Islanda

Islanda
arcobaleno sotto la cascata di Skogafoss in Islanda

mercoledì 8 aprile 2020

Tra infiniti tornanti


Regnano nei tessuti
in macabro presidio
i torti ricevuti
finirà il lor dominio?

Devo impostar barriere
e astute deviazioni
per più lontan tenere
le barbare intrusioni

Solo tra lungo tempo
tra infiniti tornanti
potrà quello che sento
alzare i tacchi

Poi che deve esser facile
quasi, dirò, incosciente
vendetta mia – sul gracile
nemico inconsistente

Già che l'ho smascherato
e denudato intero
mondo non più schierato
a difesa del suo impero

E sgretolato in fretta
per la sua debolezza
questa mezza calzetta
vedrai come si spezza

Del resto qual impresa
mai gli costò ferirmi?
L'anima mia, indifesa
sempre seppe tradirmi

E il verme aveva tutto
pronto, servito e caldo
mentre io ero distrutto
l'animo ancora saldo

Ben a sfidar la sorte
supremazia immensa
di ciò che porta morte
nell'esistenza

Sapessi che significa
sentir realizzazione
forza che ti gratifica
buon calcio nel pallone

Se io ho retto il chiodo
lungi, senza progressi
senza giungere al sodo
muoversi con i gessi

allora se mi svincolo
da ciò che m'ha ingabbiato
se indovino il vicolo
dove l'inaspettato

incontro con la vita
tutto mi risolleva
ribalto la partita

come nessun credeva.
 

lunedì 6 aprile 2020

Ciò che fu male non vuole abbandono




Non sento storie o stregonerie
segrete dottrine che traggano in alto
di queste e di quelle bastan le mie
so che ci vuole, per un nuovo smalto

Se ancor non l’agguanto, è altro discorso
non me lo servon su un piatto d’argento
però so bene dove sono immerso
e queste dieci atmosfere le sento

Parlano tutti senza cognizione
dacché tutt’altra è la lor esperienza
non nel pensiero, non nell’azione
danno la formula della speranza

Il mio distacco da tutti i percorsi
ha del presuntuoso – e ci sta tutto
me la son vista con iene e con orsi
ed ho affinato il mio tatto

Per questo pretendo di essere saggio
ché mi ha evitato la resa
la mia condotta, ad ogni passaggio
e vedo proseguire l’impresa

Nel sensuale stan molti segreti
molte virtù lapalissiane
ma per accedervi, son molte le reti
stagliate intorno a questo reame

Quello che odi, odierai
anche domani e così per sempre
ed il rancore non finirà mai
il pungolo in core allorché la mente

passi nel solco dal nemico scavato
o dalla mancanza di qualcosa di buono
e poco importa come l’hai interpretato
ciò che fu male non vuole abbandono.

Sol puoi gestire il rapporto
con i tuoi conti in sospeso
ma finché permane qualcosa di storto
devi spianarlo disteso.

Tu non sarai felice lo stesso
non sarai mai “superiore”
segui la vita da presso:
ogni inezia è dolore.

Modificar la materia oggettiva
questo solo può salvarti
grata, la gioia viva
di perfezionare, e perfezionarti.


Io non t'inganno



Io non t’inganno, dolore eterno
eternamente io ci riprovo
covi malvagio sotto lo sterno
che io stia fermo, o se mi muovo

qual forte vento dovrebbe adesso
spazzare questo campo di morte
non puoi scappare lontano da esso
il nuovo tempo non è alle porte

piante aromatiche, e passaggi segreti
son sparsi già per il mondo
tecniche pratiche, concetti elevati
che molti traggon dal fondo

ma sono stanco di girovagare
per scoprir che anche questo non fa per me
par che imperterrito mi debba dare
al fai da te

e non vi stupiate se mi fido poco
di quanto non fu studiato
già sulla pelle, in loco
ma ti propina un laureato

parlavo di un vento forte
non sento neanche una bava leggera
spesso mi ritrovo inerte
ad aspettare che faccia sera

con i sentieri braccati
quando ben altri dovrebbero aprirsi
gettando gli steccati
ed al mio passo intrepido offrirsi

o la mia lacrima non finirà
interna di lenire il tuo taglio
dolor che indomito, senza pietà
mai non mi molli per sbaglio

adesso basta con la resistenza
voce orgogliosa che mi reggi in piedi
voglio, con tutta la mia presenza
uscire adesso dai guadi

e ancora sogno, m’invento, mi sforzo
d’immaginar una vita diversa
ma anche se afferro lo sterzo
non c’è traversa

e allora scrivi e tieni botta
rotola sul calendario
ché tanto a nave rotta
ogni vento è contrario


lunedì 30 marzo 2020

Anche stavolta



Non alletta allargare la cultura
né perdersi nei luoghi dell’infanzia
e sguardi oltre queste quattro mura
son sabbie nere vuote di speranza

la stretta mia storpiante sull’orgoglio
ha dissipato lenta l’energie
e il non aver giammai quello che voglio
cercato già per millecento vie

colpo di reni, sempre rinnovato
consente al cavalier di non morire
nella stessa palude sprofondato
si trova ancor domani il suo bel dire

ché nuovo fango piove ininterrotto
d’interna forza svuoti le tue sacche
stanco di questo luogo maledetto
uguale sì nel giorno e nella notte

a che mi appiglio, dentro oppure fuori
non vedo bei contorni nella nebbia
e perdono gli oggetti i lor colori
or langue smorta anche la mia rabbia

delude l’amicizia, già in caduta
libera per i torti di ciascuno
il male solo è materia bruta
e raffinato è sempre sì importuno

ripieghi d’egoismo son vitali
ma anch’essi vogliono sostentamento
e dal mercato bui sono i segnali
ed altra sabbia allor porterà il vento

alzar la cresta a improvvidi ideali
che già rinneghi, sai, non può pagare
ad anche con risorse eccezionali
la barca sol potrebbe naufragare

forse saresti il primo a sabotarla
frenato sì dall’odio per la gente
ed il rifiuto netto di aiutarla
quando tua vita ha ucciso lentamente

squallidi vecchi, tu non vuoi imitare
in lenta decadenza le lor vite
passar residuo tempo a brontolare
vorresti pel tuo inverno, un’aria mite

cos’altro te la dia, tu non sai dire
se non un turbinio di vita nuova
se l’uomo sveglio affina le sue mire
e anche stavolta ardito, ci riprova.

domenica 29 marzo 2020

Biancofoglio


Biancofoglio
amico mio
fuori una tempesta di sabbia
alle porte sbagliate mi rivolsi
ad intonare il mio canto lugubre
elegia d'un inverno
che non ricorda estate

Cavalieri e principesse
han bella vita e morte
ma non più...

Il romanticismo
è stato ucciso dal materialismo
e dal veleno che ha mortificato
il corpo, confuso lo spirito e reso
la spada un inservibile, anemico,
piccolo ferro piegato e arrugginito...

L'arte aveva dato, a chiunque fosse
minimamente nobile, belle fattezze
esteriori, armi sfavillanti e destrezza
nell'usarle...lo fa anche coi malvagi.

Ora mi sento privato dell'irrinunciabile
e non mi sento alla tua altezza,
Altezza... ma non sei tu alla mia.

A voi le risate sgraziate,
non mi intrometterò nel vostro mondo
ma nemmeno voi guasterete il mio
distorcendo ancor più amaramente
la verità...

Solo guardo il terrore negli occhi
e non vi è sentiero di liberazione
non sento alberi alleati, non
avverto messaggeri...

mi chiedo a che ancora sopravvivo
se dovunque è morte

per la vita nemica...

sabato 28 marzo 2020

I calici amari


Già, mi ritrovo su questa barca
i piedi in due staffe debbo tenere:
di un nuovo tempo esser patriarca
e in questo cesso godere.

Duplice sfida ti splitta in due
ovvio non puoi fare cento e cento
ma un buon risultato, con le mani tue
puoi agguantarlo, ed or me la sento

Non è che il buono diventa cattivo
semmai resta giusto, e diviene più scaltro
verso il fottuto riscatto tardivo
che schiaccerà ogni altro

Forse che tutto questo percorso
fosse rivolto a smontare illusioni,
e volle il fato che tu fossi morso
ad evitare più grossi speroni?

Riflusso gastrico ti coglie al mattino
ed ancor ti seppellisce il mondo
volevi studiarlo col lanternino
per sentenziarlo poi, a tutto tondo

Ma che ne valga forse la pena?
Passar decenni su decisioni
egoistiche e stolte, che forse appena
un minuto persero in riflessioni?

E fecero incalcolabili danni
e come contropartita
godettero i loro migliori anni
tutti in discesa, mai in salita.

Ora odio tutti, tanto per cambiare
l'indelicatezza con cui hanno trattato
le conseguenze di un vissuto anormale
che fino alla morte sembra prorogato

senza possibile rivalsa alcuna
né il poter vivere come una volta
sarebbe stato – cosa opportuna
giacché si vive solo una volta

io che di questo aveo dubitato
mi son lanciato nel buio e nel vuoto
ed or che mi sono stancato
voglio presente il mio moto

spostato ora è il compromesso
dagli universi alla vita mia
e se non sono più così fesso
dovrei trovare una fottuta via

e non pensare mai più a far valere
ciò che hai passato – non importa a nessuno
ma solamente il risultato,
che piaccia anche ad altri e ti porti piacere.

L'uomo non vede ciò che un altro vive
se poi lo vede, non lo riconosce
se lo riconosce, assai poco gentile
ne gode, e ride tra le ganasce

Un qualche stile di vita diverso
solo è possibile tra i tuoi pari
finché in questo mondo sei perso
è così che si alleviano i calici amari.


giovedì 26 marzo 2020

Fino a che il tempo tuo dura


Eppure quello che sembra restare
di ciò che scrivi – è l'idealismo
sembra ogni altro fiume perire
nel mare magno dell'egoismo

nella brodaglia che tutti sanno
ed hanno contribuito a creare
per un vantaggio, un sociale danno
a tutti valeva ben fare

dunque a che vale scrivere ancora
dopo il supremo, gran pentimento
già rinunciando alla stupida "aurora"
che ipotizzavi lungi nel tempo?

Non vi è virtù giammai premiata
ma con rigore il suo opposto:
trionfa il vizio in ogni giornata
perisce chiunque gli si sia opposto.

Natura conosce la necessità
vuol sopravvivere e vuole godere
non conosce "giustizia", "diritto", "onestà"
senso di "colpa", "onore", "dovere"...

Tutto ciò, l'uomo l'ha architettato
a tormentare se stesso
ma come animale, il suo istinto innato
non concepisce morale processo

E la ragione, vecchia comare
piena d'invidia, rinnega se stessa
già per l'istinto bestiale
vuol liberarlo in una terra promessa

I grandi uomini hanno insegnato
come esser grandi anche ai piccini
niente di più assurdo, di più insensato
come insegnar a volare ai tacchini

Le specie più basse solo approfittano
di quel che di buono viene creato
o tu le imiti, nel modo in cui vincono
o altrimenti è inutile sentirti indignato

Se non puoi uccidere chi dispregi
segui la parte più bassa di te
ti porterà plauso e meno disagi
e il grigio dubbio lontano da te

Giacché si dubita e ci si fa domande
sol quando si è infelici
ma quando il cesto è pieno di ghiande
saremo porci, ma più felici!

Mi stride ancora, questo finale
come se fosse abbandono
a qualcosa di osceno, di surreale
...eppure nella realtà sta il suo trono!

A che son rivolte queste parole?
A evitar la condanna dei moralisti
che ancora credono a Babbo Natale,
seppure pochi regali abbian visti?

Di certo, il bruto immerso nel gioco
già pensa ch'io stia parlando troppo
di queste tirate non vede lo scopo
non gliene viene in tasca malloppo

I moralisti lo pigliano in culo
e tanti lo son solo falsamente
dunque: chi temi, che ti metta al muro
se hai detto che il vizio vince sempre?

Non sarà che proprio la tua natura
t'impone di farti queste domande
fino a che il tempo tuo dura
giacché non sei un mangiatore di ghiande?