Islanda

Islanda
arcobaleno sotto la cascata di Skogafoss in Islanda

lunedì 15 marzo 2021

Rane bollite


Giacciono intonsi i libri 
oscuri attendono i video 
già che il mio spirito migri 
dal regno della stanchezza e dell'odio

per ritornare su dessi 
trovandoli interessanti 
nutrire sogni indefessi 
scolpir teoremi edificanti 

invece non ne ho intenzione 
se anche l'avessi, non ci riesco 
non vi sarà una quinta stagione 
da questa trappola, io me ne esco 

fino a che dava piacere, è un conto 
ora è fatica frammista a noia 
aggiunte alle dure pene che sconto 
per mano dei miei eterni boia 

e siamo tutti rane bollite 
ci hanno sfiancato poco alla volta
fermi, o vaganti per strade infinite 
nessuno di noi può guidare la svolta 

me ne giochicchio ancor con le parole 
il male è stato soltanto scalfito 
nessuna vittoria, vera o morale
nella realtà, e neppure nel mito. 




Lentezza esaspera ma non dispera


Anse piacevoli attraggono
 - stia la saggezza nell'assecondarle?

In fondo basta che il piacere 
sappia stare in piedi 

Rifugiandoti in superficie 
puoi star bene senza giustizia 
 - insani ancora gli strati profondi 

E tutto il grande stride 
con la stanchezza 

Ci vogliam belli e ricchi
per una mondana libertà 

ad affogare vecchi dispiaceri 
forse indelebili 

E ancora lo stupido mondo
rallenta e complica 
le cose più semplici 

E nuovi conoscenti 
chini a qualche tradizione 
son leggeri e ottimisti 
nel preconizzare vicina 
la fine dell'Era Oscura... 

Io vorrei dar loro ragione 
ma non son così facile
a cadere in tranelli

Magari salvezza non spetti 
ai miei neuroni e all'impresa 
esistenziale... E qualcuno vegliasse 
su di noi

Solo spegnersi la coscienza 
e abbassare il tiro 
posson dar sollievo 
a casa mia 

Quasi tutto ciò che è esterno
è a me enigmatico nemico 

Ma la barca di nuovo ha intuito
nuove rotte per nuovi approdi
come ha sentito un poco di carburante 

Sempiterna angoscia del tempo che passa
e di essere compromessi per sempre

Come uscire nuovi da questa 
crisalide? Lentezza esaspera
ma non dispera. 



lunedì 8 marzo 2021

Poesia non sia più


Tardivo impara l'animo stanco
a men mostrare il fianco 

Voglio che questi oggetti parlino di sé 
senza celare il Male 
o almeno ch'esso
non mi appartenga
vi ponga al massimo
artistica benda 

Poesia non sia più 
diario d'inferno

Missione è finita
ancor gira la ruota
d'inerzia acquisita

venerdì 5 marzo 2021

Sonetto del passato


Qual concezione più irresponsabile
quella del dire "il passato è passato"...
qualsiasi evento, anche il più "immemorabile"
il suo bravo solco, in noi, ha lasciato 

ogni amorevole gesto mancato 
ogni ferita, ogni eccesso o difetto
ancor condizionano la nostra partita
si ritrova il domani sofferente ed inetto 

perciò non ti stupire, se ti guardi indietro
viaggia il pensiero nel tuo storico corpo
che contiene tanti pezzi di vetro

tu devi estrarli, aprendoti un varco
o il tuo presente sarà sempre tetro
disturbato da incubi di legno morto. 

giovedì 4 marzo 2021

Due con una fava


Vivi, a sventare la crudeltà 
cieca di lui e di lei che t'odiano
non dèi morire di falsità
delle sue onde che turpi assediano

Né puoi morire di vita monca
o spenta e uccisa sul principiare
di quella offesa, sfibrata, stanca 
che non si vuole far respirare

Devia e circonda quei blocchi neri
ci sono strade che tornan vincenti 
dove siam belli ancor - siamo fieri
giammai delusi nei nostri intenti 

Se colpi anomali metti a segno 
di una bellezza terrificante 
sospetteranno che ciò sia segno
di una gran forza sottostante 

qualche fattor che ti han messo contro 
o sempiterna una malattia
che ti piagava dentro il tuo antro
insomma che colpa non fu mai tua 

che quindi immenso deve il riscatto 
restituirti ogni ben perduto 
fuori da ogni concetto astratto 
limpido vincitor assoluto 

Passino i canti sul foglio
ma non cantar troppo presto 
distingui ogni grano dal loglio
ché il tuo successo dev'essere onesto

Fretta fa parte del gioco 
ma anche l'antidoto tieni 
fino a che avrai lume fioco
avanzerai su tutti i terreni

Mancano vesti conformi 
scaldati sol con le tue
saran più belle delle loro uniformi 
con una fava ne piglierai due. 


mercoledì 3 marzo 2021

Sol la tua forza ti fa strumento

 

Come tener parole composte?
Sembra finito anche il loro tempo
l'amaro in bocca, le pene imposte
guastano anche l'istinto del verso

Due volte indegno ti fan sentire
disavvezzo ad altro, sdegnato di questo
e di Filosofia, che non può finire
stanca di se stessa - lo sguardo mesto

Quante strade prendesti in considerazione
già con mente e corpo ti avventurasti
per poi confermare la tua avversione
carezzando al verso futuri fasti

Sembri or maledire anche la lunghezza
della vita - quando non sai che fare
forse abbandonato dall'arte stessa
solo fier di ciò che le sapesti dare

Stramazzar sul limite, cadere improvviso
ora che si staglia l'angoscioso limbo
che separa il mondo dal poeta inviso
quasi lo vorresti, capriccioso bimbo!

Ma è ancora lui che ti viene incontro
grazie alla sua cima, tu non affondi
torni sulla barca, a remare contro
questo regno e tutti i suoi vizi immondi

Lui, che suggerisce nuove direzioni
alla vita e alla penna, nuovi esperimenti
mantenendo salde le posizioni
guadagnate allora dai tuoi cimenti

Tu non devi cedere allo scoramento
su sentieri alieni non ritornare
solo la tua forza ti fa strumento
del mirato sogno: il passaggio epocale

Fu l'intorno a guastar le tue opere prime
non ti diedero il tempo di scalpellare
tutti i lor difetti - e ad estreme cime
passo più prudente ti dovea portare

Hai lanciato lassù la tua rete intuitiva
mentre sempre più in basso la tua vita cadeva
e così la tua immagine - alla deriva
come sol lo stolto la disegnava

Cerca nuovi appigli, su queste pareti
di degrado sistemico, di anime stanche
ignora il giudizio degli analfabeti
non ti seguon neanche

Pensa chiaramente che il peggio è passato
serve accortezza, più che ardite prove
fortunatamente, ieri non sei nato
cerca ad ogni porta la sua propria chiave

Cogli la potenza ancor necessaria
a muoverti lieto nel labirinto
che ti porterà a respirare l'aria
che in codesta vita non hai attinto. 

Non salire su cattedre instabili

L'occhio del male
talvolta ammicca amichevole
si perpetua il suo tocco
maligno

Ma il ricordo di quel monologo
teatrale non puoi seguire
che ti spingeva a giocare
le tue carte malefiche 
per vivere un poco
incurante a ritorsioni

T'intrappoli ad essere ciò che non sei
a ciò che è troppo tardi o presto per essere
ad esternare la tua volontà - contro
qualcosa di immensamente più forte 

La vita sembra fuggire da tutti i cantoni 
braccata da cento paratie 
così ti sembra di non poter più attendere 
nemmeno all'opera tua
sì stanca e svogliata omai

e vuoi rubar la palla e giocare ma... 

Un mondo che finisce lentamente 
lascia sempre spazi tiepidi e freschi
e se la fine è già segnata - a che contrastarla?
Poi, di può solo risorgere... 
ed è vero male se non ci sarai?

Peraltro non vuoi - dar nuova vita
a paese che te la sottrasse 

ricorda il monito della stilla 
d'ipocrisia
c'è ancora molto da imparare qui
non salire su cattedre instabili 

Un finale romantico va comunque goduto
non ti gettare anemico negli scabri pozzi 

non aver nausea, confusione, vergogna

ancor devi ammendare vecchie scelte
ancor guarire devi - e compensare

potenziali sprecati si traducono in leggi

eviteranno a molti di perder se stessi

ma lo vuoi davvero?

Questa calma emotiva è strana
preoccupante: cosa si è posato in noi?

Potrà mai ridestarsi appassionato?