Islanda

Islanda
arcobaleno sotto la cascata di Skogafoss in Islanda

venerdì 5 aprile 2019

Vecchio equilibrista


La verde arte dell'elusione
t'aiuti a scorrere la vita, defilato
Il lasso di tempo è lungo
in cui puoi cogliere e gustare

Portati laddove si parla meglio
Vittoria è un buon pulpito
Debolezza t'illuminò per quanto ti spense
ti diede le ali e t'incaprettò

Evita le critiche
di chi enfatizza meschinamente
una tua debolezza o errore
per aumentare o consolidare
un'autostima traballante

Riprendi il gusto delle grandi
e delle piccole cose

Poni una nuova cura nei dettagli

Riscattati rapido dopo un errore

Per un poco, pigliati il buono
di ciascuno e di ciascuna cosa
e glissa sul cattivo

Forse natura c'insegnò a fare questo
con fiuto animale e invano ci siamo
complicati la vita

Talvolta basta essere superficiali
per esser profondi

Non siamo forse costretti alla profondità
(alla risalita) proprio perché siamo caduti
in acqua?

Quante gambe buone ha sprecato da

giovane, il vecchio equilibrista...

Betty stava per chiudere


e non sei qui e intruso io volgo lo sguardo
l'anima mia oltre le tue spalle di corvo
la tua figura gentile che non posso stringere
e avrei timore di frangere, come quel che non so
star d'intorno a quel viso, cosa mai vide
e cosa volle e provò, quel giovane cuore
se più duro urterebbe la mia fragilità
o non abbia pertugi per le acque
di questi versi. E tenera dai
lo straccio e qual vita ti attende
oltre lo scorcio che mi è concesso
Non importa se tra queste scabre colline
non sarai tu a donarmi la letizia agognata
e non cadranno le spine di una notte infinita
Non m'importa d'invadere, ciò che già ti sostiene
spero bene per te, che sia gioia serena
e non guasti mai la tua foglia discreta
non voglio litigare con i tuoi capelli
e forse non sei fatta per questi inferni
che ora tocchi ed allieti, fresca per un attimo
voglio isolarmi, in questa bolla sognante
Un compagno di ventura colse con me
la tua essenza e mi spinse ad alzare
la mia penna per te. Ora son sulla soglia
sto per chiudere i battenti, come fai tu la sera
ma ti porto con me, oltre e ancora domani
per te arrise al mio buio, e la staglio qui eterna
- finestrella di luce. 

mercoledì 3 aprile 2019

Una storia stanca e rude




Sembra la pagina respingerti
rifiutare la penna

E tutto già sembri
aver meglio detto – altrove

Terrai acceso questo dono?

La svolta pragmatica rischia
di ottundere la mente
Eppure è necessaria
a liberare il corpo

Non cercare immagini fuorvianti
sta sul pezzo
dì quello che devi dire

L'ambientazione appare davvero
superflua

Ancora troiate imposte
si dilungano per settimane
e sempre avvelenano e intralciano
la vita

Chi mai pensò a noi?
Non siamo solo abbandonati
ma braccati da scorie
spazzatura e nemici

cose spianate contro di noi

Ma la spietatezza è un dono
da conquistare duramente

Se ti abitui a perdonare
ed amare i tuoi nemici
t'infiacchirai morboso
ben presto e vivrai in stato
di occupazione fecciosa

Basta uno sguardo per concludere
FECCIA sulla FACCIA

E tu vuoi studiare la storia del
mondo e mille discipline?

Un sonno patologico incombe

Ed il mostro sarà la misura
dei miei vizi e delle mie virtù

qualcosa salverà, e tagliuzzerà
di me, perché le PIACE, perché
lo STIMA, il suo cervellino ovarico

il resto sarà il più basso ORRORE
mai visto ed incarnato.

E chi ha paura di me, in un
certo senso fa bene – pur essendo
MERDA DI PORCO

Vento scatenato di fiamma
voglio che spazzi le umane genti...

Ma il sonno incombe più forte

Ancora non posso farla pagare
a nessuno...sol insinuare
nelle lande del futuro la mia
spiritualissima vendetta...
che somiglia tanto a quella
degli innominati...

Perché mi sforzo di agghindare
ciò che è nudo e crudo
e rude mi strafalcia?

Non ho voglia più di leggere
un CAZZO...io sono la fonte
cui attingere ogni cosa!

E cerco appigli all'intorno
per rendere questa poesia
più poetica ma trovo solo
muri impenetrabili
e scabre minacce

Trovo la realtà imperterrita
che si riconferma

E temo per il mio indomani lontano
temo che i posteri mi ammazzeranno
in un cruento martirio estetico
altro che incensarmi

E se io avessi il coraggio nuovo
di non essere più fine?

Se il mio vomitare versi
fosse più gradevole?

No, non mi immergo
più nella letteratura di area
ho già intuito il conflitto
assiologico fondamentale, e dove
questi e quelli hanno sbagliato.

Attento, rischi di farti
rodere dall'indignazione
imbattendoti in tanta gente che
ha goduto senza soffrire, ha preteso brutale
e senza remore si è indignato
di ogni piccolo sgarbo o mancanza
ricevuti dal destino, o da
singola persona.

Bisogna fare un uso parsimonioso
e impeccabile dell'ipocrisia

Ma usa tutta la sincerità
che puoi permetterti,
senza troppi rispetti.

Ma la fiacca ti domina...

Lotta truce e riprenditi
strappa la tua forza al mondo esterno
supera i tuoi limiti

Sei malato e scoperchiato
in una gogna senza fine
e non puoi farci un bel CAZZO.

Prima o poi devo chiuderla
sta poesia. CAZZO

L'azzardo



Come una perla in fondo all'oceano
cogli un concetto, o un'opera nuova
non puoi tornare laggiù
scafandro non regge
e non c'è abbastanza ossigeno

una foto scattata
in condizioni straordinarie
in cima a un monte scalato
anche lì non tornerai

spetterà ad altri
probabilmente
cancellare le piccole macchie
sul tuo smalto

ora ti cogli dislessico
impappinato, confuso

eri tornato in superficie
con i ricordi degli abissi
e delle vette

sei nella valle, dove hai perso tempo
ed or ti è rimasto poco tempo
tutto è già preso – o quasi

sai che l'oceano oggi è più vasto
e tante le catene montuose
ma spetteranno ad altri

fortunatamente
non conta nei libri quanto è sbagliato
ma sol ciò che è giusto
che è nuovo e che passa:
lo Spirito, l'idea centrale

tutto ciò che è ordinario
tracolerà via – così deve

negli anni verdi
hai anteposto la curiosità al terrore
ora è il contrario

stai vedendo le conseguenze
dell'azzardo originario...
la scommessa è vinta e persa
ad un tempo.

martedì 26 marzo 2019

Giovane spirito



A un sole mancano tanti tramonti
hanno scaldato gracili inverni
fato li spinge a nuovi orizzonti
a paradisi imbevuti d'inferni

Potremo vivere innalzati ancora
da forza intrinseca o vento propizio
nuova sarà in ogni caso l'Aurora
dopo vittoria, disfatta, armistizio

Quanto potrà violentare il mio sonno
mastino ignobile della bugia
buona per farti perdere il senno
altalenando tra vergogna e albagia

Farò ogni debito piccolo passo
Arte e Natura non fanno salti
Tempo che miete i cattivi giudizi
e bieca istituzione ribalti

Giovane spirito che voli leggiadro
voglio incontrarti al di fuori di me
ora ti chiedo di entrare nel quadro
portami a un'isola che non c'è.

venerdì 22 marzo 2019

Una via della seta


Gialle sirene d'oltralpe
sembrano quasi adescarti
ma a cancellare le colpe
occorre essere scaltri

Non è sì tempo ancora
di romanticherie vittoriose
vivi già qui – senza posa
le tue battaglie rognose

Non ti spostare di fila
oramai stanco di attendere
resisti e prendi la mira
arco le deve sottendere

Non prenderai prepotente
ciò che ti è sempre mancato:
sarebbe sconfitta – o vittoria apparente,
non ti vedrebbe appagato

Conquista ciò che non guasta la meta
o rappresenta il tassello
che ti può aprire una via della seta
verso l'amato castello

Sotto il tallone degli inferiori
hai omai passato decenni
abituato a questi squallori
uso alle beffe ed ai danni

Non dire adesso che non ce la fai più
martire del costruire
vivi per questo, guarda più su
perisca quello che deve perire

Ma non uccider, ti prego, giammai
il nucleo della tua essenza
muori per esso, poiché lo sai
che non puoi vivere senza.
 

martedì 19 marzo 2019

Clima bugiardo



Clima bugiardo insiste
che non è ancor primavera
stanchezza bieca resiste
muore speranza ogni sera

si sveglia in preda al tormento
nebbia l'avvolge meschina
lontano è ancora l'evento
la sua radiosa mattina

io che non voglio sorridere
più – e non perdonerò
vedo un tramonto di cenere

tuttavia, sorriderò
cinico a un mondo degenere
mi scalderò al suo falò.