Islanda
arcobaleno sotto la cascata di Skogafoss in Islanda
lunedì 7 ottobre 2019
La vita è fuori controllo
Son sempre stati, Coraggio e Fatica
rimedi alle colpe dei subumani
che con la loro inutile vita
consuman del nobile il cuor e le mani
Ma quella che appare determinazione
già muore domani, per la comparsa
il mutamento di una condizione
la forza maggiore d'una circostanza
E ciò che allettava non alletta più
ciò ch'era ben fattibile è improbo:
non fare pronostici, non farli più
non proclamare uno scopo ed un modo.
Squarciano il velo di Maya
Il clima ostile dentro il corpo
chiede più forza - o forti calmanti
note gentili che trovino posto
tra sterpi urticanti
Dei sensi sorgono anuovo le istanze
che li vedevan sopiti
traggono nuove speranze
ma ti riportano ai dubbi infiniti
I vecchi parlano di soldi e d'acciacchi
noi ben di cosmici sogni e battaglie
che son reali - e rendono fiacchi
ben pria del tempo che cadan le foglie
Quel che ci han fatto storicamente
è sì profondo che lungo nel tempo
dobbiam protenderci analogamente
già, fino a raddrizzar tutto quanto
Ma questa vita è un insulto alla
stessa
ad ogni passo mortificata
e non scordarti la vera premessa:
l'aver la sfida accettata
Versi ti affrancano per mezz'ora
poi devi darne dei nuovi
sai, non ne arriva alla gente una sola:
ma l'importante è che ti muovi
Smagali tutti, smaga anche te stesso
almen capirai fino in fondo
quanto profondo è l'umano cesso
non nutrirai più illusioni sul mondo
Ecco perché il passato è al sicuro:
rende sensibile nel presente
ogni ingiustizia, ogni punto scuro
sicché d'indagarlo un uomo si sente
Questa tormenta interiore
ben ne riflette migliaia
realmente avvenute: l'odio e l'amore
squarciano il velo di Maya.
Se solo avessimo percezione
Bollon gli orgogli delle
umane genti
gelosi d'ogni affermazione
che minima arraffino altri
talenti
il chiasmo è la suprema
passione
s'avvinghia alla vanità
lussuria
e d'ogni bene vuol fare
incetta
l'avidità – che nella
goduria
vuol consumare la sua
vendetta
abbiamo paura d'invidiare
ed invidiam chi non ha paura
o chi ce l'ha ed evita uno
strale
senza riceverne alcuna
iattura
se solo avessimo percezione
realistica della costante
bolgia
che agita i cuori delle
persone
aspetteremmo che il sonno ci
colga
poiché nessuno
sopporterebbe
ben la fittissima tempesta
di odi
che ogni confronto comporta
e crebbe
nel tempo, che ingrossa i
nodi
se ben li falci superbo
pettine
oppur che balsamo riflessivo
lento li sciolga – il più
dolce nettare
sembra arrivare soltanto
tardivo
eppure questo fa parte del
gioco:
sembra che fare giustizia a un uomo
sembra che fare giustizia a un uomo
sia farla al mondo, ed ogni
suo loco
or vendicato, conceda il
perdono.
domenica 6 ottobre 2019
Alle radici del male
Il grande spirito non può ignorare
per l'illusione d'esser felice
in questo spazio - le radici del male
ogni più breve strada è un'attrice
Io non mi adatto a raccoglier le briciole
del bene che vi appartiene
fari diventeran le mie lucciole
ne prenderò a mani piene
Se sol resisto nelle mie posizioni
io troverò il mio modo
di dimostrar con parole e azioni
che un pianoforte era intorno al chiodo
Se non lo faccio, io dovrò ammettere
che avevo sempre sbagliato
e poi perire tra le mie lettere
ancor da voi ingannato
Questa è la vita che accetto
il tempo non è un problema
solo conquisto l'oggetto
dell'ambizione suprema.
sabato 5 ottobre 2019
Ad uomo che è divenuto pietra
Invano potrebbe sorrider la vita
ad uomo che è divenuto pietra
perché tanto a lungo gli fu proibita
che dinanzi ad essa il suo cuore arretra
Così è il tuo corpo a cassare il dilemma
di cosa inseguir – riducendo la fiamma
che ora puoi osservare con tutta flemma
finire di spegnersi come quieta condanna
Quando hai finito di perdere hai vinto
finalmente libero dal rimpianto
sicché meno ambiguo e più impavido istinto
si rivolga alle strade accanto
Qui può cogliere i frutti dell'eterno giardino
cui sentieri spinosi proibivan l'ingresso
solo ai pusillanimi, il cui chiaro destino
è – morendo per sempre – vivere adesso.
giovedì 3 ottobre 2019
Per gradi comprendendo ciò che è scritto
Se risoluto stavi per salpare
lieto d'aver mollato dei macigni
senza temere più che lo scalpore
potesse ben distruggere i tuoi sogni
ebbene ora ti desti all'illusione
l'ennesima - che alcun ti possa dare
una fetta cospicua d'attenzione
oppure legger senza sbigottire
Vivono su altri piani, e ancora a lungo
staranno all'abitudine ancorati
violenza delle idee alle quali tengo
darebbe adito ad esser violentati
Ma allora qual sentiero resta ancora,
di suoni melanconici agghindato,
se non che fino all'ultima tua ora
devi restare solo e sciagurato?
Di già avvertito, un calo di passione
sì per la vita, stava ad allentare
di ciò che era già perso la tensione
e a perder si poteva continuare
sempre più fiacca è la reazione attiva
più spenta la fiducia che ti veda
prendere in mano la stagion tardiva
dandole finalmente un'altra piega
Io sento il fato muoversi in me
darmi sentore degli oscuri piani
che cinico rimugina tra sé
quando e che sbocco dare a sforzi umani
Indomito vivrò alla giornata
per gradi comprendendo ciò che è scritto
già nella tua natura contornata
da mondo alien che ancor non ti ha sconfitto.
mercoledì 2 ottobre 2019
Devo svuotar la brocca
Svuota la volontà
si pretende il mondano
la soggettività
l'avere roba in mano
Senza contropartita
la virtù si rifiuta
d'essere buona e ardita
e si ritira muta
Immerso nella melma
sempre condizionato
forzato nella calma
sempre più avvelenato
Sotto la mia coscienza
vivono dei ricordi
d'umiliazione immensa
non ti stupir se mordi
Voglio sia guadagnato
il mio arrivare in cima
che ogni strapiombo ingrato
abbia un'inversa rima
E sono così stanco
già, di rimare a fondo
non darebbero un franco
ai terreni che sondo
Superficialità
chiama il tuo motoscafo
sguazzare in libertà
prender la vita a sbafo
Non mi servite più
fratelli della penna
sono andato più su
con la mia antenna
E sono stanco già
di quel che ho scritto io
bramo la voluttà
che non sia più sol mio
Devo svuotar la brocca
dentro ai vostri vasi
vuoti - e che sulla bocca
parlino le mie frasi...
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