Islanda
arcobaleno sotto la cascata di Skogafoss in Islanda
domenica 1 luglio 2018
La linfa del mondo
Nella gelida afa
della vita
s'inerpica il pensiero
ad un luogo temperato
- srotolato il gomitolo
della Giustizia
attendiamo la fine del gioco
ma non ancora, no
non ancora...
troppi nodi in sospeso
allungano fiero il tempo
Se c'è la debolezza
esiste la forza corrispondente
se esiste il dubbio
esiste la certezza
tutto ciò che raschia
può accarezzare
ogni piaga garantisce
che si può esser sani
Laddove il sole splende
- agli antipodi
s'accumula l'odio delle tenebre
che prepara la tempesta del secolo
Ora, il sole non può che badare a se stesso
se non vuole anticiparla, ma la minaccia
esiste inesorabile
Le tenebre non possono che
volgere gli occhi a lui, per non perpetuarsi
La paura è per il sole
razionale premonizione
se non ha sconfitto ogni buio
La Paura e l'Invidia
son la linfa del mondo
senza di esse
non si nutre la vita
coltiviamole noi
fino in fondo.
mercoledì 27 giugno 2018
La virtù che dona
Io saprò dare splendente
da una landa disperata
ciò che tu vuoi e non chiederò niente
sarai tu a scegliermi grata
Ché più sei nero di sventura
meno attrazione raccogli
già ai più deboli fanno paura
i letterari tuoi figli
Così sarò lindo e non renderò grazie
proprio a nessuno, ma all'animo mio
tratto i macigni, già, come inezie
e senza voce, canto da Dio
Mi assiderò su quel seggio
mai non importi se un giorno cadrà
sono cresciuto aspettandomi il peggio
prima mi voglio colà.
Dalla sua nuvola
Vi erano tutti gli ingredienti
della musica più inascoltabile
che più offende il timpano
e lacera il petto
avevo ragione, mi avevano torto
lei si rivelò nascondendosi
tutto di lei ho percepito
sì, tutto quello che giace stagliato
sul bieco specchio nemico
la pioggia di vetro ed il vomito
giungono a frotte ogni giorno
rosica l'empio castoro
le mie interiora in subbuglio
ride nel cielo e colpisce
il dio-cane, dalla sua nuvola
usurpata
guasta ogni ora, ogni viaggio
non vi è pietà - per milioni di anni
che io possa mostrare.
Sulle vie del vero
La cima scabra induce a mollare
dove l'impresa supera il cuore
per qual motivo vuoi rilanciare?
Giù, non si spegne il dolore
Giocala accorto, però in attacco
ché la soverchia pressione tempesta
di pallonate dritte nel sacco
chi sta in difesa con l'aria un po' mesta
Se te ne accorgi, ci sono strade
su tutti i lati ancora imbattute
devia i fendenti delle lor spade
che non colpiscano anime nude
Più non immergerti in pozze urticanti
non trangugiare il loro veleno
convalescente, i tempi son lunghi
soffri convulso fino al mattino
Filtrano gli occhi dell'inferiore
ben tutti i tratti più nobili e belli
quello che resta è malvagio squallore
braccato in gabbie d'uccelli
Non devi star sullo stesso piano
dove si muove l'ingrato armento
ma su di lui influir da lontano
presso di lui, deperisce il talento
Dove non soffrono per la mancanza
sì di sensibilità e ragione
posson marciare con fiera costanza
le buie strade dell'imperfezione
Là dove colgono ciò che è sbagliato
manca però creativo il coraggio
e segreta invidia che lo avesse notato
in noi - lo punisce ad ogni passaggio
Ciò che in passato mettemmo in campo
fu però intrepida esagerazione
ci portò ad esser divorati dal cancro
ossia dell'imago la deturpazione
Stupro, sevizia, dileggio, omicidio
quella subì senza alcuna rivalsa
conobbe i dieci stadi dell'odio
proporzionali a quanto fu falsa
Sa, chi combatte, di poter morire
chi non combatte, sa che è già morto
perso nel regno del divenire
prova tu a divenire più in alto
Non perder più tempo in luoghi ingrati
dove raccogli soltanto la feccia
di chi ti odia per aver smascherati
tutti i difetti della sua faccia
Ci sono crimini che l'uomo paga
ben dopo averli commessi
poi ci son quelli che si pagano prima
giustificando gli accessi...
...a luoghi santi e alle vie del potere
pionieri delle rivoluzioni
plasmano il mondo al loro volere
e non ci son discussioni.
Ogni altro è un pozzo
Deboli amici ti lasciano
pavidi al gelido tocco del degrado
che ti avvinghia
intatta virtù sottostante sorregge
la cupola amara
morte narcisa fa troppa paura
ché niente più taglia
e dopo lo schianto tremendo
arduo è tornare in pista
a correr più forte di prima
Vita mondana, mezza agognata
mezza respinta
essa teme la tua insufficienza
di uomo e di saggio
indomita brama
infinita sapienza
per conciliarsi alla causa suprema
Quieti ignoranti hanno fatto la storia
e ciò che studiamo non è adamantino
se tutto dedichi al loro racconto
scriverai il tuo seduto alle carte
protagonista d'inchiostro
proiettato in un fiume, sì
dal prossimo Uomo
tutto trascinerà con sé
quel flusso di estrema coscienza
nessun può negare
il valore di quel libro
che sta nel suo costo di produzione
ma chi può scucirlo,
e a che la storia ti vuole?
Quella vita in ribasso è
rimpianta ma quieta,
quell'altra è tagliente ma
più affermativa
ignara può infrangersi
in un disastro, dopo il segno
che non mancherà di lasciare;
la prima più cauta può costruire
e restare delusa come
mille altre volte
dal verbo triste e mendace
e per perseguirlo
dovresti esser Conte...
Uom si preserva, uomo s'immola
volontà di vincer, però
è una sola
un passo ardito, uno paziente
cercherai pietre solide
su un terreno traballante
per guarire davvero
non si può essere precipitosi
ma la vita non aspetta
si digerisca il mondo
che si espande indomito
nei suoi errori
ed i suoi riflessi assorbe
la carta.
Si conferma che il gioco
non val la candela
cogli i nodi cruciali
l'essenziale sapienza
Crea qualcosa di nuovo
di cui sai tutto - non puoi
rispondere d'altro
Ogni ALTRO è un pozzo
senza fondo, in cui annegare
eterni: ma di TE sei il centro
e la periferia. Sei tu il senso
della tua storia - sarà qualcun altro
a darti un senso.
Come può il condor
Come può il condor cantare ancora?
Sta appollaiato tra le sue ali
Avvolgon le spine stipate in lui
come può dispiegarle tra roveti mortali?
come puoi pretendere
di sublimar l'orrore
senza che traspaia la sua sostanza pura?
Orrida e corrosiva, senza pietà alcuna
si può soltanto convogliarla laddove
può esser se stessa e non danneggiare
ossia nelle fogne dei bassifondi
non più su un palco
o stagliata nel cielo
Ti contaminarono del loro marciume.
Invidia prevalse su ogni altra cosa.
Finché non compaia nel quadro
mano invadente, criminale ed estranea,
chiara e fumante nel suo delitto, io non avrò pace.
Poiché intero non sono
poiché non sono me
Affibbiate gli orrori
ai loro loschi responsabili
t'ammala, ti droga, l'empio invidioso
tarpato sul nascere egli ti vuole
svergognato in eterno
di stecche indelebili
prendi fulgida nota
delle note che stonano
perché tue non sono
e non far entrare più nessuno
in studio di registrazione.
lunedì 14 maggio 2018
Risponde ambiguo il tuo sguardo
Se Tradizione ancor si conserva
ossia il Talento più l'Esperienza
vede i suoi tratti l'uomo che osserva
quanto è sottratto alla decadenza
Non pensar d'essere sola virtù
tanta è perduta in anfratti neri
circondata dal male, vive quaggiù
devi cercarne i sentieri
Non angustiarti, non gemere invano
di falsi amici, terrificanti
tutte le scorie del genere umano
hanno gli antidoti conseguenti
Scorre la vita tra le schermaglie
vuol la sua pace, ad aversi completa
ma il mondo ostile, con le sue maglie
ancora lo vieta
Ti prendi impegni in percorsi mondani
malati d'ingorgo e di stupidità
poi te ne sfuggi in luoghi montani
dove respiri la libertà
Son da riconquistar le pianure
smaniosa la vita, si vuol precedente
ma senza correggerne le storture
come puoi esserne libero amante?
Difetti tuoi, figli del mondo
limali tra ciò che resta
nobile in lui - sbagliato nel fondo
giocagli carte d'artista
Ciò che desideri è vittima ancor
sai del potere e dei suoi meccanismi
porta dalla tua parte l'amor
nuovi saranno i suoi crismi
Alle richieste del Sacrificio
risponde ambiguo il tuo sguardo
accetta il dolore, ma del beneficio
vuol trangugiare il lungo ed il largo
Ciò pare giusto, ché vita piena
deve conoscere il bene ed il male
proporzionati sopra ogni schiena
l'uno nell'altro devon cambiare
Non mi son visto bene sul podio
a illuminare il popolo oscuro
però non vedo altro rimedio
meno improbabile e duro
Forse hai già fatto gli straordinari
forse ambizione più estrema non vide
uomo - e i suoi prezzi pagò morali
"ma il suo coltello un'epoca uccise".
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