librarmi, mancan le ali
ancora gli stinchi afferran le grinfie
degli orchi – liberazioni parziali
son consentite dagli enfi rimorchi
stupide colpe si accodano al treno
amore bieco promiscuo ti stende
antico candore si tinge d'osceno
le distorsioni si avvertono orrende
quante le maschere della realtà
credere a tutte hai voluto
ché s'imprimessero in profondità
ed ogni fantasma hai temuto
chiedono unisoni l'anima e il corpo
ora il piacere e la distensione
con ogni tribolo incerto mi accingo
ad imbracciare l'azione
per quanto accorto la puoi modulare
resta titanica impresa
ma questa barca la devi lanciare
e qualcheduno l'ha intesa
ancora stolidi lacci indigesti
legan dispotici ad antri volgari
li troveranno tra i resti
di costruzioni geniali
più non t'accorgi di dimenticare
a prepotenza assuefatto
quanto egoista e lordo animale
è stato l'uomo che ha tratto
da questo sistema il massimo gusto
e serenità inconquistata
segnando percorso grave e funesto
a chi non se l'era bevuta
ed ha disperso le sue energie
schiacciato, ignaro di tutto
tra delusioni e colpe non sue
e ancora esige un riscatto
Mentre la vita si snoda com'è
e non ti spiega perché
ciniche appaion le tessere
di come poteva essere
si pavoneggia triste esperienza
di potenziar conoscenza
siam stanchi di conoscer soltanto
note stonate del canto
quando smettiamo di andare a scuola
regolarmente bocciati
tra fallimenti fare la spola
e rinasciamo imparati?
Non avrei altro da dire, lo ammetto
più non m'alletta il concetto
se dal profondo della sua vista
ben non mi spiana la pista
ma sul sentiero, lungo o più breve
ancor si ammassa la neve.
venerdì 11 agosto 2017
Caramelle balsamiche
Il poeta che vive
pigramente
ha frequenti crisi
creative
Chi vive troppo
perde anche il gusto della
poesia
La fede è legata al
piacere
Strategia più matura
non si lascia impelagare
evita sconfitte
Ma tanti potranno ottenere
quello che vogliono senza
che ciò
mi faccia sprofondare
Voglio fichi fuori
stagione
dolci come devono
Voglio essere vestito di
tutto punto
Il principio umano più
universale
è la distorsione egoica
più l'uomo è piccolo
più deve camuffarsi per
giungere all'Ente
Guerra mendace al cinema
agghiaccia di quella vera
anche in tempi di pace
Ferocia
Opportunismo
Sporcizia
Menzogna
Scaricabarile
della responsabilità
Ma il pessimismo non
riscatta
non fluisce e non libera
Mi spettano discografie
da uomo ricco
Oggi si è abbassata la
temperatura
anche nella mia mente
bastano quattro gocce
Attraverso le fasi
di una vita sfasata
di una patria mancante
che nulla fece per noi
Costruisciti dentro
un paese concettuale
e sperimenta una prassi
affinala
infine fanne insegnamento
siamo esploratori
dell'animo
grazie ad un mondo
sconosciuto
selvaggio
l'asprezza ci ha indotto
a sintetizzare caramelle
balsamiche
c'è una grandiosità che
ammica
sotto il manto
del reale odierno
ma non abbiamo la forza di
squarciare il velo
lunedì 7 agosto 2017
Beni e mali culturali
Alla facoltà di conservazione dei beni culturali dovrebbe corrispondere una facoltà di distruzione dei mali culturali.
Quando vediamo proliferare i libri pensiamo sia aumentata la cultura, in realtà è aumentato il degrado. Infatti, su ciò che va bene si scrive poco, lo si gode e lo si porta avanti, mentre gli eventi negativi o errori innescano una serie infinita di conseguenze sulle quali si sfornano opere. Pertanto, l'ipertrofia culturale è lo specchio dell' ipertrofia del degrado. Il pluralismo interpretativo complica le cose. Infatti, solo una persona autorevole dovrebbe esprimersi su ciascun argomento, orbene indicare una soluzione. Il mondo della cultura dovrebbe prendere ad esempio il mondo della ferramenta: vi è un articolo per ogni funzione e nessuno è inutile. Ma anche qui, il pluralismo del libero mercato fa sì che ci siano 7 pinze che non funzionano per una sola che funziona davvero.
Quando vediamo proliferare i libri pensiamo sia aumentata la cultura, in realtà è aumentato il degrado. Infatti, su ciò che va bene si scrive poco, lo si gode e lo si porta avanti, mentre gli eventi negativi o errori innescano una serie infinita di conseguenze sulle quali si sfornano opere. Pertanto, l'ipertrofia culturale è lo specchio dell' ipertrofia del degrado. Il pluralismo interpretativo complica le cose. Infatti, solo una persona autorevole dovrebbe esprimersi su ciascun argomento, orbene indicare una soluzione. Il mondo della cultura dovrebbe prendere ad esempio il mondo della ferramenta: vi è un articolo per ogni funzione e nessuno è inutile. Ma anche qui, il pluralismo del libero mercato fa sì che ci siano 7 pinze che non funzionano per una sola che funziona davvero.
sabato 5 agosto 2017
Tempra d'agosto
Baie lontane, luce
e ombra di fiordi
possono
l'immensità del mondo
può
schiacciare nel gelo
le sue piccole anse tumorali
la crudeltà dell'evento
si vuole eterna
lo vuole eterno
sarà da lontano che tornerai
con l'antidoto
non tutto il mondo ama
quel morbo assassino
anch'esso soffre la solitudine
il disprezzo
ma non attingere di nuovo
sperando un dolce succo
alle fontane di fiele
Un uomo deve rispettare
ogni sua forza e ogni sua debolezza
o ci farà i conti prima o poi
non limitare mai
ciò che non ha confini
non universalizzare
ciò che ha dei limiti
il pensiero esce fresco
una volta sola
scivola sulle facce sgradite
mostra la tua faccia migliore.
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