Islanda

Islanda
arcobaleno sotto la cascata di Skogafoss in Islanda

lunedì 7 marzo 2016

La fune



Saccheggiate e buttate come sabbia nei venti
son le nostre energie dentro questo teatrino
che ci insegna il suo modo d'impiegare i talenti
ma non sa quanto è triste lo spettacolo ameno

usa qui un vaso antico come casseruola
piega tutto alla logica del bieco interesse
taglia i fondi ai migliori, del mercato la scuola
viva la quantità, e la cultura alle masse

necessaria virtù d'acchiappare farfalle
con i trucchi più squallidi di un adulto bambino
che non può fare a meno di contar delle balle
è sorreggersi oggi in questo giardino

ma impetuoso è il vortice che ci chiama all'appello
così tanto che aneli di abbandonare
ogni cornice critica all'inviso castello
nuotar nella corrente, per non sprofondare

ma il castello sprofonda sotto i nostri piedi
siamo tutti portati a crescere in larghezza
non a ristabilir di ogni cosa le sedi
giacché la civiltà perfeziona in altezza

la politica avalla del pensier la pigrizia
e gradiscono i molti questa benedizione
poi lamentano i danni - il tizio e la tizia
senza però discutere la lor direzione

tuttavia non potrebbero, se non han coltivato
alcun frutto proibito che s'ingrossi nel tempo
giacciono in un presente mal digerito
ed aspettano interpreti del loro scontento

ma poi sono restii a sentir le risposte
niente è mai più aborrito del retto pensare
preferiscono accogliere nuove supposte
e restare fedeli a una linea formale

anche quando la fame sarà sulla porta
non è ancora qui l'ideale che sfonda
ma l'astuto oratore che lanci una fune
promettendo più cibo sull'altra sponda





sabato 5 marzo 2016

Distici della saggezza


Informo gli arbitri delle partite
che le barriere sono inserite

informo le orecchie del grillo parlante
che ho acquistato del nastro isolante

imparo da un mondo più vecchio di me
a profittar di quello che c'è

apprendo da quelli che stanno lassù
com ci si arriva partendo da giù

più delle cronache dei giornali
assorbo il plancton che sta nei miei mari

più del rimpianto di forze passate
mi abitan terre - inesplorate

pria mi distendo nell'abbandono
poi mi riprende un pensiero di tuono

allora fantastico nuovi rilanci
invece di attendere il corso dei tempi

dimentico quello che mi hanno fatto
con la turpe scusa ch'io fossi matto

e per tutto quello che è stato prima
tanto fu abbietto che non trovo una rima

non sai quanto in basso si possa arrivare
con l'incapacità gestionale

non sa quanto solido riluce il castello
se a governarlo ci metti un cervello

ma accetta che pochi, davvero ambiziosi
inneschino circoli virtuosi

e che legioni d'implacabili inetti
travolgano tutti i pregi in difetti

lascia ogni cosa alla sua deriva
calmo prepara l'alternativa

senza uno stolido attacco che incede
non è pensabile un contropiede

quanto a quegli alberi che ancor sono verdi
non puoi abbatterli chiamandoli "acerbi"

quando li affligga la brutta stagione
cadranno tutti con uno scrollone

sappi ora che non è mai troppo tardi
per diventare assennati codardi

i più lo son stati, ma privi di senno
ne è risultato al mondo il suo danno

ma se sei l'unico, devi esser divino
a dir Pane al pane e Vino al vino

se sei umano, finisci affamato
ed ebbro del mosto in cui ti hanno affogato

chiudi pure la stalla, con i suoi steccati
se anche i buoi sono già scappati

magari ne sono rimasti un paio
e tu ci campi fino a gennaio

e sii più bonzo e meno guerriero
non basta il fare, ma l'essere duro

duro diventi quando l'anima è vecchia
prima non regge la catapecchia

lascerai tracce in fecondi scritti
di riflessioni e mostri sconfitti

scoprirai forse che meglio non era
possibile fare in un'epoca oscura

ti sei reso conto, circa i progressi,
quanto siam lenti a inseguire noi stessi?

quanto ci metti a risolvere quello,
a scolpire quest'altro, a mostrarti più bello...

a dominar ciò che ti affliggeva,
a fiutare al buio la strada di casa...

a render proficui tutti gli istanti,
a non cader vittima dei passanti...

a concentrarti su un obiettivo,
a riprendere il gusto di essere vivo...

su questa ridicola spoglia mortale
come vedi non molto si può contare

se le si chiedono grandi imprese
nove su dieci saran disattese

molto ti elevi più nel Concetto
puoi teorizzare un mondo perfetto

dove gli esempi di oggetti reali
tendano intrepidi agli Ideali

solo dall'impeto di questa tensione
c'è stata lotta e fiera afflizione

ma hai debellato quella più dura
laddove hai appreso la tua Misura

lo disse Socrate: "conosci te stesso",
aggiunse un cinese: "e il nemico appresso"

<< il generale che meno sbaglia,
prevede l'esito della battaglia >>

cosa obiettare, a quei due geni?
Son la misura di quello che ottieni

è confortante, così da lontano

che io abbia loro stretto la mano.  


sabato 27 febbraio 2016

Il mio nuovo cappello



Una nebbia indolente avvolge le mie parole,
mi divincolo per descrivere limpido un oggetto scabro, insulso, deforme.
La parabola della forza vuol essere scritta di nuovo,
ma gli interpreti dicono per esperienza che non si realizzerà.
Lo spirito preferisce toccare le cose anziché penetrarle,
lontane dal nocciolo sembrano stridere meno.
L'ingenuità sia l'ornamento della bella che rapisce, il cavaliere oscuro
sarà ricambiato, per il suo mantello venato di tempeste, e poche saranno le parole.
Guardo lontano verso nuovi deserti e metropoli, ma sarà
il mio nuovo cappello ad affrontarli.


venerdì 26 febbraio 2016

Il percorso delle idee



Le Idee 

1) partono come forme a priori
2) appaiono come istinti frustrati
3) reagiscono come ragioni
   volte a ritrovare unità e forza
4) proseguono come azioni sovversive
5) si impongono infine come dogmi.

Penso che un uomo saggio



Penso che un uomo saggio debba avere
un'estetica presentista e un'etica futurista.

Mi spiego...

Devi utilizzare per la tua vita e per i tuoi lavori
gli strumenti più evoluti che ti offre il mercato,
e puntare con essi alla realizzazione di un'opera più evoluta.

Io vorrei far diventare obsoleto anche il MERCATO,
imponendo politicamente questo criterio.

giovedì 18 febbraio 2016

Torrente



Per un nuovo rispetto - o per starsene quieto
dopo aver violentato le corde più vive
saprà forse il nemico tenere il segreto
che l'avendo coinvolto, gli ritorna ostile.

Ogni uomo, ambiguo, ogni ora vorrebbe
far sapere ogni cosa o sparirla nel nulla
giacché doppio è l'effetto che ne uscirebbe
nulla cosa non sei, ma nemmen così bella.

Han mai fatto gli eroi sacrifici silenti
senza aprire radure in cui gridano al cielo
per rivendicar debiti alle sordide genti
sì da far dubitar d'un agire sincero?

Ciò che umano ti rende, stona ben nel dipinto
però senza di esso, giammai si direbbe
che la forza di un dio ha superato l'istinto
che relega al suo pascolo l'ignavo gregge

Non l'hai preso per giusto, forse l'hai accettato
ma più grande è il disprezzo per chi se ne astrae
è già lui che determina il destino sgarbato
che sia polvere presto, è il compenso che attrae

Che di fronte all'effimera realtà della vita
ci sian ben sullo snodo due atteggiamenti
la si renda più atroce, per riaverla infinita
o la si goda più semplice, per passare silenti

La rinuncia è sempre una costrizione
te la impone quel mondo a cui non vuoi dar retta
se più retta è la linea della tua azione
pone oltre il suo campo la bellezza negletta

Con le quiete passioni si arrampica poco
ma nel cuore dei grandi sono solo quiescenti
quando un grigio paesaggio pone l'animo in moto
l'ha dipinto un pittore con i retro-tormenti

Quando un bimbo impara a fare di conto
gli si faccia presente, alle elementari
che due cose deve essere a pagarle pronto
i comuni difetti, ed i pregi rari

Gli si insegni adesso che non deve contare
su quanto di buono resiste nel mondo
poiché un luogo ingiusto non è lecito amare
si cavalchi la tigre, allor, fino in fondo

Non ho nulla da dire contro la furbizia
contro la prudenza, contro l'accortezza
ma diffido di chi accetta l'ingiustizia
e rinuncia a ciò di cui è all'altezza

Quel che manca oggi, o ci piaga immenso
non è stato mai costruito, il primo -
e il secondo è figlio di chi brucia incenso
ed imbelle attende l'intervento divino

Quando emergi talvolta alle superfici
fai un bel respiro e ti senti in colpa
non ci siano mai state morti e fenici
e di che ti lagni dentro la tua felpa?

Non aver paura di rivendicare
ogni minimo scorcio del tuo regno interiore
ogni vero sgraffio nel tuo camminare
che provenga da un empio, da un inferiore

Non spazzar la polvere sotto il tappeto
non dimenticare, non sminuire
prendi ogni appunto, anche il più inconsueto
conformista è la strada del tuo fallire

Insegui tosta l'idea più strana
pur che lei ti piaccia, purché fosse istintiva
togli i cento strati della buccia umana
e coltiva per tempo, la vittoria tardiva

Non ci sono psicologi, non ci son psichiatri
ci sei tu come uomo – e ti sai capire
sono nel tuo petto, del cuore gli atri
quelli del palazzo da costruire

Tu ti puoi nascondere, puoi aspettare
puoi diventar piccolo, debole e storto
non è sol te stesso – che non puoi forzare
ma ogni paesaggio onde ti sei sporto

Quando sei agli sgoccioli del carburante
ed i tuoi pensieri sono ormai in sordina
non ci puoi pensar più di qualche istante
però devi chiudere la quartina

Per cui questa è l'ultima, lo garantisco
ho già dispensato buoni consigli
a mozzar lo strascico dei miei sbagli
è la soluzione che preferisco.  

lunedì 8 febbraio 2016

Vano è inseguire un'altra bellezza



Quanti traditori giacciono nell'ombra
loschi responsabili delle ombre che genero
mi accompagnerà come epitaffio alla tomba
mente d'acciaio & cuore tenero

ma non son tenere le cose che vedo
né mai rispondono a virtù del pensiero
laide passioni per un pessimo credo
ed io mi sento tra loro straniero

ben poche stille di questa natura
entrano eroiche col nome di caso
a mitigare sconforto e paura
farti capir che non ti vogliono arreso

filosofia però impone una legge
non ci son regole universali
ben accettate dall'intero gregge
legge è la guerra contro gli ineguali

per quanto tu ti possa sforzare
di conoscere il vero e di darne istruzione
solo il fratello si può istruire
sugli altri chiama la distruzione

hai mica imparato i loro stilemi
l'educazione sentimentale?
Erano squarci di lame e problemi
psichici effetti di un fortunale

erano intrugli emotivi e processi
volti a riprendere il proprio assetto
era il consiglio di finire nei cessi
se non ti adeguavi al loro difetto

ma quando non sei più giovane e bello
se non sei mai stato quello che basta
a darti la gioia di essere in ballo
maledirai la causa o la pasta?

saranno poetici, ma anche molto tristi
come elegie di campi sfioriti
i memoriali di tanti artisti
logori al mondo, per i suoi attriti

la torma dei dubbi non ci abbandona
ancora dovrà danzare impetuosa
però una cosa suggerisce e dona
che forse la penna è miracolosa

essa non costa fatiche immani
passione ci allena sempre volentieri
a ragionare i dilemmi umani
e non serve la stoffa dei condottieri

se Omero pensava di dover essere Achille
per poter scriver di lui sicuro
appena spente, le sue scintille
non avrebbero acceso d'arte il futuro

sii dunque lieto di spegnerti adesso
ti mostra il fato se sei all'altezza -
come puoi non esserlo di te stesso?
E vano è inseguire un'altra bellezza.