Islanda

Islanda
arcobaleno sotto la cascata di Skogafoss in Islanda

domenica 22 febbraio 2026

Devo ancor sublimar con eleganza

 

Rinchiuso in queste gabbie ancor non posso
esploder la mia collera irrequieta
nei gesti, contro l'orda che mi ha mosso
guerra - e ancor di vivere mi vieta

Devo ancor sublimar con eleganza
un impeto indignato e distruttore
e rendere poetica una stanza
dai muri lastricati di rancore 

Non si prospetta innanzi a me rivalsa
ma già per sopravvivere io devo
accettar tutto ciò che non mi calza
e mendicare un posto da schiavo

Mediocri hanno avuto già servita
sopra un vassoio fulgido d'argento 
ornata di praline, sì, la vita
non possono intuir ciò che io sento

Indotto hanno l'istinto a ragionare
frustrando la sua libera espressione
che a loro solo avrebbe da insegnare
lamentan poi la troppa tua ragione 

La storia ha conformato dolce il letto
dell'esistenza alla lor statura
là dove si esprima il verbo, o il passo inetto
si trova conciliato, su misura

E dal passato sfocia nel presente
e fluirà perversa nel futuro
l'acqua di questo concetto irritante
che si declina, e i giusti mette al muro 

Io, sol potevo far quello che ho fatto
lottar da giovane, a confortare il vecchio
che come lui, non gioirà affatto
ma sol potrà mirarsi nello specchio 

Come colui che vede il suo successo
incipiente il trionfo dell'idea
cosa possibile soltanto adesso
dopo una vita sola in trincea

Lei mi sarà d'eterna ispirazione 
ché non l'accetto e voglio vendicata
questa profonda e bieca frustrazione 
vedrà una vita nuova, ribaltata

Per ogni stolto che vorrà insinuare
in me dell'ingiustizia lo stiletto
con stile lo saprò ben sublimare
tornito nella statua del concetto

Se ancora il concetto non è chiaro
s'esplicherà inconfutabilmente
sancendo che ogni giorno sia amaro
e s'imprima nel cuore della gente.



giovedì 19 febbraio 2026

Ma resta, nel profondo

 

La notte chiama a te le conseguenze 
del trono - come esso fu usurpato
sembra che risalir precisamente
tu debba, a tutto ciò che è avvenuto

Quaggiù però l'indagine è impedita
non sai come istruire il processo
a chi condannar volle la tua vita
poiché stai impelagato in questo cesso

Glorioso già fu il tuo dilettantismo
cogliendo verità tra le fronde
che avresti dato nel professionismo
protetto dalla torma delle onde?

E smetti di pensare biecamente
stretto tra ingenuità e masochismo
di esser stato mai troppo prudente 
ritirati entro cauto solipsismo

La roba che hai in mano è grossa, e scotta 
maneggiala con cura: hai già assaggiato
le impressioni dell'umana sbobba
... vuoi vedere il tuo sogno condannato?

Languendo si fa desiderare 
quel bel coraggio dei tempi d'oro
le sue conseguenze lo sanno consumare
macigni trascinati lenti al suolo

Ferite interne, guasti e sbandamenti 
vite più complicate, e il tempo passa
ti stanca e vuol piegare i tuoi intenti 
più densa da sbrogliare è la matassa

Prendi l'onor seguente alla spericolata
gioventù - ed altri lati positivi
come realtà, ad esempio, fu illuminata
e ora più saggio, vedi dove arrivi

L'amore sfugge ancora al tuo presente
ti ci avvicini stoico e combattivo
vuoi darti leggerezza - intermittente
ma resta, nel profondo, il tuo obiettivo.




lunedì 16 febbraio 2026

Che l'intimo deserto

 

Che l'intimo deserto debba avere
tra le tante ragioni, anche questa
temerità che usavi già tenere
e che non ti portò mai gioia onesta

Sol se dall'altro capo è corrisposta
la corda può accorciarsi e i due amanti
avendo entrambi alzato già la posta
raccogliere splendore di diamanti

Ma tutto hai vissuto tu, all'eccesso
mission segreta, senza onori e gloria
a nera oppressione solo dona accesso
e se anco farà, non conoscerà storia

Si può vivere ebbene in questo modo?
E quasi già sospetti che un bel giorno 
tirati i remi in barca, senza approdo 
e non sapendoti già a fine turno

qualcuno ti richieda un gran coraggio 
e un grande sforzo che tu, non fornendo
ti offra al più spregevole linciaggio 
morale d'un infame nauseabondo

Che ha vissuto proprio all'incontrario 
e forte dei suoi possessi, solo adesso 
fa un passo che gli sembra temerario
ma poco chiede, e ha chiesto mai, a sé stesso 

Tale è la vita - e forse quest'arrocco
sarà una buona mossa difensiva 
stanco il mio Re di esser sotto attacco
darà agli alfieri nuova direttiva.



venerdì 13 febbraio 2026

Nuova e impossibile

 

Nuova e impossibile aprii una strada 
tale apertura costò l'inferno
ancor adesso lo spirito vaga 
... vagherà in eterno?

A portar oltre le sue concezioni
soggiornò in fetide stanze
non comportarono soddisfazioni 
essendo avulso a quelle danze 

Ti distaccasti da quella musica
mai portò note amorose - peraltro
solo affrontasti una vita discrasica
salì il tuo cielo più in alto

Sol che piovendo qui sulla terra
senza le armi giuste
viene frainteso e perde la guerra
contro le anime anguste

Quadro non può essere completato
in una vita - ma ancor sono qua
stanco d'aver filosofato
incapace di fare altro... eggià!

Sforzo espressivo sorreggo ancora 
benché mi chieda a che valga
non so oltre quale lontana aurora
si può sperar che il popolo salga 

Ti guardi attorno e resti schifato
e stupito di quanto sia stato in piedi 
in quel lontano passato
di cui ci siamo sentiti eredi

In ogni caso tu, disperando
d'ogni ricerca ulteriore
o ancor credendoci, non vedi quando
potrai incontrare vita migliore 

Ti tieni a galla e limi i difetti
del tuo intorno e del tuo corpo
ma in quale affare non ci rimetti?
E buona che me ne accorgo.

Oggi è spuntato un raggio di sole
lo accolgo con fatalismo
come ogni altra cosa che piove 
e tiro dritto. 




sabato 7 febbraio 2026

Frantumare il cielo

 

Brucia la fiamma nera della vendetta 
da solo a risalir strati di storia
in questa fogna di gioia negletta
nemico si trastulla in vanagloria

E so che invecchierò senza gustare 
il mio corpo leggero sugli infami
che uccide e poi si mette a saltellare
sollevando la coppa a due mani 

Chi ha subito vigliaccate assurde
ha gli occhi spiritati di liquore
nel petto un tizzone che riarde
da spegner sol nel sangue, nel dolore 

Il corpo se ne va per strade sue
difficile è averlo più alleato 
toglie speranza dalle mani tue 
di ottenere ciò che fu rubato

E come cazzo vivere non sai
scavare ancora o darsi al presente
se un cazzo di lavoro troverai
e se respirerai in quell'ambiente

Il genere di acciacchi che ti colgono
sembrano beffe crudeli alla vita
che hai avuto - e gli odi che ti assalgono 
guastano ogni pausa ancor gradita 

Salvar lo stile ancor, dallo sfacelo
ci provi anche adesso - pigramente
vorresti solo frantumare il cielo
e quello che sta sotto -  atrocemente. 



venerdì 6 febbraio 2026

Sicché siamo ancora qui

 
Nessun fenomeno in natura 
è in grado di aumentare l'intelligenza
e diminuire l'egoismo umani

il resto è un corollario

Dedicarsi al piacere? Ma le condizioni 
del piacere sono poste dal dovere
- negletto ed invertito, in questo mondo.
Ecco che siamo castrati e schifati.

Il sistema degenera in blocco
e toglie ai geni la possibilità 
di criticarlo, poiché solo nei suoi sentieri
si può sopravvivere: ma in questi sentieri 
tossici il genio muore. Il sistema 
ha sancito i connotati della dignità 
nella conformità alle sue forme bislacche,
sicché tu, se bislacco non sei, e vuoi lavorare alle tue opere, devi perdere la dignità.

Nelle guerre che hanno portato a questo
i nobili fratelli hanno perso 
cruentamente la vita.

La feccia umana ha dimostrato 
sotto quale livello può cadere
senza una guida nobile

Il nobile non tiene più pietà di lei
e non la vorrebbe nel proprio mondo 

Sopravvive a vuoto
il tempo passa e ci insulta
ogni lotta è vana 
ma la fine non attrae
sicché siamo ancora qui.

Qualcosa potremmo non aver messo in conto.





giovedì 5 febbraio 2026

Non ci riuscirete infine

 

Nemmeno io so
cosa sarei diventato
senza i gioghi
dove sarei arrivato 
da uomo libero

E se poi missione
non fosse stata necessaria 
la mia concretezza sarebbe stata
poderosa e soverchiante
assai superiore a quella vostra 
e di grande audacia come fu
quando ero bambino e giovane

In fondo è ancora così 

Avete travisato tutto
coi vostri vantaggi storici
e ignorando ciò che avevo 
dentro e intorno

E ancora minacciate ad ogni istante
di togliermi ciò che è mio

Non ci riuscirete infine

E voglio onorata pace
e fiero piacere. 





Prima o poi la neve

 

Anche come spettro 
traverso ad ogni scorcio di realtà 
io sarei stato solo
in un buio tormentato
ma qui, nei ruoli alieni
preclusa la mia via
due volte morta è la mia anima
in corpo

E s'allontana ancora, la vita
si spegne ogni spiraglio
di felicità 

Non sono congelato
in quest'Antartide
io sono stato ritto
e il cuore ha indotto 
i piedi a camminare

ma prima o poi la neve
mi accoglierà disteso
con i miei frutti in pugno

un pinguino farà da guida
ai pionieri che li ritroveranno.



martedì 3 febbraio 2026

Il tempo è la gente

 

Si stan chiudendo omai le porte infami 
che vollero inchiodarmi a ruoli avulsi
incerto, ancora mi guardo le mani
da quel mondo non siam del tutto espulsi

E nutrivam speranze di riscatto
da mortificazion stratificate
di respirar, gioir di qualche atto
l'anime perse infine essere amate

Invece, anche questo indurimento
e il pessimismo estremo per la causa 
non sono ahimè l'idoneo documento
a farti entrare in una vita estranea

Un piccolo progresso, e la mia mente
lancia dei ponti verso i suoi confini
raggiungerli agognava atrocemente
l'attorniano soltanto lacci e spini

Disperi e non disperi, ma speranza
è un freddo disco omai, un duro sasso
su che è fondata tua perseveranza 
se il tappeto arretra ogni tuo passo?

Cupo si staglia il tempo sullo sfondo
minaccia d'invecchiarti brevemente
e passa, anche se non l'assecondo
e se anche so che il tempo è la gente.




lunedì 2 febbraio 2026

Da questo mondo orrendo

 

A ciò che si permette d'intralciarmi
nella mia sacra espressione, lancio cancri
gusto plebeo s'appaga di adirarmi
io posso solamente odiare gli altri

L'ipocrisia lascio fieramente
al prossimo: non sono indifferente
al confronto, alle insidie del fetente
a ciò che intacca il corpo e la mia mente

Voglio sconfiggere gli inferiori
inchiodarli alla lor misera statura
la meglio aver su tutto ciò che fuori
contrasta la mia nobile natura

La percezione giusta di me stesso
un porco ha guastato atrocemente
e scomodo ed ardito è ora l'accesso
a tutto ciò che è controcorrente

E nella testa c'è una noce oscura 
piccola assai, ma non sai quanto forte
lei possa indebolir la tua natura 
virile - che conosce già la morte

E alcuno dice la filosofia 
viziata da vision superficiale
avevo abbandonato quella via
che anelando al ben, conobbe il male

Costui soltanto la conosce a sprazzi
lui stesso non è stato mai pioniere 
e attivo operator - non ci son cazzi
non sa come si sta nelle miniere

In mezzo al pessimismo che ora cresce
mi districo e ancora non mi arrendo
curioso di veder quel che ne esce
vittorioso da questo mondo orrendo.




sabato 31 gennaio 2026

Un nuovo ciclo

 

Da qualsiasi scorcio prenda avvio
la mia penna vuol toccare
i confini del cosmo
e compiere la sua impresa
che comanda, in qualche modo 
anche al mio corpo 
sebbene esso non la possa seguire 
pur avendola spesso preceduta

Entrambi chiedono la distensione
come un premio, come un atto
di clemenza in qualche modo dovuto
Nessuno può volare per sempre 
e se mai il volo è stato piacevole 
e non può condurre a nulla
tranne che alla rovina
hai doppio diritto di posarti

Ma da qualsiasi trespolo o nido
la mente spicca il volo tra impietose
tempeste di vetro - in solitaria
e piglia a mazzate le onde del mare
- le umane menzogne e i misfatti.

Invidia per ogni mezza virtù 
si affermi piena e sicura
ogni impresa apprezzabile, visibile,
realizzabile - qui, non si arriva
mai a vincere

E forse non è davvero possibile
mettere al sicuro la verità 
bisogna accettare il suo stupro,
la sua distorsione, il suo capovolgimento,
il suo oblio.
Ma forse ch'essa non risorga
spontanea nella mente
dei nuovi eletti, dei futuri travolti
dall'oceano volgare?
E abbisognano questi davvero
del segno della nostra vita
- i nostri scritti?

Un pezzo di strada fatta
un conforto nella tormenta
una luce improvvisa...

...e vedremo di nuovo le stelle 
prima che affondino
nel buio cosmico...

Un nuovo ciclo. 



martedì 27 gennaio 2026

Prendici gusto

 

Al mal prendici gusto - ché non passerà 
all'asfissia di noi sepolti
a districarti tra i rovi
alla non-vendetta e al non-amore
ai viaggi senza meta 
fatti di paludi e nebbie 
intralciate
che richiaman quelle interne
ai progressi che, lenti
duramente conquistati
fan sperar - come gli scorci
di vago calore grato e luce
al ritardo infinito 
all'indomito spirito 
di recupero e rilancio 
a chiederti se mai diminuirà 
il coefficiente di difficoltà della vita

Prendici gusto ad essere
l'uom che soltanto sei

fedele a te stesso

un giorno, avrai. 




A che si strappino infine

 

Che sono a me le persone?
Spine confitte tra le coste
cui parlo, in loro assenza
a spiegare anche l'ovvio
a che si strappino infine 
ma esse restano
fino all'oblio

Possibile un distacco 
definitivo e una dissoluzione?

Chi vive forte e male
invecchia prima
e non vuol più rivoluzioni 
né sbandamenti 
delle prime non godrebbe
i secondi li regge per abitudine
ma ne è stanco e ne risente

E basta vivere nel passato 
e per il futuro: afferra il presente 
che solo afferra, solo arraffa

Peraltro, la sfiducia nell'umanità 
è talmente profonda e realistica ormai 
da vanificare anche la filosofia 
e quel che ne può scaturire

La sommità resta sola
e non gioirà di figure umane
si allieterà di vento tiepido
o fresco, di qualche raggio
o suono

Non potei agire
causa i miei dissimili

siete la causa 
della mia verbosa teoricità 
della congestione mentale
del mio indebolimento
mortificato
di ogni spreco, dubbio, ritorno
di ogni amore tramutato in odio

Mi defilo, metto un guscio
mi avvio all'uscio
prima che mi tocchiate
mi assordo
guardo altrove


sabato 24 gennaio 2026

Quegli occhi stanchi vedranno

 

Ogni giorno, ogni notte
ti gridan nel corpo
le note taglienti
dei conti in sospeso 

il basso continuo
tragico 
di una vita impossibile 

che peraltro non interessa 
a nessuno - non risuonando
nella propria esistenza

userai lo scoramento e la noia
satura di imprese inappagate
come base per lanciarti
nell'ennesima ansa sistemica
strappando pezzi di vita e di normalità 
in giornate che rinnoveranno i dubbi
il fuoco, le critiche, l'angoscia 
l'ira impotente
e rilanceranno l'impresa interrotta
a concludersi nella vecchiaia:
quegli occhi stanchi 
vedranno la gioia
di un'alba finalmente incipiente

non è possibile essere
totalmente postumi 


mercoledì 21 gennaio 2026

Non possono spegnersi

 

E spento il sogno, credea la realtà 
poter affrontare ed aver accesso
a una fetta di gioia e di libertà:
pensavi davvero ti fosse concesso?

Più nessun ti cerca, e anche lo facesse
il nero disagio si farebbe sentire
presto - ché le forme son sempre le stesse 
strideranno in te fino all'imbrunire

Sembravi l'impresa non poter servire
esaurite la fede, la forza, il coraggio 
e che ciò ti potesse ora convertire,
a gustar ad ottobre il sole di maggio

Non è vero: qui si fa solo più dura
se anche più debole, sei sempre tu
nel profondo avulso a tutte le regole 
che iniziasti a ledere in gioventù 

La stanchezza svantaggia su entrambi i fronti:
l'adattamento e il fiero lottare
e su entrambi hai dato già mari e monti
che fare ora: proseguire o mollare?

Se molli, rinuncerai per sempre 
a quel mondo che ancor non ti ha dato nulla
a goder dell'amoroso frangente 
e alla vita sociale, per quanto fasulla

Se prosegui, stai in tensione continua
strattonato tra due tendenze opposte
che entrambe ti stancano - e la cinica linea 
del tempo dà previsioni fosche

Non otterrai molto né di qua né di là 
sono due compiti impegnativi
tuttavia la rinuncia ti spegnerà 
non siamo morti finché siamo vivi!

Acerbo, un amico, mi disse chiaro
che se grande volevo esser stimato 
non potevo starmene sol nel mio faro
ma immerso nel mondo, normalmente impegnato

Doveva pensar, che le vite normali
non son prive di gioie e soddisfazioni 
né di serenità, hanno meno strali
e non sono sfasate le loro stagioni

Ci avrei fatto la firma, alla torre d'avorio
dove avrei avuto un daffare infinito
purtroppo, ho vissuto nel circondario
e mi son consumato come un fiammifero

Le mie opere non son spendibili adesso
se non voglio darmi una badilata
sui piedi - ma il fato cammina perplesso
e rinnova i suoi dubbi ad ogni tornata

Troverò mai un valido scoglio
a cui possa tenermi aggrappato
sebbene sia chiaro che quello che voglio
in un'altra epoca ho convogliato?

Troverai gusto al pensiero e alla lotta
che non possono spegnersi, fino alla fine
diverranno quattordici i tuoi sette in condotta
e godrai del vento che spetta alle cime. 



venerdì 16 gennaio 2026

Sotto il tappeto

 

Non si vedon chiaramente 
ma si avvertono
polveri urticanti
spazzate qui sotto
da stanca debolezza
da finta accettazione
da inedia di vita
da senso d'impotenza

E sono...

violenze inaudite
raggiri
verità capovolte
ridondanze immonde
vuoti infernali

Eppure...

devo a questo tappeto
l'attuale sollievo esistenziale 
e la possibilità di stare
in mezzo alla gente
sentendomi meno estraneo
e tormentato dal fastidio 
rancoroso

Avevo ragione,
ma quella strada 
è senza uscita.


martedì 13 gennaio 2026

Ti dice il mattino

 


Non ti condanni una notte infame
il mattino ti dice
che l’ossigeno non è finito
vi son forze residue
e la struttura può reggere
ancora che accorto
la devi trattare

che certo la vita diretta
va messa davanti adesso
ma causa non è proscritta
e tutta proseguirà

che i più gravi incidenti di percorso 
furono le più empie scorrettezze
da parte di miserabili 
sopravvalutati

non è impossibile liberarsene
né vendicarsi

ma profonda è la radice
che devi scalzare

e ti glorierai 
di imprese uniche
acerbamente intraprese
d’istinto

ti dice il mattino, e il ricordo
che l’avanscoperta ardita 
ha vantaggi e svantaggi
come l’attesa osservativa
che si protraggono nel tempo
sinché la partita non sarà finita

e non temere l’incompletezza
agguanta tutto quel che puoi

i tempi morti 
possono diventare vivi

riposati ma
non sentenziare la fine
non ho sentito la campana


Saggezza d'anime logore

 

Ferita, la saggezza si rassegna
a comunicar meno, già sapendo
che ben diverso quadro si disegna
nella mente di chi ti sta ascoltando

Giustizia non sa rendere a sé stessa
l'anima - scordando il suo passato
non può ottenerla da persona esterna
che non lo sa, e non ne è interessato 

Rimpiangere l'ignavia mai avuta
è appannaggio di anime logore
figlie dell'audacia assai punita 
di troppa serietà, da tempo immemore

Distenditi: tutto si spegne in fretta
anche questo dolore preoccupato 
di nuovi torti che la mente inetta 
pensando il falso, gli abbia rifilato

E ancora t'intrattieni con te stesso 
in qualche luogo un poco caloroso
che possa conciliar l'impegno messo
a rivoluzionar un mondo inviso

Impara dalla storia e dalla vita
a non contar su terreno cedevole
non vuol né può elevarsi mente piatta
chi è alto vien travolto dalla plebe

Camuffati e serpeggia astutamente
non meriti altre notti disperate
la rabbia nera, che nessuno sente
oppur ne pone cause travisate

Speranza di rimetter tutti quanti 
al loro posto, un giorno - è infondata?
In ogni caso, non si può esser santi
per sempre: vita vuol essere grata.





venerdì 9 gennaio 2026

L'amore

 
Soffocato sotto una coltre squallida
Schiacciato da una menzogna
Perduto nei meandri del passato
Appesantito dagli anni
Gelato d’indifferenza
Deluso e ingannato
Spento dalle imperfezioni
Intorbidito dalle impurezze
Bruciato dalla gelosia
Nero di rabbia
Guastato dai torti
Umiliato
Traslato altrove
Appeso ad una canzone
Aggrappato a un paesaggio
Scordato e reinventato
 
Sopravvivrai


Talmente forte

 

Il mondo è fuggito
seminandomi
nel suo immenso 
prepotente degrado 

smettendo d'inseguirlo
ho forse salvato l'autunno
della vita - che già pone
tinte invernali 

sono ambiguo di nostalgia
e sollievo 
è comunque dura 
venire a patti col nemico 
che ben poco ti concede 

mostri vecchi e nuovi 
dentro e fuori sono
ma il karma esiste

e la tragica ira
per l'universo che mancò 
devo gestirla in petto 

non posso rifilare 
agli inferiori
le circostanze che li inchiodino
alla loro statura

devo essere talmente forte
da vincere lo stesso