Di tormento fatal non s'è mai spenta
fiamma dell'uomo acuto di vedetta
nemico d'ogni scricciolo che menta
e mai consumerà la sua vendetta
Verso una verità ch'è sempre incerta
e incerto un mondo, che pur non vedrà
alacre nel lavoro e nell'allerta:
cosa mai lo può spingere colà?
Il non poter gioire altrimenti
per via diretta - o truce un superego
che non giudica inutili i tormenti
e vieta sopra liete vie il ripiego?
Per me, entrambi - e sentivo la vita
andarsene da me, temendo il peggio
il non gustarne goccia nemmeno differita
ed il sentir s'è spento lungo il viaggio
In veste poi di squallido fallito
viaggiasti tu dinanzi ad occhi ignari
e d'altri disonori insignito
fosti - nella torma dei rancori
Mediocri poi ci chiaman "presuntuosi"
se avessero segnato su un milione
UNO dei nostri gol miracolosi
lo avrebbero griffato sul giaccone
In vita non si son mai fatti male
son pronti a ingigantir le loro inezie
e in cambio voglion gloria militare
risarcimenti, premi, ruoli e grazie
Tu staccati da tutto, a un bel momento
non puoi viver col loro fiato immondo
pervaso nel tuo spirito fecondo
terribile è l'invidia del talento!
E dopo tutta la devastazione
sigilla il risultato conquistato
l'azione della penna, la penna dell'azione
direi che a sufficienza hanno parlato
Seguir col bavaglino ogni infante
per sua natura aduso a sbrodolarsi
e farla fuor dal vaso di frequente
è impresa alquanto dura a sobbarcarsi
Serpeggia e punta quieto a un isolotto
il cui clima ti aggradi e ti distenda
che odori di vaniglia e di biscotto
e invitaci qualcun che a te ci tenga.
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