Lungo il sottobosco dell’anonimato
sembra io possa vivere ed anche creare
ma il mio nome fu già talmente oltraggiato
che presidiano in me le sostanze più amare
taglia l’intollerabile pregiudizio
e l’attornia il mortorio della vita mancata
nessun può sapere chi sia questo tizio
per la strada che solo ha imboccata
mai non fu simile l’umiliazione
poiché più radicale era l’intento
in un uomo di lettere – e la frustrazione
richiese catarsi di più alto cimento
costante e precisa l’annotazione
della vita che bramo, della morte che sento.
Nessun commento:
Posta un commento