Islanda

Islanda
arcobaleno sotto la cascata di Skogafoss in Islanda

giovedì 21 maggio 2020

Odore di libertà

Diritto avresti di spiegare le ali
senza tempo
Di scrutare le città concettuali
individuando un fine
e un ingresso
Dovresti pretendere il piacere di conoscere
e di conoscere il piacere
Tutto cela
turpi delitti
Stolti che hanno imposto
le loro condizioni
E in questo lavoro ch'è spesso guerra
non farti mancare strumento
e astuzia

Improvvisa
non dilania più così
e non avvilisce
la mia età
Mi prenderei il tempo, adesso
di stare con lei
evanescente
lasciando il conflitto
ad altre persone
Ma la quiete assume senso
solo in relazione a esso

Credo e spero di non aver fatto
torto alla virtù
le sue stille
devono sentirsi avulse
a tutta la malerba
di cui feci fascio
ed accogliere
il mio pentimento amorevole

So che non voglio
soffocare più
voglio la forza leggera
e l'impresa fattibile

Ci sono passi falsi definitivi?
Macchie indelebili?
Così appaiono, scatenan l'odio
e ti fan perdere
il gusto della vita
Ma ci si può difendere
ancora a lungo
abili serpeggiare

Chi si è staccato da me
senza comprendere
avrei dovuto distaccarmi io da lui
comprendendo...
devo smetterla d'inseguirli

Molto di male è ancora
in ballo - ma sento
odore di libertà.

martedì 19 maggio 2020

Fisionomia dello spirito


Mente confusa su questi altipiani
or stenta ad intuire una vittoria
braccata da universi subumani
vittima del volo della storia

Stile è fisionomia dello spirito
non può cambiare - pur nelle stagioni
diverse - e nello stesso sfondo empirico
nascono sì, le stesse riflessioni

E allora non stupisca l'unità
tematica, che invero ebbero tutti
e tutti avranno nell'eternita'
sinché i lor nemici avran distrutti

Puoi tu sentire che ogni cantautore
ricopre la sua gamma emotiva
un'altra sol la puoi cercare altrove
ché quella proprio lui non la sentiva.


lunedì 11 maggio 2020

Sia la mia penna la ruota motrice


Molteplice e profondo è sì il fastidio
che ti riversa dentro il mondo esterno
conferma già il nemico il suo presidio
su quasi ogni elemento che hai d'intorno

Poc'anzi ritornava sì la fiamma
della filosofia a prender fiato
cinica morsa aliena la condanna
a prendere la forma dell'afflato

Sembrava bell'e morta ed anzitempo
logora la tua forza combattiva
ne riprendesti un pezzo tu – a rilento
lungi dall'esser fiera gioia viva

Ma sai che t'accontenti tu di poco
applica presto al mondo ogni progresso
già fino a rimuovere ogni baco
che ti guasta da lungi e poi da presso

Paura, angoscia, ansia ed imbarazzo
la pena che t'infligge ora il tuo ieri
trasformò il cuore tuo in un duro sasso
non ebbe mai irrorati i suoi sentieri

D'amor – che in altri si vantò gradasso
della facilità con cui riempiva
più gretti cuori ed alme ad ogni passo
e postumo tormento preveniva

Quello che tocca a me invece ogni notte
e il giorno – nel cervello affaccendato
che medita impossibili vendette
per quanto a lungo e come fu umiliato

Propende avvilimento per la fine
talvolta sembra meglio MAI che TARDI
ma prima di raggiungere il confine
lenta è la vita nel mortificarti

Allora non sai più se alla causa
spetta il tuo tribolo - per lanciare oltre
la lancia della sfida, che sia causa
di Guerra grande più di tutte l'altre

O se invece qui devi lottare
con finta umiltà e vero coraggio
quello che non ti seppe mai premiare
negandoti ogni bel fiore di maggio

C'è mortificazione ch'è sconfitta
ce n'è una gloriosa – e stessa cosa
vale già per la gioia – e questa dritta
rende la storia meno tormentosa

Allorché è ben possibile scremare
anche nell'incompleto ed imperfetto
tra quello di cui ci si può vantare
e ciò che è figlio di un torto netto

E non cercare tu la comprensione
di chi non vuol sentire sulle spalle
alcun peso né fiero sperone
lo tolga dalle stelle per le stalle

Soltanto, un giorno lo scardinerai
dal seggio anticamente usurpato
e nell'inferno lo costringerai
a dimostrar il già mai dimostrato

Anime della storia son costanti
e alcuna svolta fu giammai incruenta
non c'è padrone, sai, che lo consenta
difende il suo potere con i denti

Ed ora il volgo ha mille diritti
unito all'alleato più meschino
i nobili ha travolti e derelitti
su d'essi è implacabile mastino

Un giorno guarderò queste colline
con gli occhi di chi è libero e felice
e del futuro certo e più sublime
sia la mia penna la ruota motrice.
  

giovedì 30 aprile 2020

Morte dell'Idea



Non puoi negare l’intima sostanza
dell’uom – voglia assoluto godimento
e spregi in fondo all’ultima sua danza
ogn’altro che ne guasti il sentimento

chiunque abbia qualcosa a noi mancante
o sia disturbo, o intralcio al nostro passo
lo guardiamo con l’occhio più sprezzante
e di chi ha meno non c’importa un cazzo

siam stati noi traviati tanto a lungo
da strambe, idealistiche illusioni
le squaglia il lungo vivere nel fango
subendo mille ignobili speroni

di gente per la quale sembrerebbe
che noi dobbiamo batterci, ed arditi
ma un vero saggio, sai che sbiancherebbe
dinanzi a bei propositi fioriti

poiché ogni prato è bolgia infernale
l’un l’altro già si squatrano gli insetti
ed ogni ideologia finisce male
guarnita sol d’ipocriti concetti

ignari, ingenui - e i loro esponenti
t’han già deluso tutti amaramente
tali e quali ai nemici - e i loro denti
ficcati nel tuo cuor, atrocemente

profitta d’ogni cosa e sta in orecchio
suggi da ogni stelo miglior vita
non fece altro mai l’infame gretto
e ti par morto il losco parassita?

Stoltezza ed egoismo fanno a gara
a chi più forte rema questa barca
deve remar più forte la virtù
ma sol con l’intelletto ci si smarca

Vision social sarebbe consentita
tra soli uomini di egual valore:
quanti ne vedi tu, in questa partita?
Dimentica il pensiero redentore

La guerra è tale, e deve essere vinta
piegare, sottometter chi ti turba
e metti a segno ogni brava finta
che intelligenza omai, sia solo furba.


sabato 25 aprile 2020

Disteso l'animo



Disteso l’animo che per ripicca
più non volea riflettere su nulla
non fosse il quotidiano che ti ammicca
e con gentili mani ti trastulla

oppure anche difficoltosi affari
che però trascendessero gli intenti
più universalistici ed amari
portati avanti lungi coi tormenti

ma si ritrovò ancor semi-braccato
imposta una clausura assai contesa
e di se stesso si sentì annoiato
sicché sua lotta ancor trovò ripresa

infatti quei contesti lagunari
in cui portavi l’animo a ristoro
nascondono punture d’alveari
ricordi d’ingiustizie che assaporo

di conflitti irrisolti che un bel giorno
dovran portarsi a maturazione
scoppiando la battaglia tutt’intorno
cercando ben risolutiva azione

poiché giammai non si ravvede l’uomo
ciò ch’è consolidato stringe i denti
e porta ancor più avanti i suoi intenti
vanificando l’amnistia, il perdono

e male ancor più grande lui t’infligge
sicché non può esser sol la tua stanchezza
a dire basta a quello che confligge
leggendo in ciò profetica saggezza

profetizzando invece puoi ben dire
che molti ancora prenderan le spade
che tu hai forgiato assieme alle bandiere
che a nuovi giorni apriran le strade

resti deluso sì profondamente
che gran parte di quel che hai concepito
si sfalda e cola via dalla tua mente
e di averci creduto sei pentito

almeno in parte – certo per il danno
che simili ricerche e posizioni
portava in te ogni giorno il cupo anno
pungenti aculei in tutti i suoi cantoni

ma è segno del percorso meritorio
che l’intellettuale ha ben compiuto
rabbioso per l’istinto derisorio
e ‘l denigrar di chi non l’ha saputo.

coraggio stinge già con l’energie
che scemano precoci in chi le spese
senza risparmio e già, senza bugie
e nulla ne ebbe in cambio a fine mese

rimpianta gioventù di fresco ardore
io ti vedrò negli occhi di un ragazzo
che serie prenderà le mie parole
e seducente piegherà l’andazzo.

giovedì 23 aprile 2020

Futuro anteriore



Ad incidere l’aria cinse duro il suo plettro
pizzicando le corde del suo rancore
pensò i suoi movimenti dover essere quattro
ché non vuol tempo dispari l’uccision del dolore

Forse questa ballata di promiscuo metallo
vuole note gentili tessute dagli archi
e s’abbeveri al fresco torrente il cavallo
prima della battaglia ai temibili orchi

Contro cupa corrente ci travolge l’asprezza
che rabbiosa ci sfregia il volto ed il petto
sfonda già le difese la sua odiosa certezza
che non coglie pertugio più stretto

Nudo l’animo fugge, ferito, sul monte
non è saggio confliggere con nemico sì ignaro
si dei nostri atti e pensieri la fonte
si congeli di dentro il torto più amaro

Devi crescere diavoli, un esercito invitto
a travolger futuro quello che hai sempre avuto
dinanzi lo sguardo – con l’immondo diritto
di calpestare fiero ciò ch’è a lui sconosciuto

Prima di fare questo, devi vivere un poco
e coltivar nuove sentenze
ma da altura protetta, un segreto loco
non imprimere ad altre coscienze

ben più buie il lindore dei tuoi pensieri
non c’è sì persuasion che prescinda
da un soldato in presidio sopra tutti i sentieri
a impedir che lo stolto a violarli si spinga

La ragion della forza deve appartenere
a te che detieni forza della ragione
e dovrai piantare le tue bandiere
sopra i territori che or possiede il cialtrone

Ogni autorità ha giovato di questo
mai si è affermata solo con gli argomenti
giacché molti sfuggono all’animo angusto
che prosegue impassibile nei suoi intenti

Se tu non lo contrasti, facendo lo stesso
liscio lui vincerà, imponendo la legge
che presiederà poi al processo
a cui sottoporrà il nemico del gregge

E qui ben che saranno sprecati
funambolici giochi di belle parole
ci troviamo di già condannati
prima che dentro l’aula incedan le suole

Una lenta vittoria arride all’astuto
consapevole delle leggi del cosmo
che impari da ogni momento vissuto
ma ora viva di più, con distratto egoismo.

E ora gli echi di antiche saggezze
ci confortano su queste alture
diffidiamo di false promesse
di vittorie altresì, premature

Che non vietano però di vivere
proprio adesso in maniera migliore
il passato remoto che possiamo descrivere
è presago di un futuro anteriore.

venerdì 17 aprile 2020

Chiarezza dorme sotto una coltre



Mi porto ancora in giro lo spirito
intontito e saturo di sbattimenti
gli riconosco il suo merito
e il diritto di chiudere un tanto i battenti

volano per le finestre intuizioni
non sai ancora se portino oltre
il pensiero delle passate stagioni
chiarezza dorme sotto una coltre

senti ch’è necessaria una pausa
se nell’azione recuperante
vita – si rinnoverà anche la causa
verso un traguardo ancor più distante

sembrano scontri talvolta
avere qualche elemento nuovo
ma dopo l’analisi – nessuna svolta
e riconferma di quello che provo

sostanzialmente, d’esser nel giusto
che si ritrova impossibile a farsi
in questo secolo angusto
e attende il prossimo per liberarsi