Islanda

Islanda
arcobaleno sotto la cascata di Skogafoss in Islanda

sabato 31 gennaio 2026

Un nuovo ciclo

 

Da qualsiasi scorcio prenda avvio
la mia penna vuol toccare
i confini del cosmo
e compiere la sua impresa
che comanda, in qualche modo 
anche al mio corpo 
sebbene esso non la possa seguire 
pur avendola spesso preceduta

Entrambi chiedono la distensione
come un premio, come un atto
di clemenza in qualche modo dovuto
Nessuno può volare per sempre 
e se mai il volo è stato piacevole 
e non può condurre a nulla
tranne che alla rovina
hai doppio diritto di posarti

Ma da qualsiasi trespolo o nido
la mente spicca il volo tra impietose
tempeste di vetro - in solitaria
e piglia a mazzate le onde del mare
- le umane menzogne e i misfatti.

Invidia per ogni mezza virtù 
si affermi piena e sicura
ogni impresa apprezzabile, visibile,
realizzabile - qui, non si arriva
mai a vincere

E forse non è davvero possibile
mettere al sicuro la verità 
bisogna accettare il suo stupro,
la sua distorsione, il suo capovolgimento,
il suo oblio.
Ma forse ch'essa non risorga
spontanea nella mente
dei nuovi eletti, dei futuri travolti
dall'oceano volgare?
E abbisognano questi davvero
del segno della nostra vita
- i nostri scritti?

Un pezzo di strada fatta
un conforto nella tormenta
una luce improvvisa...

...e vedremo di nuovo le stelle 
prima che affondino
nel buio cosmico...

Un nuovo ciclo. 



martedì 27 gennaio 2026

Prendici gusto

 

Al mal prendici gusto - ché non passerà 
all'asfissia di noi sepolti
a districarti tra i rovi
alla non-vendetta e al non-amore
ai viaggi senza meta 
fatti di paludi e nebbie 
intralciate
che richiaman quelle interne
ai progressi che, lenti
duramente conquistati
fan sperar - come gli scorci
di vago calore grato e luce
al ritardo infinito 
all'indomito spirito 
di recupero e rilancio 
a chiederti se mai diminuirà 
il coefficiente di difficoltà della vita

Prendici gusto ad essere
l'uom che soltanto sei

fedele a te stesso

un giorno, avrai. 




A che si strappino infine

 

Che sono a me le persone?
Spine confitte tra le coste
cui parlo, in loro assenza
a spiegare anche l'ovvio
a che si strappino infine 
ma esse restano
fino all'oblio

Possibile un distacco 
definitivo e una dissoluzione?

Chi vive forte e male
invecchia prima
e non vuol più rivoluzioni 
né sbandamenti 
delle prime non godrebbe
i secondi li regge per abitudine
ma ne è stanco e ne risente

E basta vivere nel passato 
e per il futuro: afferra il presente 
che solo afferra, solo arraffa

Peraltro, la sfiducia nell'umanità 
è talmente profonda e realistica ormai 
da vanificare anche la filosofia 
e quel che ne può scaturire

La sommità resta sola
e non gioirà di figure umane
si allieterà di vento tiepido
o fresco, di qualche raggio
o suono

Non potei agire
causa i miei dissimili

siete la causa 
della mia verbosa teoricità 
della congestione mentale
del mio indebolimento
mortificato
di ogni spreco, dubbio, ritorno
di ogni amore tramutato in odio

Mi defilo, metto un guscio
mi avvio all'uscio
prima che mi tocchiate
mi assordo
guardo altrove


sabato 24 gennaio 2026

Quegli occhi stanchi vedranno

 

Ogni giorno, ogni notte
ti gridan nel corpo
le note taglienti
dei conti in sospeso 

il basso continuo
tragico 
di una vita impossibile 

che peraltro non interessa 
a nessuno - non risuonando
nella propria esistenza

userai lo scoramento e la noia
satura di imprese inappagate
come base per lanciarti
nell'ennesima ansa sistemica
strappando pezzi di vita e di normalità 
in giornate che rinnoveranno i dubbi
il fuoco, le critiche, l'angoscia 
l'ira impotente
e rilanceranno l'impresa interrotta
a concludersi nella vecchiaia:
quegli occhi stanchi 
vedranno la gioia
di un'alba finalmente incipiente

non è possibile essere
totalmente postumi 


mercoledì 21 gennaio 2026

Non possono spegnersi

 

E spento il sogno, credea la realtà 
poter affrontare ed aver accesso
a una fetta di gioia e di libertà:
pensavi davvero ti fosse concesso?

Più nessun ti cerca, e anche lo facesse
il nero disagio si farebbe sentire
presto - ché le forme son sempre le stesse 
strideranno in te fino all'imbrunire

Sembravi l'impresa non poter servire
esaurite la fede, la forza, il coraggio 
e che ciò ti potesse ora convertire,
a gustar ad ottobre il sole di maggio

Non è vero: qui si fa solo più dura
se anche più debole, sei sempre tu
nel profondo avulso a tutte le regole 
che iniziasti a ledere in gioventù 

La stanchezza svantaggia su entrambi i fronti:
l'adattamento e il fiero lottare
e su entrambi hai dato già mari e monti
che fare ora: proseguire o mollare?

Se molli, rinuncerai per sempre 
a quel mondo che ancor non ti ha dato nulla
a goder dell'amoroso frangente 
e alla vita sociale, per quanto fasulla

Se prosegui, stai in tensione continua
strattonato tra due tendenze opposte
che entrambe ti stancano - e la cinica linea 
del tempo dà previsioni fosche

Non otterrai molto né di qua né di là 
sono due compiti impegnativi
tuttavia la rinuncia ti spegnerà 
non siamo morti finché siamo vivi!

Acerbo, un amico, mi disse chiaro
che se grande volevo esser stimato 
non potevo starmene sol nel mio faro
ma immerso nel mondo, normalmente impegnato

Doveva pensar, che le vite normali
non son prive di gioie e soddisfazioni 
né di serenità, hanno meno strali
e non sono sfasate le loro stagioni

Ci avrei fatto la firma, alla torre d'avorio
dove avrei avuto un daffare infinito
purtroppo, ho vissuto nel circondario
e mi son consumato come un fiammifero

Le mie opere non son spendibili adesso
se non voglio darmi una badilata
sui piedi - ma il fato cammina perplesso
e rinnova i suoi dubbi ad ogni tornata

Troverò mai un valido scoglio
a cui possa tenermi aggrappato
sebbene sia chiaro che quello che voglio
in un'altra epoca ho convogliato?

Troverai gusto al pensiero e alla lotta
che non possono spegnersi, fino alla fine
diverranno quattordici i tuoi sette in condotta
e godrai del vento che spetta alle cime. 



venerdì 16 gennaio 2026

Sotto il tappeto

 

Non si vedon chiaramente 
ma si avvertono
polveri urticanti
spazzate qui sotto
da stanca debolezza
da finta accettazione
da inedia di vita
da senso d'impotenza

E sono...

violenze inaudite
raggiri
verità capovolte
ridondanze immonde
vuoti infernali

Eppure...

devo a questo tappeto
l'attuale sollievo esistenziale 
e la possibilità di stare
in mezzo alla gente
sentendomi meno estraneo
e tormentato dal fastidio 
rancoroso

Avevo ragione,
ma quella strada 
è senza uscita.


martedì 13 gennaio 2026

Ti dice il mattino

 


Non ti condanni una notte infame
il mattino ti dice
che l’ossigeno non è finito
vi son forze residue
e la struttura può reggere
ancora che accorto
la devi trattare

che certo la vita diretta
va messa davanti adesso
ma causa non è proscritta
e tutta proseguirà

che i più gravi incidenti di percorso 
furono le più empie scorrettezze
da parte di miserabili 
sopravvalutati

non è impossibile liberarsene
né vendicarsi

ma profonda è la radice
che devi scalzare

e ti glorierai 
di imprese uniche
acerbamente intraprese
d’istinto

ti dice il mattino, e il ricordo
che l’avanscoperta ardita 
ha vantaggi e svantaggi
come l’attesa osservativa
che si protraggono nel tempo
sinché la partita non sarà finita

e non temere l’incompletezza
agguanta tutto quel che puoi

i tempi morti 
possono diventare vivi

riposati ma
non sentenziare la fine
non ho sentito la campana


Saggezza d'anime logore

 

Ferita, la saggezza si rassegna
a comunicar meno, già sapendo
che ben diverso quadro si disegna
nella mente di chi ti sta ascoltando

Giustizia non sa rendere a sé stessa
l'anima - scordando il suo passato
non può ottenerla da persona esterna
che non lo sa, e non ne è interessato 

Rimpiangere l'ignavia mai avuta
è appannaggio di anime logore
figlie dell'audacia assai punita 
di troppa serietà, da tempo immemore

Distenditi: tutto si spegne in fretta
anche questo dolore preoccupato 
di nuovi torti che la mente inetta 
pensando il falso, gli abbia rifilato

E ancora t'intrattieni con te stesso 
in qualche luogo un poco caloroso
che possa conciliar l'impegno messo
a rivoluzionar un mondo inviso

Impara dalla storia e dalla vita
a non contar su terreno cedevole
non vuol né può elevarsi mente piatta
chi è alto vien travolto dalla plebe

Camuffati e serpeggia astutamente
non meriti altre notti disperate
la rabbia nera, che nessuno sente
oppur ne pone cause travisate

Speranza di rimetter tutti quanti 
al loro posto, un giorno - è infondata?
In ogni caso, non si può esser santi
per sempre: vita vuol essere grata.





venerdì 9 gennaio 2026

L'amore

 
Soffocato sotto una coltre squallida
Schiacciato da una menzogna
Perduto nei meandri del passato
Appesantito dagli anni
Gelato d’indifferenza
Deluso e ingannato
Spento dalle imperfezioni
Intorbidito dalle impurezze
Bruciato dalla gelosia
Nero di rabbia
Guastato dai torti
Umiliato
Traslato altrove
Appeso ad una canzone
Aggrappato a un paesaggio
Scordato e reinventato
 
Sopravvivrai


Talmente forte

 

Il mondo è fuggito
seminandomi
nel suo immenso 
prepotente degrado 

smettendo d'inseguirlo
ho forse salvato l'autunno
della vita - che già pone
tinte invernali 

sono ambiguo di nostalgia
e sollievo 
è comunque dura 
venire a patti col nemico 
che ben poco ti concede 

mostri vecchi e nuovi 
dentro e fuori sono
ma il karma esiste

e la tragica ira
per l'universo che mancò 
devo gestirla in petto 

non posso rifilare 
agli inferiori
le circostanze che li inchiodino
alla loro statura

devo essere talmente forte
da vincere lo stesso