Non ti condanni una notte infame
il mattino ti dice
che l’ossigeno non è finito
vi son forze residue
e la struttura può reggere
ancora che accorto
la devi trattare
che certo la vita diretta
va messa davanti adesso
ma causa non è proscritta
e tutta proseguirà
che i più gravi incidenti di percorso
furono le più empie scorrettezze
da parte di miserabili
sopravvalutati
non è impossibile liberarsene
né vendicarsi
ma profonda è la radice
che devi scalzare
e ti glorierai
di imprese uniche
acerbamente intraprese
d’istinto
ti dice il mattino, e il ricordo
che l’avanscoperta ardita
ha vantaggi e svantaggi
come l’attesa osservativa
che si protraggono nel tempo
sinché la partita non sarà finita
e non temere l’incompletezza
agguanta tutto quel che puoi
i tempi morti
possono diventare vivi
riposati ma
non sentenziare la fine
non ho sentito la campana
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